venerdì 5 dicembre 2008

TEA TIME


a cura di Maria Luisa Pozzi

Oggi niente recensione di un libro ma ...............
Bologna- Parigi - Los Angeles- Santa Barbara!
(Prima puntata)

Si parte alle sette e si arriva alle cinque pomeridiane dello stesso giorno.
Non male.
Si può fare.
Peccato però che ci siano nove fusi orari.
Arrivi sconvolta (il tuo corpo avverte che è notte fonda) ma quando esci dall’aeroporto ti trovi nel giardino dell’Eden. Ne fa parte l’aeroporto stesso, un basso edificio messicano coperto di buganvillea violacea e di delicati mazzetti azzurri della plumbago.



L’amica che Anna e io siamo venuti a trovare ci porta a Goleta, un quartiere di Santa Barbara adagiato sull’oceano.
Lungo la strada agavi giganti si allungano verso di noi. Ed enormi rose grasse e siepi di buganvillea e ancora l’azzurro della plumbago. In basso l’oceano.
Roberta, la nostra amica, insegna all’università di Santa Barbara e abita nel campus.
Gli alloggi sono una serie di villette che guardano l’oceano.
Apri la porta e cammini su un morbido prato (curato giornalmente da giardinieri messicani), passi la barriera di buganvillea, ancora un po’ di prato, la pista sterrata per le biciclette e guardi l’oceano. Dall’alto. Alla destra e alla sinistra, boschetti di eucalipti tentano di raggiungere il cielo.
Una scaletta scende alla spiaggia.
Cormorani e gabbiani e piccolissimi uccellini bianchi che pigolano e zampettano disperatamente, per sfuggire alle onde.
Lungo la pista ciclabile pedalano gli studenti che vanno a lezione. Agganciate alla bicicletta le tavole da surf.
Al tramonto, l’oceano si incendia di giallo e rosso e bluastro e argento.
Se esiste un paradiso terrestre, quello è Goleta.

Vivi nel sole che diventa ancora più luminoso quando la CNN ci dice, la sera del 4 novembre, che Obama ha vinto in Ohio, stato chiave nel conteggio delle votazioni.
Sappiamo, la mattina dopo, che Obama è stato eletto.
C’è speranza nell’aria e la respiri, insieme alla brezza dell’oceano. Ci chiede una signora sul treno che ci porta a Los Angeles, “Voi Europei, ci pensavate che un uomo di colore potesse diventare Presidente degli Stati Uniti? Io ci ho creduto fin dall’inizio.”
Noi Europei, forse, ci speravamo poco.

Ha detto Obama, “The road ahead will be long. Our climb will be steep. We may not get there in one year or even one term, but America, I have never been more hopeful than I am tonight that we will get there. I promise you-we as people will get there.” E la folla, gli occhi lucidi di commozione, gli ha risposto, “Yes, we can.”

Su un giornale ho visto una vignetta: Martin Luther King si chiede, “Is it a dream or am I awake?”
Si, siamo svegli e questi Stati Uniti sono proprio un bel paese.
Siete d’accordo?

Un abbraccio

Maria Luisa

3 commenti:

maggie ha detto...

Maria Luisa....che invidaaaaa!!!!sarà che sto scegliendo dove andare a Capodanno e mi sarebbe piaciuto raggiungere le coste americane, ma ho troppo poco tempo, sarà che ho voglia di sole, cambiamenti, vita...e quindi il tuo post mi ha aiutata a sognare :) grazie!

Maddalena ha detto...

Invidia anche per me, che voglia di sole!!!

anonimo ha detto...

Care Maggie e Maddalena, il sole manca ora anche a me. E anche la speranza nel futuro che ho "assaporato" negli States.
Però poi il mio status di Europea era molto invidiato.Consoliamoci così. Anche se mi viene in mente quando, subito dopo la guerra, Biavati, un cantastorie bolgnese, diceva, "Beh, gli Americani hanno dei bistecconi grossi così, però noi c'abbiamo il pomodoro da metterci sopra!"
Un abbraccio
Maria Luisa

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