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domenica 1 maggio 2011

Per molti ma non per tutti

di Mari Land


Dentro l'uovo di Pasqua mi piacerebbe trovare...

Arrivano! Eccoli! Ciao! Che bello! - Lui era contento, finalmente qualcuno è venuto a fargli un saluto. Lo prendono, dopo la pulizia e visita medica era pronto per conoscere i suoi padroni e il nuovo territorio. Una coppia giovane ma c’era un odore strano, dolciastro per la nuova stanza, ma dove era stato messo? - Ho un nuovo letto, odore pulito, buono - e ora sentiva profumo di cibo - Finalmente! - La coppia stava preparando il tutto per l’arrivo della loro creatura - Dov’è il fiocco? Il cesto! Caro l’hai preso dal garage vero? – ‘Si è nello studio’ – Mama che confusione, succede qualcosa?! Dove mi portano? Uhuu che cos’è questa cosa sulla testa? Sempre questo odore dolciastro - Lo misero in un’altra stanza. Silenzio.

giovedì 24 marzo 2011

Per molti ma non per tutti


di Mari Land

Non ci sono più le mezze stagioni

All’improvviso un caldo mi prende in tutto il corpo, una luce bianca mi acceca letteralmente e non so dove sono e soprattutto chi sono! Tutto appare come la scena della famosa luce bianca del famoso ‘tunnel’. E’ solo il mio risveglio traumatico che ogni tanto mia madre mi riserva, alzando le tende e aprendo la finestra perché ‘Fuori è così una bella giornata,sveglia!’. Notare risveglio primaverile. Come tutte le mamme sa i miei punti forti e miei punti deboli e sa benissimo che in inverno vado letteralmente in letargo quindi non c’è sveglia con campane che mi riesca a fare uscire dal letto caldo, come è a conoscenza che amo la primavera.

venerdì 25 febbraio 2011

Per molti ma non per tutti

di Mari Land

Dategli una maschera e sarà sincero



‘Giù la maschera!’ è un tema che ha sempre intrigato.
Innanzitutto è un accessorio e come tutti gli accessori che si rispettano si amano o ti rimangono indifferenti.
La maschera, come oggetto, è antica come il mondo. Nella commedia dell’arte la maschera significava ‘essere un altro da sé’, nel teatro Elisabettiano gli attori si truccavano usando coprenti ceroni, baffi posticci oppure parrucche dalla lunga chioma bionda per interpretare personaggi femminili.
Truccarsi per creare una maschera è proprio un’azione quasi catartica nel teatro orientale; difatti l’attore ‘entrava’ nella parte man mano che completava la sua ‘trasformazione’.
Da qui facciamo un viaggio velocissimo nel tempo e passiamo ai giorni occidentali contemporanei.
La maschera ai giorni nostri cosa è e cosa rappresenta? Cerco di alleggerire il tema suggerendovi le mascherine innocue e divertenti che si usano a Carnevale, proprio quella che si trovano a Venezia, ma non è solo questo.
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