
Sono distrutta!
Questa volta per davvero!!!!
Ho dovuto riscrivere due capitoli delle tesi.
Dopo
7 ore davanti al computer, con gli occhi riempiti di cerchi circoncentrici, tutto quel che avevo scritto sembra perfetto.
Le poche incongruenze mi sembravano giustificabili con riferimenti a Tucidide e alla sua “Guerra del Peloponneso”, dove salti logici e raffronti azzardati (synkrisis), fanno tutti parte di un progetto superiore.
Ero veramente convinta di essere un’eletta tucididea sino a quando un amico, di solito un cretino, che fino a quel momento aveva egoisticamente pensato di farsi gli affaracci suoi, mi fa notare che “è meglio stampare e poi rileggere”.
Al massimo delle mie potenzialità empatiche, penso “ma che ne sa questo stronzetto, che la tesi se l’è fatta fare da CEPU?”
Poi quando stampo, rileggo e mi accorgo di aver iniziato volendo dimostrare qualcosa che, continuo a leggere, non dimostro mai, devo pateticamente ammettere che lo “stronzetto” ha ragione!!!!!
Lo sanno tutti e tu non lo sai? Scema, scema, scema!
Non c’ è peggior situazione di scoprire la propria idiozia all’apice dello sconforto, con i capelli sporchi, i baffi che non hai il tempo di farti e due occhiaie che a tuo confronto lo zio Fester sembra Heidi!!!
Decido di uscire.
Solo un attimo, compro le sigarette e mi faccio baciare dal sole!
L’occhio mi cade su uno di quei giornali che distribuiscono gratis nelle città, tipo Leggo.
Lo prendo e lo sfoglio pensando di distrarmi leggendo di qualche catastrofe ben più tragica della mia, quando la mia attenzione è attratta da un articolo dedicato ai viaggi.
E cosa scopro?
“
"La carta giovani si può fare sino al compimento del ventiseiesimo anno di età”.
Così invece di gongolarmi sognando la meta del mio futuro viaggio, devo prendere coscienza di una realtà: a
28 non sono più “ggiovane”, sono vecchia, andata, scaduta, fuori target!
Non potrò più fare l’inter-rail con lo sconto del 30% ed entrare al museo a metà prezzo.
Che faccio?
Mi ammazzo? Me ne fotto? Fingo di avere
25 anni? Aspetto a
65 anni per ritornare nella categoria protetta ?
L’ ultima ipotesi è da scartare, so per certo [mio padre] che molti sessantacinquenni preferiscono pagare il biglietto intero pur di non mostrare la carta d’identità.Sono disperata, con la mia tesi monca e rappezzata, quasi quasi opto per la prima ipotesi, quand’è che il mio occhio scivola su un numero.
È il
30.
Caro dolce magico trenta.Udite udite, freschi espropriati di condizione anagrafica: i trentenni , alla luce delle norme vigenti, se ancora studenti, continuano a far parte della categoria giovinezza.
Pericolo scampato.
Aspetto altri
2 anni per laurearmi e quest’estate vado a farmi l’interRail!!
P.S I numeri in grassetto potete giocarveli al lotto.