venerdì 3 luglio 2009

RAMPA DI LANCIO



L’odore della carta stampata
A cura di Lù Mancini

Sfogliare le pagine di un libro ci porta lungo una strada infinita cullati dal fruscio delle pagine che sfogliamo, entriamo in un'altra dimensione e viviamo, assieme al personaggio, un lungo viaggio avventuroso o i fremiti di un amore impossibile o le vibrazioni delle corde dell’anima che si lacera in un dolore angosciante.


A volte mi capita di rileggere più volte la stessa pagina, sottolineando i punti per me importanti, scrivendo appunti a matita in un angolino della pagina.
Il libro viene vissuto e interpretato e apre la strada ai sogni.
Le storie che ricordo meglio sono quelle che ho interiorizzato in solitudine magari seduta sotto l’ ombrellone di una torrida estate, o quelle lette durante una notte insonne alla luce tenue di una lampada.
È per questo che rivendico il piacere dei libri in carta stampata, quell’odore particolare che ha il libro fresco di libreria oppure quello polveroso di un libro antico preso in una vecchia biblioteca, entrambi mi affascinano in modo diverso: il primo perché è solo mio, l’altro perché immagino la vita di chi lo ha letto prima di me da un appunto, una dedica o altre tracce impresse sulla carta ingiallita.

4 commenti:

Scarlett ha detto...

I libri portano con sè la traccia di coloro ai quali sono appartenuti. Metterebbe a disagio il pensiero di avere in casa qualcosa che per lungo tempo ha fatto parte della vita di un altro. Per questo compro solo libri nuovi, non usati. Un po' di me rimane nel libro che leggo e che conservo sullo scaffale.
La memoria degli oggetti, forse.
Il possesso delle cose, meglio ancora.

ha detto...

In effetti normalmente a me piace possedere i libri che leggo, ricordo però le mie estati di adolescente quando usufruivo della bibloteca comunale e "divoravo" decine e decine di libri per l'intera estate.

Katia Ceccarelli ha detto...

Qualche giorno fa ho regalato alla biblioteca comunale del mio paese parecchi libri (molti dei quali doppioni causa regali). Mi sono sentita appagata per quel gesto che permetterà anche a delle persone che non possono permettersi di acquistare continuamente libri di conoscere degli autori come Tondelli o Meyrink.

ha detto...

Brava Katia
hai fatto benissimo, i libri donati alla biblioteca comunale daranno la possibilità ad altri di provare le nostre emozioni e leggere autori sempre attuali.
Anch'io in passato causa trasloco ho donato dei libri alla bibloteca è un modo per non perderli del tutto.

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