martedì 31 marzo 2009

CREATINA POUR FEMME











Sarte Sartine e Modiste
a cura di Katia Ceccarelli


"La stanza era una cameruccia da centocinquanta franchi l'anno: per uno studente o uno che vivesse di rendita, avrebbe dato sul cimitero. Ma conteneva una macchina da cucire e così tutto cambiava, tanto che sarebbe più esatto dire: la finestra della stanza dava su una macchina da cucire"
(Croquignole di Charles Louis Philippe).

Apro un nuovo argomento per motivi funzionali a una mia ricerca. Vorrei raccogliere testimonianze, interviste, lettere di persone che sono in possesso di un particolare requisito: se avete una mamma, nonna, zia, un'amica di famiglia, che siano state o siano SARTE, allora potete aiutarmi.
Nello specifico vorrei sapere se questa attività "artigianale" delle donne che vi hanno cresciuto/badato abbia avuto una qualche influenza sulle vostre inclinazioni creative o via abbia reso più disposte/i alla accuratezza o alla fantasia.
Vorrei quindi intervistare chi risponderà a questo appello. Siate coscienti che questo materiale andrà utilizzato per un saggio come testimonianza diretta, potete dunque firmarvi col vostro nome o se preferite con un nickname.
Gradite anche immagini o foto d'epoca - con l'autorizzazione al loro utilizzo (sentirò in seguito con l'editore come procedere correttamente per le liberatorie).
Se volete iniziare con me questa avventura contattatemi al seguente indirizzo:
sartinekc@libero.it

4 commenti:

Katia Ceccarelli ha detto...

Se mi tagliate il post così sembra che il discorso sia esaurito e la gente non va avanti nella lettura.
Lo dico soprattutto per le info contatto.

Cappe ha detto...

Katia non ti sarò di grande aiuto. Comunque: ho una zia sarta di 65 anni che non fa niente di speciale, non ha trasmesso niente a nessuna nè in termnini di capacità e non ha mai avuto passione per tale attività. Fatta solo per arrotondare. In quanto a creatività ne è priva totalmente. Lei esegue e basta. Io sono una creativa, lavorro a ferri, uncinetto, ricamo e sto frequentando un corso base di sartoria e per originalità la batto come niente. Sai un tempo ti mandavano a fare la sarta pur di imparare un mestiere e contribuire al bilancio. Non tutte però erano adatte... Pertanto influenze da me ricevute dalle donne: zero. La manualità e la fantasia sono eredità del padre che ne ha tanta.
Se mi viene in mente qualcun'altra più adatta alle tue esigneze ti scrivo. Faccio il possibile e fammi sapere come va perchè l'argomento mi interessa molto.
Baci.
Magari dammi la tua mail personale.
Chiara Cappellato

Katia Ceccarelli ha detto...

Ciao Cappe,
queste tue notizie invece sono molto interessanti anche perché bisogna vedere il rovescio della medaglia. Puoi scrivermi tranquillamente all'indirizzo che ho indicato nel post, così sarà più facile per me catalogare i contatti per questo progetto.

Cappe ha detto...

P.S. Scusa Katia, di dove sei?
.
Non volevo demolore mia zia, ovvio, è che non tutti possono scegliersi il lavoro che piace di più come sogni da bambino. Vero? Comunque cito questo detto delle nostre nonne venete ''Ago e pesseéta mantien a siora e anca a povareta'' ovvero ago e stoffa mantengono sia la ricca che la povera. Inoltre ''A vestir ben se marida a tosa'' ovvero le ragazze dovo essere vestite bene quando escono sennò niente uomo. Ciò presupponeva anche nel povero attenzione notevole alla sartoria/rammendo/ricamo domestici che tutte dovevano imparare.
Scusa ma amo molto le tradizioni e la lingua dei miei posti.
Baci
Cappe

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