giovedì 12 marzo 2009

RAMPA DI LANCIO


Storie di tutti i giorni
A cura di Lù Mancini

Le storie che scriviamo le incontriamo davanti a noi giorno per giorno. A volte rimbalzano letteralmente fuori dai telegiornali, pressanti, ripetute al punto tale che diventano nostre e vorremmo svilupparle e perfino scriverne un finale diverso, magari più bello rispetto alla realtà, oppure addirittura più terrificante perché serva da monito.
Altre volte invece sono le storie che ci vivono accanto, giorno per giorno, al lavoro, in autobus, nel condominio o nel quartiere in cui viviamo, e comunque nei luoghi abituali che frequentiamo.
Si sviluppano accanto a noi e talvolta ci travolgono.
Cosi scopriamo che dietro la sicurezza e la grande forza che traspare da una nostra amica c’è un passato doloroso e sofferto ed è ciò che l’ha resa così forte e apparentemente invincibile, che dietro alla serenità serafica di un vecchio confidente c’è la lotta quotidiana contro una malattia latente mai sospettata, o un dolore familiare vissuto con forza e dignità.
L’idea che spesso abbiamo degli altri può essere molto distante dalla realtà, così ci capita di pensare che una persona sia forte e sicura, e che sia sempre stata così, non pensiamo mai che questo sia il risultato di grandi fatiche e dolori della sua vita. Anche gli altri vedono in noi qualcosa di diverso, ciò che per noi stessi può sembrare ovvio può non esserlo affatto per gli altri suscitando impressioni e sensazioni che non avremmo mai immaginato.
Intorno a noi le vite degli altri sono un po’ le nostre vite, con dolori e battaglie ed emozioni simili alle nostre e che quando le comprendiamo diventano il nostro romanzo più bello.

5 commenti:

Maddalena ha detto...

Sai Lù io spesso vedo negli altri, forza, energia e capacità soprattutto quando sono persone che hanno attraversato dolore e sofferenza,non tutti,ma spesso è così. Purtroppo. Poi in genere sono persone che non esternano quello che sono, lo si desume.

ha detto...

Infatti è quasi sempre così, chi appare forte è perchè ha superato grandi sofferenze, spesso però non viene esternato. Comunque desumere una storia dietro l'apparenza può essere uno spunto per la scrittura e può servire da stimolo.
A me almeno è capitato.

Anonimo ha detto...

a volte le persone che ci appaiono forti lo sono e non ci raccontano le loro storie di dolore e di sofferenza perchè il non raccontarle "dà" loro quella forza.
raccontare non sarebbe mai abbastanza "quanto" ha fatto soffrire e si tende ad interiorizzarlo, come se fosse una corazza.
a volte è poi l'orgoglio a frenarti, forse per non sentire quella, spesso involontaria, "patina di commiserazione"
a volte chi ha sofferto tanto è stato così male che tutto quello che dopo poi succede perde la gravità che, per chi non ha sofferto in quel modo, ha invece normalmente ed è così che ci appare più forte
un bacione
ely

ha detto...

Cara Ely, sono d'accordo con te su tutto quello che hai affermato, vorrei però dubitare sulla "patina di commiserazione", penso che alfine ci sia più ammirazione che commiserazione, perchè chi esce più forte dal dolore e, come tale, si mostra agli altri credo desti soprattutto ammirazione.
Vero è che ogni situazione è un caso a sè ma mi piace pensare che sia soprattutto così.

Anonimo ha detto...

si hai proprio ragione Lu', meglio puntare sull'ammirazione...sono d'accordo con te. io parlavo infatti di una involontaria commiserazione perchè spesso accanto all'ammirazione ci può essere anche quella patina lì.
Meglio quindi uno sguardo ammirato...
a presto
ely

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