venerdì 25 settembre 2009

DOMINO CAFFE'



Piccole Donne... o donne piccole?
a cura di Scarlett
(Nella foto: Lady Godiva )


Mi sono posta questo quesito sfogliando, per così dire, le pagine virtuali del sito di una testata giornalistica femminile. Che qui non cito per motivi di copyright. Cercavo uno spunto per il tema di questo post, qualcosa di attuale, qualcosa di stuzzicante per i pensieri felici.

Nella sezione culturale, ho sbirciato per scoprire i consigli di lettura:
un articolo saggistico su Simenon, lo scrittore che amava le donne.
La recensione di "L'aiuto" di Kathryn Stockett, romanzo che tira in ballo donne, bambini, domestiche, cucina, problemi razziali.
Una carrellata di libretti sul sesso, disponibili a tutte le tasche.
Un libro di cucina.
Un libro su come affrontare serenamente la gravidanza.

Sono inorridita.

Sono tutt'ora inorridita e ho anche un po' di pelle d'oca.


Ho fatto un veloce esame di me stessa e mi sono chiesta sinceramente quale di questi libri andrei a comprare, dietro suggerimento così esplicito. Nessuno.

Per chi non mi conosce e sta leggendo ormai da un po' i post targati Domino Caffè, è giusto fare un riassunto veloce della mia situazione, dopo di chè siete liberi di esporre i vostri pareri.

Di mestiere sono falegname, specializzata in restauri d'antiquariato. Venticinque anni di sano lavoro di scalpello e pennello. Di secondo mestiere, ormai da dieci anni, scrivo romanzi storici, gialli, fantasy, avventura, gotici. Soprattutto gotici. Di terzo mestiere, da tre anni, faccio l'editore di una piccola casa editrice indipendente, molto indipendente. Indipendente al punto che ci facciamo punto d'onore di non scendere a compromessi con le idee di mercato editoriale.

Tra le mie passioni: equitazione, ecologia, esoterismo, medievo, fantascienza, cinema, erbe officinali. Dirigo un'associazione culturale. Sono socia di un'associazione di ricostruzione storico/medievale. Cucio, ricamo, dipingo, cucino per gli amici...
Sono single, ma ho un nipotino di otto mesi che mi riempie la vita e i pensieri.

Se un'indagine di mercato mi chiedesse cosa amo leggere, direi che ho una vasta scelta di argomenti su cui volgere lo sguardo. Anche eventuali testate giornalistiche avrebbero un ottimo ventaglio di consigli di lettura da propormi.

Perciò mi chiedo: se la testata giornalistica qui sopra non-citata mi consiglia una lettura sul sesso o un libro di cucina, o eventualmente un approccio all'idea di come affrontare una presumibile gravidanza futura, può significare solo due cose: o mi sono scordata cos'è una donna, o non lo sono mai stata, e per quarant'anni ho indossato la gonna per sbaglio.

Mi sto domandando anche chi si occupi di mettere insieme questi consigli di lettura, forse mirati ad un pubblico di donne che...

No.

Non diciamo idiozie, per favore. Non esistono "donne che".

Le donne sono donne sempre e comunque, siano casalinghe disperate, hostess di aerei, maestre di asili nido, nonne con quattro nipotini, laureate sull'orlo di una crisi di nervi. Adorano i bambini, ma anche i tacchi a spillo e le borse di marca. Puliscono la casa, ma amano anche viaggiare all'estero. Cucinano le lasagne, ma tengono anche la contabilità aziendale di un'industria.

Perfino Jo March, la mitica protagonista di Piccole Donne di Luise May Alcott, era un'emancipata che guardava oltre il ricettario di cucina. Sognava Parigi, scriveva romanzi, insegnava a una piccola comunità di bambini.

Viene da chiedersi dunque che immagine diamo noi donne, con i nostri stress quotidiani, quando una testata giornalistica deve consigliarci una lettura. Diamine, non siamo tutte incinte! Non tutte siamo sposate con prole da gestire, forse perchè la vita ha girato in modo che di figli, alcune di noi, non ne possono avere.
Non tutte abbiamo strane fantasie su autori morti che amavano le donne. Alcune di noi sono astrofisiche e si sono sudate la loro laurea. Altre sono dirigenti di aziende.
Altre ancora semplicemente non hanno la passione per la cucina, anche se sanno cucinare.
Amiamo le vacanze a bordo piscina, ma anche cimentarci in free-climbing.
Non esistono solo Piccole Donne tutta casa e famiglia, o solo donne piccole che hanno bisogno di un manuale d'amore perchè l'amore pensano di non saperlo fare bene. Siamo tutto questo e niente di questo.

E' questo il bello di essere donne.

Grandi Donne, se permettete.

