sabato 1 settembre 2007

EstreMamente




GRANDI DONNE CHE HANNO FATTO GRANDI SPORT.CATHERINE DESTIVELLE.
a cura di Antonella Passoni


Nata nel 1960, Catherine Destivelle è oggi una delle alpiniste più conosciute dal grande pubblico. La sua attività in montagna è ricca di successi; solitarie, vie nuove, spedizioni e non per ultimo non vanno dimenticate negli anni 80’ le ottime prestazioni ottenute nelle competizioni di arrampicata sportiva. Molti gli exploit sulle grandi pareti, come l’invernale solitaria sulla parete nord dell’Eiger in diciassette ore, o gli undici giorni passati sulla parete ovest dei Dru per aprire una via nuova.

Intervista di DiscoveryAlps a Catherine Destivelle

Catherine Destivelle convince e avvince ancora, vent’anni dopo le vittorie nelle gare di arrampicata di Bardonecchia e quindici anni dopo le solitarie sulle tre grandi Nord delle Alpi. A Courmayeur lunedì 6 agosto ha conquistato il folto pubblico presente alla serata inserita nel programma di "Esprit de la montagne".
Oggi Catherine è mamma felice di Victor e si mantiene facendo conferenze, non solo sulla sua carriera alpinistica, ma anche sulle motivazioni e la preparazione, fisica e mentale, per raggiungere un obiettivo, in corsi aziendali di formazione manageriale. Arrampica ancora, in montagna e in falesia, nel tempo libero, quando Victor è a scuola, nei week end e in vacanza. Lei che è stata la prima donna a realizzare l’8a, adesso arriva ad arrampicare sul 7a. "Una volta sul 7 a mi scaldavo" afferma, senza rimpianti, ma riconoscendo i cambiamenti della sua vita.
Catherine ha cominciato ad andare in montagna giovanissima: "A 13 anni ho chiesto a mio padre di fare il giro dello Oisan. Lui mi ha lasciata da sola a La Grâve ed è venuto a riprendermi dieci giorni dopo. È stata una prova di fiducia che mi ha aiutato per tutta la vita". Dopo gli exploit giovanili: 16 anni aveva già salito la Couzy-Daesmaison sull’Olan e la Devies-Gervasutti sull’Ailefroide, e a 17 la diretta americana al Petit Dru, sono arrivati gli anni delle gare di arrampicata sportiva, della preparazione specifica e sistematica. "Ero in competizione con me stessa e non con le altre. Fin da bambina ero stata abituata ad arrampicare sui massi di Fontainebleu con ragazzi più vecchi di me. Li imitavo e cercavo di fare come e meglio di loro". Vince coppe su coppe e al culmine dell’attività sportiva, decide che le gare non la interessano più.
Arrampica sulle falesie di mezzo mondo dal Dogon alla Thailandia, dove i locali scalano per necessità, per procurarsi cibo. Con Jeff Lowe è sul granito delle torri del Trango in Pakistan, poi nello Utah e in Wyoming, e affina le tecniche di progressione. Dopo aver ripetuto in solitaria e in sole quattro ore il Pilier Bonatti ai Drus, decide di cimentarsi su una via nuova ancora sulla parete ovest del Petit Dru. "Mi avevano paragonato a Bonatti, dicendo che ero meglio di lui perché avevo impiegato quattro ore per una via su cui lui era stato per giorni. Un paragone stupido, senza senso, per l’attrezzatura e le tecniche completamente diverse. Così ho voluto anch’io misurarmi su una via da aprire e sul Petit Dru rimaneva solo una linea non ancora salita". Una preparazione lunga e metodica del materiale: chiodi, dadi, friends e uncini vari, abbigliamento, scarponi, portaledge, studiati con i produttori, e allenamento specifico per mesi per portare a termine un progetto dove lo spazio per l’improvvisazione era ridotto al minimo. Undici giorni in parete, resistendo a tre giorni di maltempo e neve e arrivo in vetta di sera. L’unico rimpianto di quell’ascensione fu il ritorno con l’elicottero. Non era stata abbastanza determinata nell’istruire gli amici ad impedirle di usarlo!
Determinazione e preparazione sono state le chiavi vincenti anche per le salite in solitaria delle tre grandi Nord: Eiger, Grandes Jorasses e Cervino, dei primi anni Novanta e per l’unico ottomila del suo curriculum: lo Shishapangma. In Antartide un incidente banale, (un attimo di rilassamento quando era ormai in vetta e la perdita dell’equilibrio), le ha fatto passare i momenti peggiori della sua vita: due giorni per scendere al campo base e altri tre in attesa dell’aereo che la riportasse alla base internazionale dove un veterinario le rimise in asse la gamba fratturata.
Nel 1997 è arrivato Victor "Preferisco occuparmi di mio figlio – ha affermato – Arrampica come tutti bambini, ma gli piace farlo quando è solo. La sua vera passione è il volo: vuole diventare un pilota d’aerei". Nel 1999 ha effettuato l’ultima scalata mediatizzata, la solitaria alla parete nord della Cima Grande di Lavaredo. "Le scalate mediatizzate sono complicate e richiedono molto tempo. Non ne ho più fatte. Non posso più allenarmi come prima. Non rimpiango nulla del mio passato, ma la mia vita è cambiata. Il mio passato però mi permette di vivere. Parlare delle mie esperienze e delle tecniche per prepararmi e di quel che sta dietro alla realizzazione di un progetto sono il mio lavoro attuale. In tutti i miei exploits la preparazione è stata fondamentale. La preparazione accurata mi permetteva di avere un enorme margine di sicurezza, perché non sopporto la paura di aver paura".
Il futuro non è perfettamente pianificato "Non so esattamente cosa voglio fare: scrivere un romanzo, fare un altro film". Intanto sono cominciate le prove: ha pubblicato un volume autobiografico per Arthaud, uscito in Italia per i tipi del Corbaccio, e sta ultimando un film per canale 5 francese.
Au revoir, Catherine.

