sabato 15 marzo 2008

TEA TIME




The Uncommon Reader (La sovrana lettrice) Adelphi 2007
a cura di Maria Luisa Pozzi

Mi ci sono volute due terapie (totale 4 ore circa di laser, tense e massaggio) per leggere questo delizioso, divertente libretto.
La storia in breve: la regina di Inghilterra s’imbatte in un biblioteca mobile parcheggiata vicino al suo palazzo. Lì incontra Norman, un accanito lettore che lavora come sguattero nelle cucine reali e che la guida a scoprire il piacere della lettura. Leggere rende la regina più attenta agli altri e ai loro bisogni e più autonoma nei giudizi (il che ovviamente dà un gran fastidio a ministri e persone di potere).

La trama è esile perché il testo è sul piacere dalla lettura, su come le persone siano cambiate dai libri e, udite, udite, come i buoni lettori, prima o poi, passino a cimentarsi nella scrittura.

Alcuni esempi.
La regina spiega perché finisce sempre un libro, “Once I start a book I finish it. That was the way one was brought up. Books, bread and butter, mashed potatoes – one’s finishes what’s on one’s plate. That’s always been my philosophy.” (Una volta che comincio un libro lo finisco. Dipende da come si è stati allevati. Libri, pane e burro, puré –uno finisce quello che ha nel piatto. Questa è sempre stata la mia filosofia..)

Al segretario privato che commenta che i libri aiutano la sovrana a passare il tempo, risponde “Books are not about passing the time, They are about other lives. Other worlds.” (I libri non servono per fare passare il tempo. Sono per capire altre vite. Altri mondi.)

Al cameriere che le riferisce che un suo libro dimenticato in carrozza é stato preso come il marchingegno per un attentato, replica “Yes. That is exactly what it is. A book is a device to ignite the imagination.” (Si. E’ proprio quello che é. Un libro é un marchingegno per fare scattare l’immaginazione.)

Nel suo taccuino, appropriandosi delle parole di Amleto, scrive che i libri sono un paese non ancora esplorato (Books were uncharted country); scrive anche che, “You don’t put your life into your books.You find it there. (Non metti la tua vita nei libri. La trovi lì.)

Un libretto delizioso che voi, noi, lettrici (e forse scrittrici), non possiamo perdere. Buona lettura e mandatemi commenti.
Un abbraccio

Maria Luisa

3 commenti:

Ditaur ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Amicia ha detto...

Trovo molto interessante questo libro. Grazie per la segnalazione.
Ciao
Tiziana

anonimo ha detto...

Ditaur cosa mi segnali? maria Luisa

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