domenica 18 gennaio 2009

Marilyn


I Love Gay
A cura di Fabio Cicolani

Anno nuovo, vecchie abitudini. O meglio, anno nuovo, post classico. Sì, perché non di rado in questa rubrica mi sono concesso il lusso di uscire di strada, per seguire una cometa, uno bianconiglio o una chimera. Ma, come ogni Odissea vuole, prima o poi si torna sempre a casa. Vi riunisco di nuovo intorno a questo focolare di lustrini per parlarvi di una nuova tipologia di donne-mito, che sempre più spesso si manifestano al cinema e soprattutto fuori. Quest’oggi vi racconterò di donne che amano gli uomini, ma non gli uomini che le fanno soffrire, bensì gli uomini che le fanno brillare. Chi sono? Sono le donne che amano gli uomini che amano gli uomini.

A mio parere esistono due tipi di donne che amano i gay e le chiamerò: Frociarole e Uteri da Guardia. Le Frociarole non amano un gay, non hanno un gay per amico, ne hanno tanti, più ne hanno meglio stanno. Li allevano e si preoccupano di accoppiarli, scoppiarli, portarli a spasso e dormirci insieme (e magari accarezzarli come gatti). Cosa restituiscono loro questi gay-pets? Lodi e compagnia. Coccole e risate. I gay che attorniano le Frociarole non hanno niente a che vedere con Leonardo o Pasolini, loro vivono nel mondo di Hello Kitty, dove tutto è musica e rosa confetto. Il quadro sembrerebbe idilliaco, ma a guardarlo dall’esterno è catastrofico! Le Frociarole si costruiscono un harem di gay filiformi perché hanno paura di affrontare un vero corteggiamento. Spesso sono (o credono di essere) bruttine e magari in sovrappeso e si lasciano vestire dai loro lodatori paillettati alla stregua di Kylie Minogue, taglie striminzite comprese. Le Frociarole non sono altro che portinaie da discoteca. Trattano i gay come chihuahua, li mettono nelle Vuitton e ne sono gelosissime. Sono talmente convinte del loro ruolo di allevatrici che diventano dei gay donna a loro volta, e credono di poter reclutare qualsiasi gay nel loro raggio d’azione nel proprio harem, convinte che il malcapitato non desideri altro.
Non spendo altre parole sulle Frociarole e passo agli Uteri da Guardia. Queste donne sono vere donne che amano gli uomini che amano le donne. Sono amiche di uno, massimo due gay e gli sono amiche perché amano la persona, non lo status symbol. Cosa ne hanno in cambio? Un uomo sensibile che sa consigliarle anche se non è in grado di truccarle, una spalla palestrata che però non liscia i capelli. Magari non tutti gli uomini sono sensibili come i gay, ma ci sono anche donne che hanno la sensibilità di un sasso di fiume… e nemmeno tanto levigato.


6 commenti:

Katia Ceccarelli ha detto...

Una bella collezione di luoghi comuni.

Fabio ha detto...

Si chiamano comuni perchè sono fin troppo comuni. Se pensi che la realtà sia diversa da come l'ho descritta, ti invito a smentirmi. Non vedo l'ora.

Katia Ceccarelli ha detto...

Lo penso, lo vedo, lo sostengo.
Nella realtà ci sono anche situazioni grottesche a volte ma per quanto mi piaccia la serie Will&Grace non puoi dipingere un mondo di freak.

Anonimo ha detto...

E invece penso sia un bel dibattito. Ma non ho capito se alcune donne imitano i gay o alcuni gay sono le donne che vorremmo avere. Non so. Forse ho scritto una cazzata. Buonanotte.

PFG

fabio ha detto...

Le sfumature tra il bianco e il nero esistono perchè esiste il bianco e il nero. Non metto in dubbio che ci siano milioni di sfumature, ma è indubbio anche il bianco e nero. Io le Frociarole le vedo, le conosco, sono riconosciute universalmente nell'ambiente gay come parte integrante di un sistema rigorosamente sopra le righe, una gerarchia a se stante.

Io credo che le donne amiche dei gay, gli Uteri da Guardia, non vedano i gay come le amiche donne che vorrebbero avere, ma l'amico uomo che vorrebbero avere, uno con cui poter essere se stesse senza per questo veder sminuito il loro ruolo di donna, uno con cui possono esplorare da venusiane i grandi misteri dei marziani, senza la scomoda complicazione del sesso.

Maddalena ha detto...

Ecco Fabio, secondo me è proprio quello che hai espresso nella tua ultima risposta, la motivazione per cui le donne cercano i gay.

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