giovedì 6 marzo 2008

RAMPA DI LANCIO


I GENERI LETTERARI
A cura di Lù Mancini

A che genere di scrittura appartiene il nostro racconto ? ce lo chiediamo prima di iniziare a scrivere?
Alla Scuola Stanton mi hanno insegnato che un bravo scrittore dovrebbe sapersi cimentare in una molteplicità di generi, per poi scegliere quello che è più vicino ai suoi gusti ed alle sue capacità.
Quindi la soluzione potrebbe essere di provare a scrivere brevi racconti appartenenti a generi diversi e poi in base ai risultati raggiunti possiamo decidere che tipo di opera vogliamo scrivere e quella alla quale siamo più portati.
Io confesso che questa domanda non me la faccio, scrivo e basta, ma ho cercato comunque di sperimentare generi diversi per mettermi alla prova a trovare la scrittura a me più consona.
E’comunque importante conoscere gli elementi caratterizzanti di ogni genere. A tale scopo vi fornisco una panoramica dei principali generi letterari sui quali mi sono documentata.

Il Genere poliziesco si occupa di sviluppare un tema, quello del delitto, e di portare il lettore fino alla risoluzione dello stesso, servendosi di determinate modalità.
Il Giallo, come il poliziesco, che è una sua evoluzione, prevede una scena del delitto, descritta o da costruire, lo sviluppo delle indagini, l’individuazione del colpevole come l’unica persona che senza alcun dubbio aveva il movente, il tempo ed il modo di compiere il delitto.
Il Poliziesco, a differenza del giallo, ha come protagonista principale un ispettore o un poliziotto, mentre gli altri elementi combaciano perfettamente con quelli del giallo.
Il Noir è un genere molto simile al giallo, la struttura è più o meno la stessa ma, nel caso del Noir, viene data più importanza all’indagine psicologica dei personaggi. Nel Noir di solito si parla della parte oscura di noi ed indaga su un mistero.
Il Genere Favolistico presuppone la presenza di personaggi fantastici insieme a quelli reali; lo scopo di questi personaggi è quello di raggiungere un obbiettivo che solitamente si raggiunge dopo aver superato un certo numero di prove. Lo scopo principale della favola è quello di dare un messaggio. Tutte le favole, in genere, trasmettono dei messaggi importanti per la formazione morale dei bambini e non solo, ma in alcuni casi gli insegnamenti sono più palesi che in altri. Al genere favolistico si aggancia quello Fantasy reso famoso dal personaggio di Harry Potter.
Il romanzo storico si basa su fatti realmente accaduti, le sue fonti sono dei documenti, esso concentra la sua attenzione su personaggi storici che hanno cambiato le sorti di un paese, le cui azioni sono state determinanti per un intero popolo. Nel romanzo storico la vita del personaggio è funzionale per raccontare fatti salienti della storia dell’umanità o di un paese.
Poi è bene chiarire la differenza tra biografia e autobiografia. La biografia si basa su lettere, vita di un unico personaggio che può essere personaggio storico o contemporaneo e ancora vivente. Essa concentra quindi l’attenzione su carattere e modo di essere del personaggio; l’ autobiografia è il racconto della propria vita fatto da una qualsiasi persona; un romanzo può essere autobiografico, pur non avendo come tema la vita di chi lo scrive, quando il fulcro principale dell’opera è rappresentato da eventi realmente accaduti a chi scrive .
In realtà penso che in ogni opera lo spunto autobiografico ci sia sempre, tuttavia l’autobiografia è un racconto fedele della propria vita, che per quanto interessante possa sembrare io sconsiglio vivamente, può essere preferibile il racconto romanzato della propria vita o di quella degli altri che però diventa un’altra cosa.
Molto spesso le opere più innovative fanno ricorso alle tecniche proprie di vari generi, si ispirano contemporaneamente a più generi letterari. Come per esempio” Il Nome della Rosa” di Umberto Eco, che fonde l’ambientazione di un romanzo storico con la trama tipica del giallo.
Il racconto realista invece si basa su una vicenda reale ed è fortemente ancorato ad un ambiente specifico e ad un periodo specifico. E’ essenziale quindi mantenere nel racconto la verosimiglianza. Fanno parte del genere realista sottogeneri come il verismo di Verga, il neorealismo di Pavese, il realismo magico di Isabelle Allende, autori che ho letto e amato profondamente.
Tra le tendenze letterarie in Italia degli ultimi anni abbiamo una moltitudine di generi e di evoluzioni e mescolanze di generi preesistenti.
Quello più caratteristico è la corrente denominata letteratura Pulp genere che ha avuto una breve durata ma ha fatto sì che in Italia gli autori si dedicassero maggiormente alla sperimentazione nella ricerca di un linguaggio nuovo e più adatto ai temi quali: violenze, stupri e omicidi.
Un'altra recente tendenza riguarda l’elaborazione di un nuovo modo di scrivere fortemente influenzato dal dialetto (come per esempio Camilleri e Guccini) Nel contempo altri autori sono tornati verso forme letterarie classiche.
Il mio consiglio è di cimentarsi nel genere più vicino al nostro modo di sentire e di essere, direi che vale la pena provare e se il risultato non sarà un capolavoro , potrà essere semplicemente un esercizio di scrittura per la nostra anima.

