venerdì 19 febbraio 2010

Psyché

di Susana Liberatore

Forme di donne
Tanto per cominciare ad introdurci nell´argomento, prenderemo in considerazione le definizioni generali del concetto di “forma”. Essa sarebbe la struttura, il modello o l’ aspetto esteriore determinato dalle linee che ne segnano il contorno. Può determinare tutto ciò per cui qualcosa è (cioè “esiste”), come l´apparenza e la sembianza. Questa cornice concettuale ci permette di sottolineare i due versanti dialettici che ci interessano: l´identitá d´esistenza e gli attributi per parlare de “La Donna”.

mercoledì 17 febbraio 2010

EstremaMente

di Antonella Passoni

Oltre il libro
Le lacrime scendevano sulla pagina del libro e tagliavano i cuori di chi ascoltava, erano lamine sulla neve e la traccia che lasciavano era bianca, pulita; i ricordi uscivano violenti e le parole vibravano, come un bosco di faggi quando i rami rinascono di verde.
E’ nel mese d’Aprile che i prati sono pieni di fiori, ogni anno aspetto il loro arrivo, anche se in fondo all’anima, vorrei che l’inverno non finisse mai, che il lago rimanesse bianco e freddo.

lunedì 15 febbraio 2010

Pittura & Illustrazione

di Linda Brindisi

Visioni di futuro
Visioni di futuro, visioni di teatro…, festival internazionale di teatro e cultura per la prima infanzia torna al Teatro Testoni Ragazzi di Bologna per la 6ª edizione dal 27 febbraio al 7 marzo 2010.
Un ricchissimo cartellone di spettacoli dedicati ai bambini dai 0 ai 6 anni.
Oltre 22 titoli di cui ben 10 rivolti ai bambini da 0 a 3 anni e 12 spettacoli per i più grandi da 3 a 6 anni.
Una programmazione che quest’anno, a fianco delle compagnie internazionali, vede coinvolte gran parte delle migliori compagnie italiane.Accanto agli spettacoli teatrali anche laboratori e un’ installazione d’arte -Paesaggi di Artesonoraperibambini –Arianna, per i bambini dai 2 ai 6 anni.
Il calendario completo sul sito: http://www.testoniragazzi.it/

domenica 14 febbraio 2010

Non ho l'età


Attendo qualche volenterosa opinione, un saluto da conservare, se avrete tempo e voglia. Con questo post termino il mio contributo al Blog Rosa Stanton e colgo l’occasione, furtiva, discreta, nel mio stile, per: ringraziare Rosa Stanton dell’esperienza unica e arricchente che mi ha donato in questi due anni, inviare un Ciao Ciao a tutti, spronarvi alla scrittura e lettura sempre e comunque. Vi leggerò con affetto.
Chiara Cappellato “Cappe”

di Cappe
Old ladies, polenta and venetian traditions

Eccola: la nostra Super Old del mese. A metà 2010 si udiranno forti, tonde, super 80 campane che, con orgoglio e severo cipiglio da ex-insegnante di lettere, mi annuncia voler annunciare.
Anche per una questione che lei reputa “vitale”...
Cosa nasconde? Camminiamo all’indietro.

venerdì 12 febbraio 2010

Il Signor in giallo

di Lorenzo Bosi
Come vivono i morti
Il titolo di questo libro è inquietante ed ironico allo stesso tempo e, naturalmente, ha catturato la mia attenzione. Il genere è “noir”. La trama è incalzante. E’ il classico racconto che tiene il lettore incollato alle pagine. Il tutto si svolge a Thornhill, poco fuori da Londra. Un piccolo paese in cui il sergente che si occupa delle indagini è accolto da un’accoglienza gelida, da un clima di opprimente omertà – vedete…non è solo in Italia – Anche tra gli agenti della polizia locale si annida la corruzione ed evitano il nuovo arrivato sperando che non colga nei loro occhi il luccichio sinistro dei corrotti.

