mercoledì 17 ottobre 2007

Rosso Pomodoro: tra cibo, scrittura e impegno sociale


Intervista a Luigi Fusco e Francesco Amato, rispettivamente primo direttore e assistente del ristorante Rosso Pomodoro nel centro di Bologna

a cura di Laura Scarano

Rosso Pomodoro è una catena che ha già numerosi ristoranti in Italia e nel mondo. Com’è cominciata la storia del suo successo?
Amato: Tutta la storia di Rosso Pomodoro comincia circa venti anni fa a Napoli, dall’idea di Franco Manna, Giuseppe Montella e Roberto Imperatrice, i soci fondatori della catena. Questi tre amici che facevano parte della stessa squadra di rugby, decisero di portare nel resto d'Italia la “napoletanità”, ovvero il calore e l’allegria tipicamente partenopei. Non solo, anche l’aspetto culinario andava promosso, grazie agli ottimi prodotti del luogo, come la mozzarella e il pomodoro che arrivano direttamente dalla Campania in ciascuno dei punti ristoratori
A parte i prodotti tipici cosa caratterizza ogni ristorante firmato Rosso Pomodoro?
Amato: Sicuramente la disponibilità e la calorosa accoglienza riservata ai clienti da parte del personale. Soprattutto dalle persone che lavorano in sala, infatti, esigiamo cordialità e simpatia, qualità che ci contraddistinguono perché fondamentali in questo settore. E’ per questo che scegliamo personalmente i nostri collaboratori.
Fusco: I cuochi e i pizzaioli di Rosso Pomodoro sono prettamente partenopei e, per garantire la qualità del servizio, la loro formazione è affidata a due specialisti del settore come Raimo Chiacchiera e Salvatore Mugnano. Ciò a dimostrazione del fatto che a Napoli la formazione nel campo della ristorazione continua a seguire il metodo proprio della bottega degli artigiani, per cui un pizzaiolo può imparare il mestiere soltanto da un altro pizzaiolo.
Amato: Riguardo allo stile, ai colori, a predominare è ovviamente il rosso, alle musiche partenopee che caratterizzano l’atmosfera dei punti vendita, c’è stato un preciso lavoro a tavolino da parte di architetti specializzati.
Fusco: Inoltre, oggi la squadra dei soci fondatori si arricchisce di altri tre elementi importantissimi, a cui è affidata la direzione generale: Clelia Martino e Antonio Sorrentino, che si occupano di management e Maurizio Aita, il primo pizzaiolo emigrante a Milano!
Amato: Antonio Sorrentino, in particolare, è lo chef che si occupa di tutto quanto concerne il menù, dalla scelta delle materie prime alla ricerca dei fornitori. Inoltre è sua l'idea di aiutare a mantenere l'integrità di alcuni prodotti in via di estinzione.
Prodotti in via di estinzione, di cosa si tratta?
Amato: Prendiamo ad esempio un formaggio caratteristico come il cacio cavallo, che non viene più richiesto come una volta, nemmeno a livello nazionale. L’impiego nelle nostre cucine di questo prodotto assicura continuità alla sua produzione, che tra l'altro avviene ancora in modo assolutamente artigianale con precisi tempi di preparazione.
Anche voi, come la PFG Maison, sperimentate contaminazioni tra ambiti della vita molto diversi tra loro, come l’arte culinaria, la scrittura, la solidarietà: il vostro libro di ricette è già alla sua terza edizione e porta testimonianza dell'impegno nel sociale.
Fusco: L’idea nasce dalla nobiltà del cuore napoletano. Da anni, infatti, collaboriamo con AMREF, un'organizzazione sanitaria Onlus, con base in Africa. Il nostro sostegno consiste nell'allestire una raccolta annuale di fondi, per la realizzazione di alcuni dei tanti progetti di cui AMREF si occupa nei quattordici Paesi dell'Africa orientale. In passato il nostro aiuto è già servito a costruire una scuola e l'acquedotto di Munyura in Kenya. Il meccanismo della raccolta fondi è semplice: il libro di ricette è un omaggio che noi facciamo ai nostri clienti, ai quali chiediamo un'offerta libera. Solitamente ciò avviene nel periodo natalizio, quando si è più sensibili ai problemi sociali... e arriva la tredicesima! A noi, poi, si sono affiancati diversi personaggi del mondo dello sport, che ogni anno contribuiscono con proprie ricette, valorizzando ulteriormente l’ iniziativa.
L’idea di legare l’immagine di Rosso Pomodoro al mondo dello sport risponde a una precisa strategia comunicativa?
Fusco: Sì. Ci sono calciatori, come Paolo Cannavaro, medaglie d’oro come Massimiliano Rosolino e i fratelli Abbagnale, tutti campani e quindi vicini alla cucina e ai valori di Rosso Pomodoro. In più, in questo modo l’immagine dell'azienda si lega a quella di un’alimentazione equilibrata e dai prodotti genuini, come si addice alla dieta di uno sportivo. Perciò, anche la quarta edizione del nostro libro di ricette, prossimamente in uscita, vedrà protagonisti alcuni famosi sportivi.
Tramite la collaborazione con Rosa Stanton vi apprestate a rafforzare il vostro legame con la scrittura e ad avere un primo approccio con il campo della moda. Che risvolti avrà quest’esperienza?
Fusco: C’è sicuramente un discorso pubblicitario di fondo, investire nella cultura, nello sport e nello spettacolo, oltre che nella cucina di qualità, ci permette di far conoscere il nostro ristorante e di portare nelle case della gente i valori della dieta mediterranea, di cui siamo promotori. C'è quindi innanzitutto la volontà di utilizzare i prodotti tipici della nostra terra nelle altre città. Riguardo alla moda… noi siamo una moda che non passerà mai.
Amato: Ciò che accomuna Rosso Pomodoro, in particolare il nostro punto vendita nel centro di Bologna, e PFG Maison è il fatto di essere due progetti giovani che stanno crescendo velocemente con il preciso intento di fare stile, non solo in una dimensione locale. Il nostro ristorante ha solo sette mesi, ma sta già riscuotendo successo. Inoltre, per la fine del 2007 apriranno altri otto ristoranti Rosso Pomodoro in città come Buenos Aires e Copenhagen. In questo modo, potremo promuovere la cucina mediterranea in tutto il mondo.
Legare il mondo della “buona tavola” al campo della moda risponde in qualche modo all’intento di offrire un’immagine alternativa a quella delle modelle-grissino?
Fusco: Certo! Nel senso che non occorre fare delle diete proibitive per vivere bene e tenersi in forma: meglio mangiar sano, magari nei nostri ristoranti.
Amato: La verità è che noi accontentiamo tutti, anche la donna-grissino. Infatti l’offerta di Rosso Pomodoro si adatta a tutti i gusti, perché affianca alla vasta scelta di pizze e primi piatti anche prodotti ipocalorici come delle ottime insalate.
Cos’altro bolle in pentola per il futuro?
Fusco: Farci conoscere ancora di più qui nel centro di Bologna, poichè a Casalecchio siamo già una realtà affermata da tempo. Inoltre ci proponiamo di far attecchire anche in questa città l’idea che la pizza napoletana deve avere il bordo alto!


