sabato 24 luglio 2010

Lezioni americane

di Irene Zennaro

Tea party(er) immaginario

Immagina di essere bloccata in economy class per 8 ore e 35 minuti, immagina che l’ipod sia scarico e tu troppo ben educata per dire “hell no!” quando la signora di sari vestita ti chiede di far cambio di posto per sedere accanto al marito, immagina di andare a sederti sorridente accanto ad un tale, immagina di essere troppo annoiata per non accettare di scambiare due battute sul volo. Ci sei? Bene, ecco il tale: e’ inequivocabilmente americano, certo non di NY (specie riconoscibile perché veste con più nero e stile degli altri), con una stretta t-shirt che ne evidenzia le forme da pin up, pantaloncini kaki, flip flop e pancia prominente quanto la calvizie incipiente. Non avrà più di 30 anni. Se tu fossi una ragazza piena di pregiudizi daresti ascolto a Lombroso e ti guarderesti la punta dei piedi scuotendo la testa e dicendo “no intiendo”. Invece sei progressista e professi il relativismo cosmico, quindi gli rivolgi parola...ecco cosa ti dirà il buon Ryan:
“ c’e’ un complotto antiamericano...e’ colpa degli ebrei, tranne Israele, quella e’ solo brava gente che rivuole la sua terra, promessa”
“ i musulmani sono tutti uguali: picchiano le donne e non le rispettano. Però non sarebbe male avere tre mogli. Meglio non sposarsi e uscire con più fanciulle possibili, tanto le donne sono tutte facili” “qualcuno doveva andare in Afganistan e Iraq a risolvere i problemi del mondo. Le armi di distruzione di massa c’erano di certo, non era una bufala”
“il cibo italiano e’ ottimo, soprattutto questi spaghetti bolognese...tu sarai certo bravissima, sono una ricetta locale!” “servirebbero più giornalisti indipendenti, ecco perché guardo solo Fox news”
“Obama non e’ americano, e’ un immigrato che si e’ approfittato del senso di colpa della nazione e adesso vuole i nostri soldi. E se qualcuno te lo chiede sappi che elezioni sono truccate”
“ la riforma sanitaria e’ una fregatura, non lo sai che molti americani non vogliono l’assistenza sanitaria universale (per essere del tutto onesti questo lo sostiene anche un influente editorialista del Washington Post. Uno zio?)
Per dirla tutta: lui e’ un tea partier, un cittadino onesto, che crede nella bandiera e nella famiglia, pronto a difendere con la vita i valori della democrazia e della libertà, insomma un modello per ogni americano che ami la sua nazione.
Lui e’ un tea partier: beve 2 boody mary e 4 birre, litiga con la vicina col sari perché ha osato appoggiarsi alla sua sedia e dice “ questa gente puzza”, mi dice che non sembro italiana ma nordica (dovrebbe essere un complimento), spintona un suo conterraneo e minaccia di picchiarlo a sangue, dice che la legge dell’Arizona e’ sacrosanta, odia i messicani “ che imparino l’inglese”. Mi mostra la licenza per il porto d’armi offrendosi di proteggermi in uno scontro a fuoco...
L’urban dictionary recita: Tea partier, politically-challenged right-winger who can't and won't accept the outcome of the '08 presidential election. Heavily influenced by right-wing talk-show hosts, they believe the end is near for America, unless they sweep far-right politicians into office. Tear-partiers usually vacillate between lung-swelling patriotism and abject despair, often in the same sentence. "Did you see the Tear-Partiers marched on Washington? They came to protest... everything."
I couldn’t agree more. Grazie per aver volato con noi.

2 commenti:

laura ha detto...

complimenti!!!
mi è piaciuto molto volare con voi,grzie anche per le salviettine profumate,nn dirlo a nessuno ma ho rubato due saccettini di noccioline
baci

laura ha detto...

grazie,sacchettini
;-)

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