giovedì 11 febbraio 2010

La Dolce Vita di Ludovica

di Ludovica Falconi

Hot San Valentino

Non chiamatelo vibratore. Il coniglietto fucsia che vedete nella foto è il famoso Play Bunny della celebre serie Rabbit in morbido silicone glitterato. Si acquista su betty-books.com e non costa neanche tanto, sui 15€. Vi sembra familiare? Sicuramente l’avete già visto in una puntata di Sex and the City in cui Charlotte non riusciva più a farne a meno.. un sex toy molto trendy. Potrebbe essere una simpatica idea regalo da fare ad un'amica single.

di Ludovica Falconi

Bruciapensieri

di Gregorio Scalise
Radiocronaca di una trasmissione (11 febbraio)
“Lei si definisce una donna di sinistra?” “ Mah, io mi definisco una donna torinese che guarda ai fatti”.
Siamo a Tetris, la trasmissione di Talese, mercoledì 3 di questo febbraio. Lei è una donna che ha delle responsabilità, si chiama Evelina, pronuncia Renò, che è, come si sa, una vettura francese, prodotta dalle parti di Billancourt (periferia di Parigi) ed è scritta Renault, quindi si pronuncia Renaul. La questione sul piatto della serata è Termini Imerese, una faccenda spinosa come non mai. La Fiat dopo aver detto lo scorso anno che intendeva fare proprio a Termini Imerese un polo importante, adesso dichiara che non le conviene e che quindi chiude.

martedì 9 febbraio 2010

Di mamma (non) ce n'è una sola



















di Anna Grazia Giannuzzi

La principessa idraulica
La pratica della scrittura è davvero insostenibile se nella mente c’è abbastanza confusione e rabbia per la propria vita concreta da non avere abbastanza spazio per deframmentare il disco.
Parlo del non riuscire a prendersi quel distacco dalle cose che serve a parlarne come se ci si fosse dentro. Senza starci dentro, però.
Il mio problema è che la mia principessa più piccola da quando ha iniziato la prima elementare ha ripreso a bagnarsi la notte. Io mi sveglio e vado a controllare se è asciutta, spesso devo lavarla dopo averla spogliata mentre tiene gli occhi chiusi, e la testa le cade in avanti, perché si alza e mi segue in bagno anche se continua a dormire.

lunedì 8 febbraio 2010

Rampa di lancio


di Lù Mancini

La voce di Alina

Questa volta non voglio dare consigli di scrittura, voglio raccontare una storia vera accaduta in una sera di fine gennaio e che nessuno ha raccontato. Nessuno giornale ne ha parlato, neanche un piccolo trafiletto in un quotidiano locale. Forse perché riguarda persone ben poco importanti, persone che fanno notizia solo quando fanno del male e quindi servono per la propaganda politica. Ma sono convinta che chi scrive da voce a chi non ce l’ha, ed io voglio dare voce a qualcuno che non può più parlare.

