venerdì 14 marzo 2008

BRICIOLE D'ESTETICA


Una Connessione alchemica
A cura di Vladimiro Zocca

Discutendo, qualche giorno fa, delle Grandi Dee, nel salotto di Patrizia, mi si è presentata una fascinosa connessione con la mostra di pittura, che sto preparando per maggio, su “L’alchimia del corpo”.
La connessione è data dall’assunzione del corpo femminile originario come similitudine dell’athanor, il fornello che l’alchimista usa per i suoi processi di trasformazione sulla materia prima e, quindi, di creazione, di crescita e di nutrimento.
Così, il corpo maternale diventa la metafora dell’organismo anima-corpo che si collega all’oceano cosmico della vita, come l’uovo primordiale con il suo potere di rigenerazione cellulare.
Questa metafora mi permette di interpretare i lavori degli artisti in mostra, come momenti originali di un’ideale Grande Opera alla quale gli artisti stessi partecipano, passando attraverso tutti i colori dell’arcobaleno presenti nella natura, attuando e mostrando frammenti dell’unione fra cielo e terra.
Dal punto di vista dell’archetipo matriarcale, tanto caro alla scuola junghiana, la prima fase del processo alchemico, corrispondente alla nigredo, alla fase al nero, assume una particolare importanza, perché ci fa risalire alla notte del regno sotterraneo, primo dominio della Madre Terra, progenitrice di tutte le cose, organiche e inorganiche.
E’ il dominio della luna nera, simbolo anche delle madonne nere, che sono rimaste le uniche eredi delle grandi madri della prima religione greca, precedente a quella olimpica, di Demetra, di Era e di Persefone, attraverso la mediazione di Iside, la misterica dea egizia della magia che presiede alle trasformazioni delle cose e degli esseri.
D’altra parte, la Luna, nel cui simbolo si conservano i segni arcaici della Madre e della Donna, esprime la materia, quella che gli antichi Greci nominavano hyle= selva, che offriva materiale per fabbricare o costruire da utilizzare nella vita.
Ecco, allora, evidenziarsi il collegamento tra il farsi e il disfarsi della materia e l’attività creativa dell’artista, che mi permette di utilizzare questa metafora alchemica: in fondo, il pittore o lo scultore, manipolando i colori della materia, si comporta come un’alchimista dell’essere, gettato nell’esistenza perdurante del tempo.

3 commenti:

Tygogal ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Katia Ceccarelli ha detto...

ATTENZIONE! Eliminate il commento precendente, contiene un virus.

IleniaF ha detto...

Grazie Katia!

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