mercoledì 21 gennaio 2009

RAMPA DI LANCIO


Sulle ali della fantasia
A cura di Lù Mancini

Scrivere una storia è come vivere un’altra vita, si comincia da noi, dal nostro vissuto, da uno sguardo, da un incontro imprevisto.
Poi si spazia con la fantasia e si dà una direzione alla storia, talvolta inaspettata e controversa. Volevo raccontare davvero questo? Come sono finita a questo punto? La storia ha preso un suo percorso indipendente e procede per suo conto.

Scriviamo all’inizio senza una meta apparente, vogliamo però dire delle cose importanti, sono tutte lì in fila nella nostra mente, ma metterle sulla carta è difficile, elucubriamo, pensiamo e ci danniamo davanti alla pagina bianca, certi concetti ci sembrano all’improvviso banali, ma quasi inconsapevolmente ne nascono altri e si sviluppano.
Accade qualcosa, alla fine.
Diamo un risvolto diverso da quello al quale avevamo pensato.
I personaggi nascono dalla pagina e prendono vita, diventano quasi autonomi dalla nostra penna. Sembrano persone che abbiamo già conosciuto, ma forse soltanto in un altro mondo o solo probabilmente in una vita parallela.
Ma ora esistono ed è solo grazie a noi.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Lù
una curiosità, prediligi il lieto fine o i finali tragici?
baci Adri

ha detto...

Cara Adri,
il lieto fine sembrerà banale, ma in questa realtà tragica lo preferisco, almeno nei romanzi (senza che diventino una favola)
baci

Maddalena ha detto...

Sai che io quando leggo lo pretendo il lieto fine, ma poi mi appare totalmente irrealistico. haimè!

ha detto...

Cara Maddalena,
se pensi che il lieto fine c'è anche nella vita reale, non è poi così irrealistico.Forse non è prevalente, ma proprio per questo che almeno nei romanzi ci sia.

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