giovedì 20 novembre 2008

4BIT@BAR

Noa Carpignano


















Incontro con Noa Carpignano
A cura di Roberto Scano

Oggi, al virtual-bar, dopo un periodo di pausa, incontriamo Noa Carpignano, l'editore che ha creato BBN: la prima casa editrice scolastica italiana che pubblica testi digitali.

Ho letto in una recente intervista che BBN non ha una sede vera e propria, uffici segretarie...
... e neppure un interfono, no :) usiamo msn.
Ma non siamo una casa editrice virtuale, come qualcuno scherzando dice. Il virtuale è solo un mezzo, uno dei tanti, per vivere la realtà. Adesso siamo in un virtual-bar, ma il tè che ho davanti, mentre ti rispondo è reale e caldo.
BBN ha una sede legale (non potrebbe essere diversamente), e tante sedi operative. Ognuno di noi lavora e produce da luoghi fisici diversi, incontrandosi in rete e scambiandosi idee e file che poi diventano un prodotto concreto.

Quante persone lavorano in BBN?
Tante... sotto contratto direi circa quaranta, e non sarebbe proprio possibile riunirle in un unico ufficio. E perché poi?
Io vivo arroccata su un cucuzzolo al confine tra liguria e toscana, Maurizio Châtel e Giorgio Ressi, responsabili dell'area umanistica e linguistica, vivono e insegnano uno a Torino e l'altro a Mantova.
E non parliamo solo degli autori, sparsi per la penisola, ma anche di chi fa il vero e proprio lavoro editoriale: in redazione ci sono Nicole a Novara e Stefania che ora vive a Parigi. I grafici sono a Spoleto e a Torino, e Marco Moni, l'illustratore che ha creato le splendide copertine della collana dei readers, sta a Roma. Ho sempre detestato il paternalismo peloso di chi vuol vederti entrare in ufficio e controllare a che ora esci. Qui ciascuno fa quello che può fare, nel tempo e nei tempi che ritiene opportuni, basta mettersi d'accordo.

Immagino che non sia facile coordinare il lavoro di tutti, anche perché si troveranno a lavorare su uno stesso progetto persone che non si conoscono fra loro, come fate, e quali sono i vantaggi?
Non solo non si conoscono fra loro, ma anche io ne conosco di persona solo una decina.
Ovviamente abbiamo tutti una connessione, un server con tanto spazio e banda a volontà, e un forum con una zona riservata "la bottega degli autori" che usiamo per scambiarci opinioni e materiali.
Serve anche come memoria storica: vi appuntiamo quelle idee alle quali, per mancanza di tempo o risorse, non possiamo lavorare: un domani qualcuno può farle proprie e portarle a compimento. La condivisione è fondamentale, non a caso siamo la prima casa editrice a utilizzare le licenze Creative Commons e a consentire che i testi vengano duplicati e fotocopiati. Noi crediamo molto al fatto che le idee e le competenze debbano essere condivise.
Uno dei vantaggi che speriamo ci dia questo modo di pensare, prima ancora che di procedere, è quello di poter creare un profondo legame con le scuole.
Oggi succede che le case editrici pubblicano i loro testi, e dai loro cataloghi gli insegnanti scelgono il libro sul quale preferiscono lavorare. Non sono pochi i docenti che adottano un testo che poi non usano, privilegiando in classe dispense e materiali didattici diversi, a volte autoprodotti. E spesso, molto spesso, sono contenuti di alta qualità.
Manca una condivisione di intenti fra chi produce e chi utilizza i contenuti didattici, noi stiamo cercando di sperimentare con le scuole una forma di collaborazione che consenta ai buoni progetti di emergere, e che ci permetta di creare un flusso di lavoro circolare. Rubo una frase a Châtel: che il testo sia collocato in un sito web non è una semplice "trovata d'immagine", ma ne costituisce la sostanza. Ciò che esce dal web deve ritornarvi potenziato, o almeno questa è la nostra speranza.