domenica 7 febbraio 2010

Teatime

di Maria Luisa Pozzi
Quota Albania di Mario Rigoni Stern
Nel 1940, a diciannove anni, Mario Rigoni Stern è caporale degli Alpini e partecipa alle campagne di Francia e di Grecia. Incontra subito dei feriti, “Una file di barelle ci viene incontro. (..) Uno di loro è cereo, quasi trasparente; da sotto quella pelle tirata sembra che tutto il sangue sia uscito dalle vene. Con la mano gli faccio un cenno di saluto e di augurio, ma il secondo portaferiti, stravolta dalla fatica, mi sussurra, “Il est mort. (…) la breve risposta in quel patois mi turba quanto quel corpo che non credevo senza vita. E fu il primo di tanti e tanti altri che vidi fino al 1945.”
Dopo la campagna di Francia arriva la partenza perla Grecia. <\Per molti Alpini la vista del mare è una novità, non per tutti piacevole, “Nessuno di noi scese sotto coperta: solamente i conducenti per tenere calmi i muli; tutti volevano stare sopra, vicino, possibilmente alle lance di salvataggio.” Il porto d’arrivo ha i fondali bassi e i poveri Alpini prima debbono scendere per una scala a pioli e poi per una lunga passerella di tavole.Ci confida l’autore che “Alla fine del traballare sentimmo con grande piacere il terreno sotto i chiodi degli scarponi, “ poi vedendo una nave italiana semi affondata ci affida un suo pensiero, “pensai fortemente che avrei fatto ritorno in Italia, a piedi, un passo dopo l’altro lungo le coste dell’Adriatico, sino a casa.”
Il giovane caporale affronta un mondo sconosciuto in cui tutto è sconosciuto, e niente ha un nome: “la strade (è) fangosa (e) costeggio un fiume rumoroso. (…) le montagne (sono) sconosciute. (…) Tutto è buio e ignoto.”
Il maltempo insegue gli sfortunati Alpini, “ Tra la bufera vediamo delle cose scure; quasi ci cadiamo addosso. Sono corpi irrigiditi, levigati dal vento e dalla neve come sabbia, gli occhi aperti, brinai dal ghiaccio. Uno ha il braccio alzato come volesse ancora chiamare qualcuno o salutare, la mano gli è rimasta aperta. Tento di abbassare quel braccio lungo il corpo pietrificato affiorante dalla neve, ma lo sento rigido e fragile come una canna vuota, e temo che mi si rompa fra le dita: questi sono gli Alpini del Vestone.”
Il giovane caporale, abile sciatore e conoscitore della montagna, fa il portaordini fra i vari reparti in zona perché, ci racconta, “le radio come sempre , non funzionano, e il materiale telefonico sarà ancora in Italia, in qualche magazzino con i topi.”
Il caporale Rigoni ha le idee ben chiare sull’organizzazione dei servizi dell’Impero Italiano e ce li presente sempre inefficienti: la propaganda fascista è ben diversa dalla realtà vissuta da chi si trova in guerra. Irride un manipolo di fascisti mandati in loro aiuto, “Questi spazzacamini provenivano dalla bassa novarese e le montagne le avranno viste andando in gita con il dopolavoro, o quando il vento portava via la nebbia dalle risaie. (…) A guardarli, con quella montura irrazionale e ridicola, facevano pena : il fez con il fiocco nero, i fasci sul bavero, (..) gli stivaletti da sabato fascista sui marciapiedi: arrancavano nella neve con il fiato grosso e bolso.” Malgrado la presentazione che ridicolizza gli “spazzacamini” c’è, in Rigoni Stern; un tocco di simpatia per coloro che sono in difficoltà, anche fascisti. C’è pure empatia nei confronti dei nemici Greci, ”Anche loro erano magri, malridotti nelle divise, carichi di pidocchi e con le barbe lunghe e ispide. (…) Passammo la linea che loro avevano abbandonato: avevano lasciato strame brulicanti di pidocchi e miserie: come noi, del resto.”

E’ un libretto breve, 130 pagine, e dovete leggerlo, se siete nate dopo la guerra. Se avete figli adolescenti, fateglielo leggere. Dobbiamo sapere dove un governo dittatoriale ci ha mandato e cosa ci ha fatto soffrire.

Leggetelo, per non dimenticare .

Un abbraccio

Maria Luisa

sabato 6 febbraio 2010

DOMINO CAFFE'

di Scarlett
Scrittura creativa: benvenuti nel terzo millennio
Chiacchierando di generi con amici autori, scopro che la scrittura creativa ha subito un grande cambiamento nella classificazione del genere.
Ormai sono solo i librai italiani gli ultimi detentori della distinzione tra generi letterari, quelli che per comodità dividono ancora gli scaffali tra giallo, fantasy, horror, romanzo rosa, o avventura.
Già i nostri colleghi editori e rivenditori angolofoni hanno stabilito da tempo una sola ed unica distinzione: FICTION e NON-FICTION.

