venerdì 8 febbraio 2008

Archi.D.Arte

Il profilo delle città
a cura di Margherita Matera



Ci sono delle linee magiche, delle curve che colgono l’insieme, ma nascondono il tutto. Spesso mi ritrovo ad osservare i profili. Quello di una persona alla giuda, fermo, mentre il resto corre. Quello di una donna scissa, lontana. Quello di me stessa nei ricordi. Quello delle città.
Tecnicamente definito Sky-line, perché mostra lo stagliarsi contro il cielo, è il profilo del nostro mondo, dei nostri palazzi, delle nostre case. Così una sola linea, che segna il contorno dei tetti,ci dice se siamo a Parigi piuttosto che a Venezia, New York piuttosto che Dubai.
Una linea che marca, divide dal cielo. Una linea che unisce lo spazio, che non si preoccupa dei dettagli perché abbraccia l’orizzonte. Ogni palazzo è significativo nel suo rapporto col cielo, come un naso aquilino o un mento pronunciato. Mentre il tempo ne dipinge l’espressione…solare, piangente, malinconica al tramonto….



Lo sky-line inganna, perché ad una bella sagoma non sempre corrisponde un bell’oggetto architettonico, e viceversa. Così, forse, nelle città, si dovrebbe arrivare dal profilo e poi scoprirle, per capire se è meglio restarne fuori o affrontarle. Oppure si fa come me, che vengo spinta sempre più lontano per osservare il tutto…solo per il gusto di vederlo completo. Finito.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Carissimo Ingegnere,
mi prostro a questa descrizione dello Sky-line!!!
Lei si che se ne intende!!!!
Auguri e felicità, INGEGNER MATERA!

maggie ha detto...

.......ah....le notizie corrono...oggi è una bella giornata!Grazie!

Anonimo ha detto...

..all'inizio della mia seconda lezione di filosofia al liceo, il prof, preso un gessetto, disegnò un filare di alberi alla lavagna. Poi iniziò a chiamare ognuno di noi studenti chiedendoci di indicare quale fosse il punto da dove ritenevamo si potesse vedere per intero il filare in tutta la sua lunghezza ed altezza. Cominciammo a succederci un dopo l'altro, segnando con una croce quale fosse a nostro avviso tale punto. Io fui il più temerario, segnai la mia X sulla cornice della lavagna.. Non fu sufficiente: il punto si trovava sul muro, ben oltre la fine della lavagna. Ma nessuno di noi ebbe l'ardire di indicarlo.
Le nostre prospettive, la possibilità che abbiamo di cogliere la completezza di qualcosa sono molto spesso "limitate" da consuetudini, paure, formalismi, soggezioni.. E' un traguardo riuscire a spingersi lontano per giungere a tal fine; certo da lontano quel filare di alberi lo si vedrebbe intero, ma di sicuro non si potrebbe respirarne gli odori delle foglie e della corteccia e tantomeno si potrebbe torcere il collo verso l'alto per vederne la cima, meravigliandoci della sua imponenza alla stregua di quanto si faceva da bambini con tutte le cose che erano più grandi di noi..

Maggie, complimenti davvero per questa tua rubrica.. Spero di avere occasione di "frequentarla" spesso.. Ora devo "ritarrmi" a letto, già ieri sera abbiamo ceduto per bontà!! ;-)
Buonanotte, a presto..
Alessio

maggie ha detto...

Buongiorno Alessio!!! Sono contenta di questa tua "visita" e anche del tuo commento! Mi fa piacere leggere le altre persone...questa rubrica, infatti, è una bella esperienza! Vienimi pure a trovare quando vuoi! Per ora grazie!!! A presto.

Anonimo ha detto...

Le linee e le curve portano magia a patto che possano permettere agli occhi della mente di penetrare il velo di sensibilità che nasconde la plasticità dell'essere.
Da Vladimiro

Anonimo ha detto...

Tanti auguri! Mirko

maggie ha detto...

per Mirko
....credevo l'avessi dimenticato...

Anonimo ha detto...

Non potevo dimenticarlo.....complimenti per i tuoi post!.....

maggie ha detto...

Grazie.Grazie per i complimenti e per gli auguri!.......aspettavo ti ricordassi.

Anonimo ha detto...

Per tutti quanti che hanno il piacere di leggere i post di Meg, sappiate che questo ingegnere è un piccolo fenomeno creativo.....

maggie ha detto...

Grazie gente!! però non esageriamo perchè mi fate arrossire...!

Katia Ceccarelli ha detto...

La più bella rubrica qui. Complimenti!
E' bello leggere di una donna in rapporto con la città, tecnicamente e teoricamente.
Una volta tanto una donna che non si guarda l'ombelico.

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