martedì 20 luglio 2010

Estremamente


Viaggio dentro
di Antonella Passoni


Inverno dove sei, neve mi manchi. Salvami dalla volgarità, da questo scivolare umido e senza speranza. Non oso svelarmi perché temo di perderti e voglio ancora sentirmi legare dalle emozioni sottili,che come il vento, passano sotto le porte. Il nostro vento, quello della gente dell’est. Arriva d’improvviso dai Balcani, violento e carico di freddo secco e purifica, pulisce ,vivifica. La vita inizia con un punto nella pancia e una nausea che non finisce. La vita finisce con una macchia di sangue/di grasso/di cenere sull'asfalto,in un lenzuolo.
Nostalgico il tango mi toglie da pensieri orridi e guardo le unghie rosse delle mani, rosse quelle dei piedi. Artigli un po’ schifosi ma efficaci, arpionati sul tappetino della palestra. Un cane a faccia in giù, figura retorica di uno yoga di paese, il saluto al sole, addominali tesi e il caldo impossibile fa guardare l’ora perché il tempo oggi non finisce.
Approdo vela unta e stanca al parcheggio, infilo la chiave mentre un tango mentale mi fa incrociare ricordi su ricordi e cammino con passi sempre più distanti. Guido e mi domando perché deve essere così dolente il camminare verso l’alto,io che cerco la purezza nel respiro. La vita ieri si è persa nelle gambe stanche e pesanti, laggiù dentro un letto di ospedale. Poltrone sostitute dell’esistere e morte malefica tutta intorno.
Scappo e rubo la linea di felicità che passa per caso, la sbrano con denti bianchi di lupo e la strappo al tempo con unghie feroci. Un grido eterno, orgasmo rapinato con forza, in mezzo al fremere fatto di morsi e rabbia. Viaggio dentro i fluidi ,tra i tuoi umori che per una volta mi appartengono e come un ghiacciaio in discesa, ti sciogli sopra di me, masso caldo levigato dal vento. D’improvviso e senza attesa, proprio così, come tu temi.


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