NON-FICTION è la saggistica.
FICTION è tutto il resto.
Necessità di mercato? No, evoluzione della scrittura creativa nel terzo millennio.
È evidente che il giallo assume spesso sfumature noir o horror, a seconda dell’argomento trattato.
Ad esempio: se il nostro detective è anche un vampiro, la detective-story diventa detective-story/gothic.
Se la nostra eroina romantica della Londra vittoriana è anche un’esploratrice di antiche tombe egiziane e si diletta con il bondage nell’intimità della camera d’albergo, ecco che stiamo scrivendo un erotic/adventure/storico.
Se il personaggio principale del nostro capolavoro di scrittura è un sacerdote cristiano dell’epoca di Diocleziano, e che durante una messa clandestina nelle catacombe scopre una porta dimensionale che lo trasporta in mondo alieno nel 3050 dopo Cristo, e sul pianeta si vive come in Germania durante la Seconda Guerra Mondiale, ecco che abbiamo un religion-SF/storico.
E si può proseguire così, mescolando quello che la nostra fantasia ci ispira, senza paura di recriminazioni da parte di fanatici puristi.
Questa evoluzione porterà grossi cambiamenti anche nelle collane editoriali.
Mondatori esce nel 2009 con Epix, una collana che raccoglie il genere fantastico, ad esclusione della SF, che continua ad avere il marchio Urania. Epix è diventato sinonimo di elfi, vampiri, mostri, fantasmi e compagnia bella.
Ma per parlare in piccolo, anche la nostra Domino sta pian piano eliminando la distinzione di genere. La classificazione dei libri pubblicati è solo ormai una questione di contenuti.
Carte Veline raccoglie amore, erotismo, avventura, commedia e dramma , ma è un contenitore riservato alle letture leggere, scelte per formato e per l’intrattenimento.
Pergamene raccoglie le opere di ampio respiro, quelle che hanno richiesto fonti di studio e di ricerca.
Rune è dedicata al genere Fantastico, ossia tutto quello che va dal fantasy alla SF.
Criptex definisce il giallo come nuova forma di tecnologia investigativa.
L’evoluzione della scrittura creativa, cercata e voluta dai nuovi autori che si affacciano all’editoria nel 2010, porterà evoluzione anche nel mercato editoriale di rivendita.
Librerie virtuali, social networks, editoria on-demand, e-books, sono le nuove forme di divulgazione dell’opera scritta, che accompagnano per mano il futuro della scrittura creativa, pronta ad affrontare le sfide che scrittori emergenti ed editori coraggiosi intendono proporre al pubblico.



lunedì 1 febbraio 2010

off#limits

Aktion T4: “Involucri vuoti le cui vite sono indegne di essere vissute…” A.Hitler.


A cura di
Diomira Pizzamiglio

E’ difficile iniziare a scrivere questo post, però è mio dovere farlo, perché il dovere di ogni persona viva è ricordare e testimoniare; ricordare la Shoah: ora tocca anche a me, a noi tutti a prescindere dalla data del 27 gennaio.

Quando l’ultimo sopravvissuto dei campi di sterminio lascerà questo mondo, perderemo la possibilità di ascoltare una testimonianza diretta dell’assassinio di massa perpetrato dal Terzo Reich.

E a qualche idiota verrà in mente di dire che tutto ciò non è mai accaduto.

“La Shoah non è l' annientamento del popolo ebraico , ma l'annientamento dell'intera civiltà e deve servire come punto terribile di riferimento delle coscienze del mondo .” http://www.lager.it/shoah.html

Mio padre è nato nel 1934 ed era proprio piccolo quando ebbe inizio il II conflitto mondiale. Abitava al “Bisolo” una povera e piccolissima casetta in mezzo ai campi attraversati dal Nure, nei pressi dell’aeroporto militare di San Damiano piacentino. Ha vissuto i primi anni della sua infanzia giocando fra il tiro incrociato dei partigiani nascosti sulle colline e le incursioni dei nazisti e fascisti.

