martedì 8 giugno 2010

Il verso della moda

di Alessandra Lepri

Ri-don-dan-te

Le onde del tempo Ri-don-dan -te, già a sillabare l’aggettivo si ha l’impressione di straripamento, eccesso. Si usa per l’arte, per la moda, per l’esteriorità in genere, con accezione negativa. Se riferito a una persona indica temperamento fastidiosamente esuberante, se invece riguarda l’aspetto fisico la negatività è devastante, soprattutto per le donne, vittime del gusto degli altri, in perenne senso di colpa se la ridondanza si esprime nel corpo L’estate che sta arrivando veicola sempre gli stessi odiosi messaggi, umilianti e beceri. Chi scrive cambia canale in tv se sente pronunciare “prova bikini”. Perché prova? Gli esami è vero non finiscono mai. La scrivente in bikini esprime la ridondanza di una silhouette d’antan, l’inutile abbondanza iper femminile viene demonizzata nelle palestre dagli aitanti personal trainer. Questi giovani kapò in tuta parlano a scatti a voce altissima, fustigando con occhiate cariche di disprezzo cosce rotonde e fianchi materni dall’alto della loro pelle bruciata dalle lampade che si tende “plasticosa” e beffarda su membra prive di molecole adipose. Che ne sanno i personal trainer della bellezza maestosa e opulenta della Venere dormiente del Giorgione, delle carni bianche e compatte della Leda leonardesca, delle spalle rotonde e del ventre dolcemente pingue della Fornarina. La bellezza femminile, fino agli anni Cinquanta, e non solo nel Rinascimento, è sempre stata collegata al benessere, inteso come stato ottimale del corpo, ben nutrito e non sottoposto a fatiche. Benessere oggi rimanda agli spazi, sempre più in voga, dedicati sì alla cura di sé, ma soprattutto al recupero della forma fisica, certamente lontana anni luce dalle bellezze che hanno fatto sognare i nostri padri. Maggiorate, cioè ridondanti nelle forme, nei tratti femminili. Quei tratti femminili ancestrali che sono scomparsi dai canoni estetici, così come gli altri potenti messaggi seduttivi originari, gli odori. Le ridondanze devono essere artificiali, le labbra ipertrofiche, i seni perfettamente sferici, i volti trasfigurati dal botox che oltre alle rughe toglie espressività. Eppure quei corpi levigati e quei volti di cera ispirano le donne che sentono la normalità e la naturalezza come difetti e fanno salire il fatturato della medicina estetica alle stelle. Anna Magnani si rifiutava di farsi cancellare le rughe con il make up e diceva “non cancellatemi le rughe, ci ho messo una vita per farle”. Ma oggi di Nannarelle non ce ne sono più.Forse chi scrive ha troppo interiorizzato l’incombere della prova bikini e si comporta come la volpe e l’uva. Intanto, con l’alibi del pezzo da consegnare, ha marinato la palestra, lasciando uno spazio vuoto alle forzate dello step, con loro non si può discutere di ridondanze, di massimalismo e ritorno del barocco anche nel design...

Nessun commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...