Secondo la tua esperienza, che rapporto hanno gli insegnanti con la tecnologia? come reagiscono all'innovazione?
Si legge spesso che gli insegnanti hanno un brutto rapporto con le tecnologie didattiche. Ma quelli che affrontano il problema lo fanno in modo corretto e profondo, facendone una questione di senso, cosa che i ragazzi – pur cresciuti a pane e bit –non hanno gli strumenti per fare.
In rete ci sono interessanti siti e coinvolgenti discussioni sull'uso delle tecnologie come ambiente formativo e non solo come strumento. La nostra speranza è che qualcosa di concreto possa nascere da questi scambi, che possano nascere contenuti didattici "liquidi". Lo spazio digitale regala una grande libertà e la creatività trova strumenti inconsueti: si possono creare testi vastissimi e suddividerli in file strutturati in modo da poter comporre strumenti adatti a esigenze di approfondimento diverse, si possono includere nei file di testo immagini in movimento come, ad esempio, mappe animate, si possono inserire file audio con la corretta pronuncia di un termine... esercizi che si autocorreggono. Non c'è limite, davvero. Il ruolo dell'editore rimane in fondo lo stesso: il controllo e la revisione dei contenuti, la ricerca iconografica, la realizzazione dei disegni, la veste grafica, la [re]distribuzione dei contenuti, con la differenza che il prodotto non è mai finito, ma si presta, come un open source, a essere sempre implementato.
I testi possono essere oggetto di un dibattito fra i docenti che può coinvolgere anche gli studenti e, attraverso il forum che mettiamo a disposizione, le obiezioni, i consigli e i contributi di tutti possono essere raccolti e diventare patrimonio comune.

Non posso non farti questa domanda: a quando i testi accessibili?
C'è una grande confusione quando si parla di accessibilità. Per gli addetti ai lavori la questione è chiara, ma per il pubblico – e per pubblico in questo caso intendo anche gli insegnanti – il termine "accessibile" ha una connotazione più vasta e non riferita alle tecnologie assistive. Confesso che era così anche per me, fino a pochissimo tempo fa.
Io credo che, da parte di chi produce (contenuti come strutture), la questione dell'accessibilità sia vista come una gran seccatura. In effetti si tratta solo di imparare a pensare alle cose in modo diverso. Per noi, che stiamo nascendo ora, già non è semplice, ma intendiamo affrontare la cosa da subito. Per chi ha una catena produttiva consolidata penso possa essere una rogna colossale, anche perché richiede un intervento formativo su tutta la filiera.

Qualcosa di personale: come passi il tuo tempo libero?
Tempo libero? Cos'è?
Io godo del privilegio di occuparmi di cose che mi piacciono molto. Faccio per lavoro quello che farei se avessi del tempo libero. È un lusso che pago caro, a volte, ma vivo così da sempre e non potrei fare diversamente. Però rubo un'ora, tutte le sere: dopo cena stiamo tutti ammucchiati sul divano, gatto compreso, a vederci un dvd di fantascienza. Stagione dopo stagione ci siamo macinati di tutto :D

Nessun hobby quindi?
Abbiamo un figlio – detto "il piccolo klingon" – che fa danza. Pare sia bravo, e così tutti i giorni lo devo accompagnare da Tersicore. Più gli stage di sabato e domenica. Ti assicuro che basta il suo hobby, in famiglia!
Però mi piace cucinare, ti piace il crème caramel? La prossima intervista vieni qui a farmela, che zippato perde consistenza...

4 commenti:

Diomira Pizzamiglio ha detto...

Sì, direi proprio che il crème caramel zippato perde il suo caldo e morbido sapore.
Comunque, dalla mia esperienza di madre di un ragazzino disgrafico, posso affermare che gli insegnanti digeriscono male la tecnologia e sono pochi quelli che la sanno usare. In rete ci sono strumenti e si possono condividere opinioni ..., ma ci si sta arrivando anche se siamo solo all'inizio.
Grazie a persone come Noa ci arriveremo bene.

IleniaF ha detto...

Caro Roberto, anche se in ritardo, ma l'ho letta l'intervista e lei mi ha entusiasmato!!!!
Combinano l'editoria e l'informatica, due delle mie svariate passioni.
Non è che mi prenderebbe a lavorare con lei? E non scherzo...

noa ha detto...

@Diomira: grazie, spero di non deludere nessuno :)

@Ilenia: sul tuo profilo non c'è molto su di te. Perché non mi mandi il tuo CV o, meglio ancora, una mail informale nella quale mi scrivi cosa fai, cosa sai fare, e cosa ti piacerebbe fare?
Non si sa mai eh!

noa[at]bibienne[dot]com

IleniaF ha detto...

Ciao Noa, grazie lo farò sicuramente!!!

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