domenica 16 marzo 2008

EQUILIBRISMI QUOTIDIANI


La forza della fragilità.
a cura di Maddalena Morandi

Sono fragile.
Ho appena letto un libro di Vittorino Andreoli, un noto psichiatra, di cui non conosco nulla, anzi, il suo volto alquanto stralunato mi dava da pensare. Tuttavia il titolo sulla copertina, mi ha attirato come il miele per Winnie the Pooh : “L’uomo di vetro” “La forza della fragilità”. Devo dire che è molto difficile da leggere, a volte angoscioso, ma mi è piaciuto il contenuto. “La fragilità genera saggezza … . La saggezza a sua volta avvicina alla serenità” . La nostra società, volta alla ricerca della perfezione, del potere ci suggerisce di nascondere le nostre debolezze, perché ci impediscono di farci stimare, di essere competitivi nella gara del raggiungimento del potere e quindi del successo a ogni costo. Si, il prezzo da pagare è quello di calpestare gli altri per arrivare per primi. E’ un’estremizzazione, ma rende l’idea. Invece chi riconosce la sua fragilità è più portato a coltivare le relazioni umane, è curioso dei suoi simili, non per cogliere le loro debolezze, ma per conoscerli e ascoltarli. E’ portato a donare il di più, è contento di sé come persona e non per ciò che ha. Il fragile ricerca la serenità che è uno status continuo, una condizione che non tramonta. A differenza della felicità ad ogni costo, che è solo una sensazione spot. Quindi accettiamo il nostro essere un vetro di cristallo, perché ci rende veri esseri umani.

Io sono fragile!





9 commenti:

Amicia ha detto...

anche io sono, mi sento fragile. Ma è dalla mia fragilità che traggo la mia forza. Spesso si considerano deboli coloro che hanno il coraggio di mettersi in discussione accettando la propria fragilità.
Ciao
Tiziana

Diomira Pizzamiglio ha detto...

Che bello!
Deve essere davvero un bel libro.
Sono d'accordo con Tiziana, il concetto di fragilità è estremamente relativo.

Maddalena ha detto...

Si care amiche la fragilità è di coloro che sono forti, ma che fatica!!!!!!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

Luciano Ligabue"Cosa vuoi che sia? Passa tutto quanto, solo un po' di tempo e ci riderai su. Cosa vuoi che sia? Ci sei solo dentro, pagati il tuo conto e pensaci tu. Chi ama meno è meno fragile, tutti dicono così."
Antonella

anonimo ha detto...

Anche a me piace Vittorino Andreoli per la sua capacità di capire l'animo umano e non condannare mai nessuno ("Quello, per fortuna, é il mestiere dei giudici," ha detto). Qualche tempo fa ho recensito il suo testo "Il male oscuro". Molto interessante.
Un abbraccio
Maria Luisa

Maria Cristina Campagna ha detto...

Penso che la fragilità sia parte, celata o espressa, di ogniuno di noi. Rivelarla ci fa accettare ed amare più noi stessi. Libro interessante, lo leggerò.
BACI

Maddalena ha detto...

Dai vostri inteventi sempre più interessanti, ho tratto una conclusione: accettarsi per quello che si è, anche con il nostro lato oscuro; non giudicarsi più di tanto, la perfezione non è di questo mondo; ma io devo soprattutto imparare a non prendere tutto troppo sul serio!!!

Ludovica ha detto...

è vero, bisogna accettarsi e amarsi e questo vuol dire non smettere mai di scoprirsi e di scoprire gli altri..

Maddalena ha detto...

Già Ludovica, solo che non sempre lo scoprirsi è una bella rivelazione.

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