Mi piacerebbe trovare la prossima volta, tra i consigli di lettura, un manuale fai da te su come organizzarsi una vacanza tipo senza farsi fregare dagli albergatori e dalle agenzie di viaggio. Poi vorrei la recensione di un libro fantasy, una carrellata dei migliori autori di manuali di economia domestica ( come gestire il patrimonio familiare, fondi pensionistici o assicurativi, piani di accumulo per pagare l'università ai figli, agenzie di assicurazione per l'auto e la casa), e un saggio su un personaggio storico, uno qualsiasi.

Perché se è vero che sappiamo fare il pane, è anche vero che la buona lettura è il miglior cibo per la mente.





8 commenti:

Katia Ceccarelli ha detto...

Purtroppo ci sono molte, troppe "donnette" le quali in genere sono le peggiori nemiche delle donne. Anche io ho avuto le tue stesse perplessità e quindi, uscita dalla mia gabbia dorata di amicizie e frequentazioni a me congeniali, mi sono messa nell'ottica di ascoltare e osservare come vanno le cose nella realtà. Se leggi i forum dei siti di riviste femminili li troverai pieni di problemi del tipo: macchina del pane, la popò del pupo, il fidanzato distratto. Non ho mai capito invece se oltre all'orientamento di marketing di tali pubblicazioni non ci sia anche un intento "didattico": quello di formare la "donnetta" di oggi... e questo mi sa tanto di "ventennio".

Cappe ha detto...

Sarò banale, ma care le mie Katia e Scarlett quando scruto recensioni per donnette mi si infiamma tutto dentro e allora sento dentro quanto io sia invece Donna: Donna-contro, Donna-testa-pensante-, Donna impegnata, Donna reale. Alziamo la voce e nel nostro piccolo per essere noi stesse non vergognamoci di esprimere il nostro dissenso-sgomento. Bacioni
Cappe

Scarlett ha detto...

A tutti gli effetti, fin'ora l'unico posto dove trovo discorsi femminili o rivolte alle donne con un minimo di buon senso pare sia questo blog. E non lo dico perchè ci scrivo anch'io, badate bene. Insieme a Hope e Polly, sono l'ultima arrivata.
Se Rosa Stanton dovesse un giorno trasformarsi in una rivista, sarebbe all'avanguardia rispetto a molte rubriche femminili cartacee.
Quasi rivoluzionaria.
Mi è tornato in mente "MonnaLisa Smile", il film con Julia Roberts in cui tentava di inculcare un po' di spirito alternativo in un collegio femminile che formava "casalinghe perfette". Se non lo avete visto, guardatelo. Mi piacerebbe commentarlo insieme a voi. Questo per riferimento all'"Intento didattico" citato da Katia.
Alziamo la testa, si, Cappe, e la alziamo con orgoglio. Altrimenti non potremmo essere orgogliose di aver frequentato la scuola di scrittura che porta il nome di una donna come Harriet.

Cappe ha detto...

Visto e assimilato già da tempo 'MonnaLisa Smile'. Che nervi e che tristezza di fondo mi ha regalato. Lancio una pietra: noi donne, nel lavoro come nella quotidianità più varia, dovremmo essere coalizzate, unite, complici, sorelle e aiutarci per far emergere il Femminino. Invece siamo invidiose l'una dell'altra, rivali, pettegole. E così la società patriarcale domina. E così per le poche pensanti è sempre più arduo farsi strada. Che ne pensi Scarlett?
Cappe

Scarlett ha detto...

Penso che come donna ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia anticonformista, con genitori che mi hanno sempre spinto a dare il massimo, a ragionare con la mia testa, a superare i limiti imposti dalla società bigotta. Poi ho avuto la sfortuna di nascere in un paesino di pochi abitanti legati alle tradizioni contadine. Ho dato scandalo quando ho comprato casa senza essere sposata, e nemmeno accompagnata. I pettegolezzi si sono sprecati.
Fortunatamente ho scoperto un mondo diverso fuori dalle mura del paese, con altre donne come noi. Ma quanto è dura! Faccio un lavoro maschile in un mondo maschile, dove vengo guardata male anche dagli uomini, non solo dalle donne.
Coalizzarsi in questo caso è difficile, ma non impossibile. Il problema di fondo credo sia restare fedeli a noi stesse e non perdere la nostra identità di "donna nuova". Spesso ho visto donne ( soprattutto in politica) traformarsi in uomini per poter emergere, e perdere la propria coscienza femminile, quella che ci distingue dall'altro sesso. Quella che ci contraddistingue come "essere pensante" e non "donna giocattolo". Parole al vento? Non so, io credo che qui almeno qualcuno le legga, e un pensiero ce lo stia facendo su.

Maddalena ha detto...

Poco tempo fa sono andata ad una conferenza di Galimberti, il quale sosteneva più o meno quello che dice Scarlet sul mantenere l'identità femminile; lui sosteneva che le donne manager quelle che vogliono fare gli uomini sono persone che si sono snaturate. penso abbia ragione.

Anonimo ha detto...

necessita di verificare:)

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e

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