domenica 31 maggio 2009

Teatime













a cura di Maria Luisa Pozzi

Negli anni ‘50 uscì “Bonjour Tristesse” e subito fu scandalo. Le ragazzine per bene non potevano leggerlo, ma noi amiche, tutte sedicenni, ne comprammo una copia e ce la passammo. La consegna era “Leggere in bagno, chiusa a chiave. Poi passare. Chi se lo fa sequestrare lo ricompra.”
Il romanzo scritto da una diciannovenne francese, Francoise Sagan, racconta la prima esperienza sessuale della protagonista, Cecilia, anche lei adolescente. Quella era la parte che ci interessava anche se fingevamo indifferenza.

Il resto, come Cecilia riesca a liberarsi di una possibile matrigna indesiderata spingendola ad un incidente-suicidio, per noi, poteva anche non esserci.
Lessi e rilessi il romanzo, soprattutto “quella” parte. Poi, prima di passarlo all’amica di turno, copiai varie frasi che, di sera, rileggevo, nascosta sotto le coperte, al lume di una pila. Sognavo il futuro.
La descrizione “interessante”, però, mi pareva un po’ peregrina.

Mi aveva afferrata per un braccio e mi tratteneva ridendo. Mi volsi e lo guardai; egli si fece pallido come dovevo esser pallida anch'io e lasciò il mio polso. Ma per riprendermi subito fra le braccia e trascinarmi. Pensavo confusamente: tanto doveva accadere, doveva accadere. Poi fu il girotondo dell'amore: la paura che dà la mano al desiderio, la tenerezza alla rabbia, e quella sofferenza brutale che seguì, trionfando, il piacere. Ebbi la buona sorte (trovando in Cirillo la dolcezza necessaria) di scoprirla fin da quel giorno. [...] Quando andai via, egli mi domandò se gli serbavo rancore, e questo mi fece ridere. Serbargli rancore di quella felicità!...».

Non capivo cosa esattamente capitava in quel “girotondo dell’amore … ( e nella) paura che dà la mano al desiderio, la tenerezza alla rabbia” . Non capivo le ragioni della scelta di Cecilia che si era rovinata, secondo il canone del tempo, per uno di cui dichiara “«Non l'avevo mai amato. Mi era piaciuto e mi era apparso attraente; avevo amato il piacere che mi dava, ma non avevo bisogno di lui».
Anche le mie amiche avevano le idee poco chiare su quello strano rapporto ma era impensabile chiedere a un genitore. Quelli erano argomenti proibiti e, in famiglia, non se ne parlava.
Riletto dopo anni mi rendo conto che quello che avevo trascurato a 16 anni è l’aspetto più interessante del testo: la descrizione di una gioventù bruciata, molto diversa dai loro genitori che avevano lottato per uscire dalle rovine della guerra. Quei ragazzi, la generazione degli anni ’50, nascono in un situazione di benessere ma in un vuoto di valori che, come nel caso di Cecilia, li può portare alla criminalità.
Non so se oggi valga ancora la pena di leggere questo “Buongiorno tristezza” se non per aggiungere un ulteriore personaggio a quella galleria di ribelli della mia adolescenza che si chiamano Holden Caulfield, Marlon Brando e James Dean.

Vi ho incuriosito o sono stata troppo critica? Sappiatemi dire.
Un abbraccio
Maria Luisa


5 commenti:

Anonimo ha detto...

Incuriosito. Decisamente. Moni

Anna Grazia Giannuzzi ha detto...

l'ho letto anche io, verso i 14anni, preso dalla biblio del liceo, e mi ha irritato per le poche informazioni concrete fornite; ero innamorata di un ragazzo più grande e immaginavo soltanto "la parte fisica dell'amore", fino a che mia madre, che riteneva che quelle fossero informazioni che si passavano tra amiche, non scoprì che tutte le mie amiche avevano il permesso di uscire da sole con i ragazzi. Così mi arrivò in regalo un libro cattolicissimo e scientifico delle edizioni paoline che mi fece morire dal ridere ed anche un poco dallo schifo, ad essere sincera, che suscitò comunque le mie prime domande femministe cui fu risposto con uno sonoro schiaffone: ma è vero che le donne godono solo quando gli uomini vengono?
Con paura di volare fui più furba. Nascosto in un sacchetto di plastica dentro lo scarico di ceramica del water, quelli posti in alto, con la catenella, in una casa al mare d'estate, lasciato incautamente dai padroni di casa. Nessuno dei miei sapeva di cosa si trattasse, ma in ogni caso le precauzioni non erano mai abbastanza . Quello si che fu un romanzo di formazione.

anonimo ha detto...

Moni, prova a leggere il romanzo e sappici dire. Leggi anche quello che ha detto Anna Grazia e valuta la sua esperienza.
Cara Anna Grazia, credo che per molte di noi la crescita e il rapporto con i genitori siano stati molto difficili. La tua esperienza insegna.
Un abbraccio Maria Luisa

Scarlett ha detto...

a 14 anni leggevo Barbara Carthland. L'adoravo per le sue intense descrizioni emotive, ma sesso, quello mai, non se ne parlava. Poi sono passata ai più bollenti Romanzi storici, e lì il divertimento è quadruplicato.
Ho una cara amica che scherzando, quando si parla di questi romanzi semi-erotici, li definisce "il lenzuolo frapposto".
Devo dire che la nostra cultura occidentale è molto più libera e da parecchi spunti sull'educazione sessuale. Mentre la cultura indiana, ancora adesso condanna che il semplice bacio al termine di un film romantico. Troppo da una parte, troppo dall'altra? Chissà?
Magari ne parlo nel mio prossimo intervento su Domino Caffè.

anonimo ha detto...

Cara Scarlett, mi pare bella questa tua proposta di trattare ancora il tema.
Alla prossima, allora.

Ciao
Maria Luisa

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