
Aspettando un raggio di sole
C’è un luogo a Lugano dove il tempo sembra essersi fermato. Un antico caffè dalle grandi vetrate da cui non si vede il lago ma lo si percepisce. E´ nell’aria umida e profumata, nelle voci sommesse e nei colori in cui nulla stride. Da questo luogo, straordinario punto di osservazione, scrivo: é uno spaccato di mondo che é quasi impossibile cogliere fuori, quello che ho sotto gli occhi. Vecchie dame e signori eleganti, Danke, Bitte, Aurevoir. E pure i bambini qui diventano tranquilli, come per magia.
Il mio vicino dai candidi capelli e dall’aspetto austero, legge assorto la Frankfurter Allgemeine, due innamorati si guardano negli occhi scambiandosi mille promesse mentre più in là un gruppetto di amiche ciarliere si abbandona ai ricordi davanti ad una cioccolata invitante.
In questo luogo dove ogni frase è poco più che un sussurro, il tintinnio dell’argenteria scandisce il tempo, dal breakfast all’english tea, servito nella stagione fredda nell’accogliente giardino d’inverno dove troneggia imponente un samovar.
Nulla potrebbe turbare l’apparente serenità che regna sovrana.