5 commenti:

Ely ha detto...

Davvero una bella lezione, cara Lu'.
Provare per credere...
All'inizio credevo non si potesse scrivere altro che la verità, nel senso di cose vere, vissute.
Oggi mi accorgo che spesso da una cosa vera, reale può nascere un romanzo. La fantasia tira e ti porta su scenari che avresti voluto avere per quella determinata situazione e ne esce fuori qualcosa. Certo non sempre buono, ma almeno è qualcosa.
A volte capita invece che ciò che creiamo e che ci sembra inventato segue una linea sottile di somiglianza della storia vera. E' una specie di traslazione ricamata a dovere. Credo che certi punti debbano comunque essere fermi.
Non so se mi sono spiegata. Se non ci fossi riuscita prendila come un esercizio non proprio buono...
Scherzo!!

Maddalena ha detto...

Sai che dovrò studiare, io difficlmente riesco a definire il mio genere, forse perchè non lo sono nemmeno io molto definita!

ha detto...

Care Ely e Maddalena,
anch'io pensavo che fosse importante scrivere solo cose vissute, in realtà si possono scrivere storie vere soltanto in parte, lo spunto è sempre la realtà, la nostra o quella di altre persone. Per quanto riguarda il genere ognuno credo abbia il suo, certo si può studiare anche solo per fare un esercizio di stile.
E' bello a volte cimentarsi in qualcosa di differente dal nostro solito mondo; io talvolta ci provo e mi serve per imparare e migliorarmi.

Anonimo ha detto...

Ciao.
Ho letto con interesse il tuo intervento. Ancora non ho ben stabilito quale possa essere il mio stile migliore. Generalmente scrivo d'istinto, partendo dalle emozioni che poi sviluppo traslando immagini che passano come flash nella mia mente. Credo che scrivere abbia sempre un che di autobiografico. Mi è difficile immaginare uno scritto che non racchiuda l'intimità interiore dell'autore. Contrariamente a te, non ho mai fatto corsi di scrittura quindi ho molto da imparare, ma la passione per questa meravigliosa arte è talmente forte che, anche se consapevole di non esserne proprio all'altezza, faccio spallucce e scrivo ugualmente.
Tiziana Cattaneo (quella delle Amazzoni!)tiziana54@gmail.com

ha detto...

Ciao Tiziana!!
fai benissimo a scrivere comunque, i corsi servono per potersi migliorare e perfezionare, ma certi talenti sono innati. Del resto tu ti sei classificata seconda (anche senza corsi) e devo dirti che il tuo racconto mi ha emozionato era davvero bello, complimenti.
La scrittura ha quasi sempre uno spunto autobiografico, ma può anche semplicemente riguardare la storia di persone vicine a noi che ci hanno fatto riflettere ed emozionare.
Continua a seguirmi sul blog (memorizzo la tua mail!)
baci lù

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