giovedì 6 maggio 2010

Tea time

di Maria Luisa Pozzi
Elizabeth Strout, Olive Kitterdge

Olive Kitteridge è la storia di una rinascita, ma è una rinascita dolorosa che attraversa una storia di sofferenza e incomprensioni. Olive, una grassa insegnante in pensione, vive in una cittadina fittizia del Maine. La incontriamo, talora personaggio principale e talora secondario, in tutti gli episodi narrati nel testo. Emerge una donna dura, incapace di capire il figlio, che pure ama teneramente, e anche il dolcissimo marito che le confessa, “You can make people feel terribile.” (‘Hai la capacità di ferire le persone.’) Ma Olive non è solo questo: è una donna di grande intuizione e comprensione. Nel racconto “Incomming Tide” (‘La marea che sale’) capta il desiderio di morte di un suo vecchio allievo. In “Starving” (‘Affamata’) accompagna una giovane anoressica nel suo doloroso cammino, consapevole che la ‘fame’ di cui soffre la ragazza è condivisa da molti. Le confessa che “I don’t know who you are but, young lady, you are breaking my heart (Non so chi tu sia, ragazzina, ma mi spezzi il cuore.) E confessa, “I’m starving, too. Why do you think I eat every doughnut in sight?” (Anch’io sto morendo di fame. Perchè credi che mangi tutti i bomboloni che vedo?) La ragazzina, ormai in fin di vita, è perplessa a sentire quelle parole e replica, guardando l’enorme corpo della donna, “You’re not starving,” (Non stai morendo di fame.) E Olive risponde, “Sure I am. We all are.” (Certo che sto morendo di fame, come tutti noi.) Con il passare degli anni Olive si ritrova sola: il figlio è lontano e nemico, il marito è morto. Ma incontra un vecchio vicino, Jack Kennison, sempre disprezzato per il suo denaro e la sua prestigiosa professione. Come lei anche Jack è solo, “an old man, his stomach bulging like a sack of sunflower seeds.” (un vecchio, il ventre sporgente come un sacco di semi di girasole.” Ma oltre al ventre Olive vede nei suoi occhi “the vulnerability, the invitation , the fear…” (‘la vulnerabilità l’invito, la paura…’ ) e si siede accanto all’uomo e ‘c’era solo il silenzio della camera inondata di sole . Erano lì e il suo corpo di donna – vecchio, grosso, cadente – senti desiderio per quello dell’uomo….. oh, cosa non sapevano i giovani! Non sapevano che corpi massicci, vecchi e grinzosi avevano gli stessi desideri dei loro sodi e giovani corpi.”
Buona lettura

2 commenti:

Anna Grazia Giannuzzi ha detto...

Pensavo fosse un libro noioso, invece pare che mi sbagliavo.

anonimo ha detto...

L'ho trovato bellissimo però i gusti possono essere diversi. Sappimi dire. Ciao Maria Luisa

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...