lunedì 19 maggio 2008

Prima o poi qualcuno ci dirà perchè.



Noi continuamo a chiedere.

9 commenti:

ha detto...

E' una storia assurda come lo sono tutte le storie di violenza: Lorena un fiore appena sbocciato e subito reciso, strappato alla vita, al futuro, al bello della vita al quale aveva diritto.
Come possono tre ragazzini essere già così spietati?
Io tutte le volte mi stupisco, ma continua ad accadere.

Maddalena ha detto...

Io sono sgomenta, indignata, preoccupata. Tre poco più che bambini che non hanno alcun rispetto per se stessi e quindi per la vita. Nessuno potrà dirci il perchè, perchè non esiste un motivo razionale. Oggi non c'è più alcuna certezza se non quella del prima a me e poi agli altri se ce n'è, siamo diventati nichilisti ed egoisti. Questo è il risultato.

Anonimo ha detto...

Io penso che dobbiamo chiederci come educhiamo i nostri figli molte colpe le abbiamo noi genitori.

Una madre

Il signore in giallo ha detto...

Non si può non essere d'accordo sul fatto che si tratti di un'atrocità...ma come si arriva a questo punto?
La colpa non può essere dei genitori, non ci credo! Quale madre o quale padre insegna ai propri figli a fare del male? O c'è qualcuno che lo fa? Boh, è certo che con tutto quello che accade al mondo non ci si deve meravigliare più di niente. Che tristezza!
Un abbraccio
Lorenzo

Anonimo ha detto...

di certo nessuno insegna ai figli a fare del male ma l'indifferenza e questo mondo di merda fanno la loro. Perchè non scrivete qualcosa sulle vostre rubriche?

Una madre

Katia Ceccarelli ha detto...

@Lorenzo: è vero che forse nessun genitore insegna ai propri figli a fare del male però alle volte il non insegnare a fare del bene è già sufficiente per creare un vuoto morale.
Le modalità con cui è stata seviziata questa povera ragazza fanno pensare alle torture che i teppistelli infliggono alle lucertole, ai gatti, ai cani.
Comportamenti che condanno e trovo orribili.
Il punto è che quando cade l'assunto dell'attribuzione di umanità, tutto diventa lecito.
Perché Levi aveva intitolato il suo romanzo "Se questo è un uomo"?
Perché nel momento in cui si nega la dignità dell'uomo tutto è possibile. Quando non si avverte l'altro come parte del sé, lo si vive come un oggetto da poter anche rompere o distruggere senza remora alcuna.
Il problema è proprio lo scollamento dei giovani dalla realtà e dal mondo. Tutto ciò che li circonda è altro=diverso=nemico
motivo per cui una persona è percepita come una bottiglia di plastica. "Tutto ciò che non sono io o è mio è disprezzabile".

Anonimo ha detto...

Katia hai spiegato perfettamente la situazione

PFG

Diomira Pizzamiglio ha detto...

In un mondo dove non va più di moda avere dei valori, in cui chi è diverso è preso di mira, e dove solo l'illecito è concepito come unico elemento valido di espressione...continueremo ad aspettare inutilmente.
A me non piace aspettare e anche se sono fra quelli fuori dal coro io provo con tutta me stessa a dare qualcosa.
I valori bisogna seminarli e fra tanti qualcuno radicherà.
Ho imparato a guradare le cose da diversi punti di vista e questa vicenda mi ha riportato alla mente Melissa P.
Attenione, io non giustifico, rifletto ...

Marisa Cucinella ha detto...

Condivido il parere di Katia e sottolineo che spesso coloro che adottano questo comportamento, spesso sono figli "annoiati", ai quali i genitori non hanno fatto mai mancare nulla, tranne che la loro presenza.

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