mercoledì 27 febbraio 2008

NON HO L'ETA'


CIVETTE

Questione di vita o di vista. Cerchiamole.
a cura di Chiara Cappellato

Fino a quale compleanno ci è concesso essere civette?
Vi immaginate anciennes bon ton o anticonformiste old strong?
Entro nel negozio Unicef per l’adozione di una Pigotta, mi cattura un ammaliante savoir-faire.
La particolarità della figura nell’insieme mi trascina. Curiosità è femmina.
La signora Adele, classe 1923, da 16 anni è venditrice volontaria all’Unicef.
Sicura della propria presenza scenica, anima anelli di ragguardevoli dimensioni (un topazio fumé e un’ametista) accompagnati da unghie impeccabili, orecchini e bracciali con pietre dure, elegantemente abbinati ai colori che indossa.
Mai avrei apprezzato come una conchigliona in madreperla possa donare al décolleté
di una old lady.
La passione per le pietre semipreziose, che già considero un tratto di distinzione, la travolge con impeto da imporle acquisti impulsivi, per condurla infine alla parure completa.
“Una donna deve sempre sfoggiare il coordinato”.
Come una ragazzina al primo giorno di saldi, sfodera altri oggetti sottolineando quanto sono le pietre a palesare il suo modo di essere.
Estetica è espressività.
Padrona dell’arte dello scampolo inventa e confeziona abiti dai dettagli che la fanno notare.
Vietato copiare.
Indispensabili comunque i gioielli che devono ”mostrare chi sta dentro”.
Tipa da occhiali con strass e borsa in velluto decorato, il portamento è squisitamente signorile.
Non ci riuscirò mai.
Adele avrebbe potuto limitarsi a vanità creativa?
Consumatrice di libri, dedica energie alla vicina casa di riposo, alla parrocchia, allieta il circolo della terza età, la banca del tempo, l’Unicef e vanta vivaci frequentazioni femminili.
Da poco speaker in pensione di una rubrica radiofonica curata per l’associazione Domani Donna.
Una voce che spronava all’autodeterminazione.
Una positiva, questa vezzosa ottantacinquenne, che insegna come
“regalare sorrisi e parole gentili allunga la vita e distende le rughe”.
Esco dal negozio in sintonia con Rita, la mia Pigotta africana: un po’ sbattuta e molto Calimero.
Rivedo spesso Adele attraverso la vetrina.
Ho capito che non esistono donne brutte, ma solo donne pigre.
Non è il caso di darsi da fare?
Altrimenti finiremo pure col subire la concorrenza di coquettes ultraottantenni.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Brava Chiara
bella lezione di vita!!
Ho acceso presto il pc perchè dovevo verificare delle cose, ma sono rimasta colpita dal tuo articolo e mi sono fermata a leggerlo. Niente accade per niente.
Mi è piaciuto e ti do ragione, spesso si è troppo pigri anche per ammettere la stessa pigrizia!!
Che energia, ci voleva proprio!!
Buona giornata e complimenti
trovare un articolo già così presto mi fa pensare...
Complimenti!

Maddalena ha detto...

Civette con stile, sempre, non conta l'età!

Anonimo ha detto...

a volte civette a volte gufe,a volte colombe a volte falchi..l'importante è nn finire imbalsamate dentro stereotipi preconfezionati:)
antonella

Cappe ha detto...

Brava Antonella.
Importante è far emergere le nostre specificità senza timori, senza conformismi, senza badare all'anagrafe.

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