13 commenti:

Anonimo ha detto...

Dove si trova questo ristorante? A Bologna?

IleniaF ha detto...

Si trova a Bologna in via Fossalta, una perpendicolare di via Rizzoli.

Katia Ceccarelli ha detto...

Io conosco quello di Milano (zona ticinese) quando vivevo lì ci andavo spesso. Una delle pizze più buone che abbia mai mangiato. Se posso fare un appunto è che sono un po' troppo sbrigativi a farti finire e mollare il tavolo ad altri clienti... non ci puoi passare una serata con la pizza e il limoncello però hai la scusa per andare a fare una passeggiata.
E' bello vederlo qui il rosso pomodoro!

Raffaella ha detto...

Wow!
Appena mi trovero' a Bologna, passero' a mangiare qualcosa al Rosso Pomodoro...anche il cibo e' cultura, cultura fatta di tradizioni, di tradizioni legate ai gusti, ai sapori, agli odori.

IleniaF ha detto...

Ciao Raffaella,
sono pienamente d'accordo con te.
Il cibo è arte, quando preparato a dovere, è racconta molto del luogo, delle tradizioni e della cultura del luogo d'origine.
Rosso Pomodoro vuole essere proprio questo, un pezzo di Napoli in giro per il mondo!

Anonimo ha detto...

e si,rosso pomodoro ti fa assaporare la passione del cibo,vivere la serenità del luogo accompagnata dalla felicità che senti nello stare con gli amici in presenza di personale dotato di un caldo e spiritoso umorismo!!!nn esiste nulla di meglio.. rossella bologna

Anonimo ha detto...

Io ho provato molti ristoranti Rossopomodoro in giro per l'italia, e si mangia bene ovunque... il clima e' molto cordiale. Quello che mi piace di piu', sia per la qualita' del cibo che per la qualita' del servizio, e' quello di Potenza, che ha anche un sito internet dove e' possibile sapere in anticipo qual e' la proposta del giorno: www.apotenza.it sono stato anche a Casalecchio, spero di poter provare presto quello di Bologna!

M.G. ha detto...

Maurizio Aita é quello che ha visutto a Miami? io lo stó cercando perche ho perso contato con lui... grazie tante!
Lacha

La Tina en rose ha detto...

Credevo che Rosso Pomodoro facesse solo pizza, invece sono andata in quello di Bologna dove vivo e ho mangiato la carne ed altre buone cose. Perchè non ci fate uno sconto per noi leettori del blog? A proposito: siete un mito ragazze!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

La Tina

Anonimo ha detto...

Mi unisco ai complimenti fatti da altri amici per i ristoranti Rossopomodoro. Dopo tante abbuffate di pizza anche io mi sono avvicinata alle insalatone e a qualche bel pezzo di carne e vi devo dire che sono rimasta felicemente colpita dalla qualita' della loro cucina. Abituata a pensare a Rossopomodoro come una pizzeria, non avevo mai pensato di provare un piatto da ristorante. Adesso ogni volta che vado da Rossopomodoro e' dura scegliere... i miei complimenti a tutti i rossopomodoro che ho frequentato, ed in particolare a quello della mia citta' (Potenza) che mi ha fatto scoprire cos e' la vera pizza napoletana!

giovannino ha detto...

falliti

Anonimo ha detto...

sono due falliti

Anonimo ha detto...

mah ... ancora sono la vergogna di rossopomodoro...

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