Quando ero bambina mi raccontava di quei giorni in cui rinchiuso nel rifugio fuori casa aspettava che terminassero i bombardamenti aerei, mi raccontava della paura che condivideva stretto abbracciato col suo cane in una gara senza fine a chi tremava di più.
Ma poi mi raccontava anche dei suoi giochi del sapore dei dolci fatti da sua madre, del profumo della melica e le sue parole avevano una freschezza e una lucidità tale che a me pareva di rivivere insieme a lui quei momenti . Mi rivedevo sulle piante a raccogliere frutti odorosi, dolci e dissetanti, a incollare gusci di noci sotto le zampe del gatto, a sgattaiolare via sotto il lungo tavolone di legno con un tozzo di pare rubato alla cena familiare. Poi mi rivedo stretta abbracciata al cane lupo bastardo, terrorizzata e impietrita di fronte al mitra spianato del generale nazista che con un ghigno beffardo simula una raffica di spari “ta-ta-ta-ta e mi fa cenno di sparire …

E poi c’è quella fuga notturna verso le colline dai parenti nel tentativo di salvare lui febbricitante per il morbillo e gli altri figli fra cui le quattro sorelle che erano finite sulle liste per Auschwitz. Perché? Noi non siamo ebrei, gli chiedo. Qui il racconto di mio padre si interrompe, i suoi occhi fissi seguono immagini incollate nella sua mente e la sua bocca resta serrata, muta.

La Shoah iniziò con il programma T4.

“AKTION T4” era un programma di eugenetica che prevedeva la soppressione o la sterilizzazione di persone affette da malattie genetiche, inguaribili o da più o meno gravi malformazioni fisiche. Le vittime del programma T4 furono cira 200.000, di cui 70.000 disabili.

Prima ancora che fosse varato ufficialmente il piano di eutanasia la Direzione Sanitaria del Reich guidata da Leonardo Conti si mise in moto per eliminare i bambini giudicati fisicamente o psichicamente disabili. Venne creata la Commissione per le malattie genetiche ed ereditarie.

La Commissione disponeva di una rete di 500 medici sparsi in tutta la Germania e l'Austria e organizzati in quei "consultori della morte" che erano i "Centri di consulenza per la protezione del patrimonio genetico e della razza".

Il 18 agosto 1939 Conti emanava un provvedimento segreto noto con la sigla IV-B 3088/39-1079 Mi. Grazie a questa disposizione i medici dei "Centri di consulenza" dovevano essere obbligatoriamente informati dagli ospedali e dalle levatrici della nascita di bambini deformi o affetti da gravi malattie fisiche o psichiche

A dare inizio al processo di eutanasia fu un ordine scritto di Adolf Hitler datato 1° settembre 1939 su carta intestata della Cancelleria. Il testo recitava:

"Il Reichsleiter Bouhler e il dottor Brandt sono incaricati, sotto la propria responsabilità, di estendere le competenze di alcuni medici da loro nominati, autorizzandoli a concedere la morte per grazia ai malati considerati incurabili secondo l'umano giudizio, previa valutazione critica del loro stato di malattia"

La Freie Universitaet di Berlino e il Land del Brandeburgo hanno avviato il progetto di ricostruire una lista di malati mentali scomparsi, ritenendo che finora il problema non abbia ricevuto l’attenzione che meriterebbe da parte degli storici. Il progetto sarà finanziato con i soldi delle lotterie. ‘E’ da anni che volevamo fare questo, ma gli archivi di stato e molte delle necessarie fonti d’informazione sono diventate accessibili solo con la riunificazione della Germania’, ha dichiarato Guenther Morsch, storico della fondazione per la memoria del Brandeburgo, secondo cui ‘in primo luogo è un modo per rendere omaggio alle vittime; in secondo luogo un servizio alle loro famiglie; in terzo luogo un’importante ricerca storica e, infine, avrà anche uno scopo educativo’. Horst Steffens, portavoce della fondazione, ha aggiunto che i nomi di molte vittime della ‘eutanasia’ nazista sono noti, ma che poco si sa finora di quelli morti nel centro di sterminio di Brandeburgo dove trovarono la morte alcuni malati mentali ebrei.

Fonti:

http://www.olokaustos.org/guida/index.htm
http://it.wikipedia.org/
http://www.nonsoloabili.org/nazismo-storici-faranno-lista-malati-mente-uccisi-da-hitler.htm
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...