venerdì 28 settembre 2007

Marilyn

Mary Poppins
Proseguiamo la rassegna di personaggi femminili cinematografici indimenticabili che traggono la loro linfa vitale dalle vere donne. Non c’è da stupirsi che anche le icone più fantastiche e surreali in realtà non siano altro che specchio di una realtà muliebre tutt’altro che immaginaria. La prossima icona presa in esame è proprio Mary Poppins.

Della “crocerossina” ho già parlato in questa rubrica, ma Mary Poppins è molto di più che una semplice tata. Come una vera donna, Mary Poppins è in grado in indorare la pillola con un po’ di zucchero, ad esempio quando il suo uomo esamina l’estratto conto della carta di credito e lei insiste nel far passare una camicia di Zara come “spese per la casa indispensabili”.
E che dire del mondo fatato nel quale una vera donna, al pari di Mary Poppins, è in grado di trasportare il suo uomo durante una lite? Un film di scene tragicomiche in cui le mancanze diventano meritate, il rinfaccio la moneta di scambio e le debolezze altrui piccoli esserini neri che si appiccicano alla carta moschicida dell’orgoglio?
Ma quello che fa di una donna una vera Mary Poppins è la sua… borsa. Non servono effetti speciali per tirare fuori dalla borsa di una donna un’intera vita, un mondo, un supermarket dell’ingenua utilità: oltre al classico borsellino 1000 tasche la donna può estrarre dal suo cilindro a tracolla due cellulari, i-pod scarico, un ombrellino richiudibile (anche d’estate, non si sa mai), una farmacia portatile (composta da Moment, Aulin, Buscofen, Buscopan, Maalox, Recatine, le medicine di lui, cerotti, pinzette…), un kit per il trucco professionale con talmente tante tonalità di ombretto da far impallidire un arcobaleno (che non useranno mai perché non saranno mai di moda), il libretto di istruzioni del cellulare che non hanno più, uno o più libri, una ricetta strappata dalla rivista della sala d’attesa del dentista e svariati ritagli su creme e lozioni trafugati dalle riviste dell’estetista e del parrucchiere (con campioncini annessi) un pomello del rubinetto della doccia (non si sa mai che incontri un idraulico che te lo aggiusta), un paio di bollette che non trovava da due anni, monete e banconote di tutti i tagli e di tutte le nazionalità, tanti scontrini che a lanciarli sembrerebbe il carnevale di Rio, un assortimento di caramelle da far invidia al paese dei balocchi, pile scariche, tante chiavi quante quelle della Badessa del Monastero di Monza (ovvero di tutte le case in cui ha abitato più quelle delle amiche per le emergenze), telecomando del cancello, volantini pubblicitari di pizzerie che non esistono nemmeno più, penne, matite e pennarelli, il passaporto (non sia mai che incontri George Clooney che le chieda di volare con lui a Los Angeles), pupazzetti portafortuna, foto di lei da bambina, dei nipotini, del cane e di quel bambino non-mi-ricordo-di-chi, l’orecchino spaiato “che non trovavo da quella sera a Capodanno”, l’auricolare del vecchio telefonino, la rubrica (che tanto non uso perché ho quella del cellulare), un foulard sgualcito, buste e sacchetti-frigo, lacci di scarpe, le misure della tenda del soggiorno (che prima o poi cambierò), accendini vari, sigarette (facoltative), tappi, la lista della spesa (che poi una volta giunta al supermercato comprerà tutto tranne quello che aveva segnato), post-it con numeri senza senso, il tacco rotto della decolleté beige (“che forse oggi passo dal calzolaio”), gratta e vinci sfigati, biglietti del cinema, coltellino svizzero milleusi, la digitale col cavo usb (“che lui mi ha detto a cosa serve ma io non ho capito”), scotch, elastici, qualcuno mi fermi…

6 commenti:

Maddalena ha detto...

Io ho sempre pensato che la mia borsa fosse come una tasca di Eta Beta, ma dopo averti letto ammetto una certa assomiglianza con Mary.

Fabio Cicolani aka cicobyo ha detto...

C'è un po' di magia in tutte le donne, tutto è il resto è realtà...

anonimo ha detto...

Come hai fatto a indovinare cosa c'é nella mia borsa?
Un abbraccio
Maria Luisa

Fabio Cicolani aka cicobyo ha detto...

Secondo me ci sono lumache e bruchi. Per le lumache il guscio è la loro casa, il loro mondo; i bruchi vanno in giro spogli con soltanto speranze e sogni da farfalla che coltiveranno appesi a testa in giù in un bozzolo setato, da qualche parte. Le donne sono lumache, preferiscono portarsi la loro casa, il loro mondo appresso, per sentirsi più sicure. Gli uomini sono bruchi, preferiscono costruirsi la casa dove vogliono, viaggiare leggeri e sperare di trovare tutto - o procuraselo - una volta giunti a destinazione. Paragone azzardato? Pensate alla baule di lei e al bagaglio di lui quando viaggiano in coppia...

antonella ha detto...

il mio baule sono un paio di mutande in una busta della coop,lui si porta via indumenti che coprono un range meteo che va da -40° a +40°.Praticamente un negozio.

Maddalena ha detto...

Antonella, sei fantastica, descrivi gli avvenimenti con una tale leggerezza e ironia. Per il resto la maggioranza dei lui sono come li descrive fabio. Sono bruchi, il problema è che spesso sono anche vermi ... Come sono acida oggi!

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