venerdì 16 novembre 2007

EstremaMente



Le mie radici
di Antonella Passoni


Vengo da in fondo alla campagna, e come tutti i friulani, a volte sono un po’ selvatica.
Quando scendo sul golfo sottile di Trieste, trovo un mare scuro che mi guarda. Non sta mai fermo, si muove sempre. Anche di notte.
Lì intorno, la roccia è asciutta e bianca e le doline traboccano di un vivere fuggevole. Da quelle parti, le parole corrono veloci come il vento della bora, ti portano via e non sai dove. Scruto diffidente, ho timore che ridano di me, delle mie mani di contadina.
Da sempre, qui, siamo ruvidi e lunatici.
Siamo abituati all’andare lento delle mucche, all’odore della stalla che si sente da lontano e alla pioggia buona. Alla pioggia che bagna.
Il tramonto arriva da dietro le colline e qualche volta ci viene da pregare. Sto bene in mezzo a questi campi di radicchio e granoturco.
Quello giallo, quello per fare la polenta.

11 commenti:

Maria Cristina Campagna ha detto...

Sei fortunata e prima o poi verrò a trovarti. Mi stuzzichi sempre. Io sono nata in paese, dove andavi al fiume a giocare e costruivi le capanne sugli alberi, sapevo anche addormentare le galline! Poi ho cambiato casa varie volte, ho vissuto anche in città, ma ora sono di nuovo in paese, direi quasi una cittadina che mantiene il vecchio borgo le campagne dietro casa e non riuscirei a vivere in città, però ce l'ho vicino, come il mare che non pottrei mai abbandonare.

Baci

antonella ha detto...

si è vero,non ci manca niente. abbiamo i monti la campagna e il mare.ti aspetto.

Maddalena ha detto...

Antonella, dimentichi il buon vino friulano, che con la polenta è il non plus ultra.

IleniaF ha detto...

Che bel ritratto che hai dato della tua terra!!
Si sente che sei molto legata ad essa.
Credo che ognuno di noi si porti sempre dietro parte dei tratti caratteristici del paese da cui proviene.
Brava Anto, mi è proprio piaciuto questa foto di Trieste e soprattutto grazie!!
Baci,
Ile.

antonella ha detto...

che forte maddalena!non sapevo fossi anche un'estimatrice enoica..tocaj friulano e frico con la polenta..mangià e murì(mangia e muori)

Anonimo ha detto...

Ile non mi devi ringraziere,per me è stato un piacere.
Sai da chi ho imparato ad amara la mia friulanità?Dal grande Pier Paolo Pasolini.

Monica Caboi ha detto...

Che bel modo di rendere le immagini. Superbo. Complimenti davvero.

antonella ha detto...

grazie monica.cerco solo di essere autentica,vera.per me e per chi mi vuole leggere

Diomira Pizzamiglio ha detto...

Che bello!
Vorrei sentir le campane suonare e camminando fra i vicoli di paese annusare l'odore di umido che sprigionano i mattoni vecchi.
Mi hai fatto tornare in mente un luogo della miai nfanzia a me caro dove ho passato momenti di splendida serenità.
Grazie Anto.

Anonimo ha detto...

la mente cerca e il cuore trova..diomira,grazie anche a te.

antonella ha detto...

sorry per l' anonimo che mi sfugge sempre

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