12 commenti:

Tara ha detto...

hey its tara, here is the website i was talking about where i made the extra summer cash.......... the website is here

IleniaF ha detto...

Cara Anto,
sai che stai iniziando ad appassionarmi con i tuoi posts?
La montagna, in generale, con tutto ciò che la circonda, non è mai stata la mia passione, forse perchè venendo dal mare....
Però leggendoti, sta cominciando a scattare qualcosa in me.
Credo che le sensazioni che si provino, stando su in alto, così distanti dal vivere quotidiano, il traffico, la gente, i rumori, siano incomparabili con niente altro.
Brava Anto, ti ammiro molto ed è bello che tu scriva di alpinismo.
Domanda tecnica, scusa la mia ignoranza...ma cos'è il 7 a e l8 a?
Besos!

antonella ha detto...

ciao ilenia,provo a risponderti anche se immagino sia difficile interpretare questo linguaggio da "addetti ai lavori"

Gradi di difficoltà

Tabella comparativa dei gradi di difficoltà per arrampicata sportiva e alpinismo

Le difficoltà indicate per le vie di roccia descritte, appartengono alla scala francese.
Nella tabella sotto, sono riportate le scale di misura più usate per assegnare i gradi di difficoltà delle vie: francese, internazionale (UIAA), americana (Yosemite Decimal System), inglese e australiana (Ewbank System).
Nell'ultima colonna e' stato inserito il livello (indicativo) delle capacità dell'atleta per affrontare le relative difficoltà degli itinerari di arrampicata.

Le difficoltà sono in ordine crescente e si intendono per risalite senza soste, ausilio di staffe, rinvii, moschettoni o altri mezzi artificiali.

Attenzione. In Gran Bretagna se al grado di difficoltà della via viene anteposta la lettera "F", si fa riferimento alla scala francese.



F UIAA YDS GB AUS Livello
1 II 5.3 3b Novizio
2 III 5.4 3c
3 IV 5.5 4a
4 IV+ 5.6 4b Principiante
4a V 5.7 4c 15
5a V+ 5.8 HVS 16
5b VI- 5.9 5a 17
5c VI 5.10a E1 18 Intermedio
6a VI+ / VII- 5.10b 5b 19
6a+ VII 5.10c E2 20
6b VII / VII+ 5.10d 5c 21
6b+ VII+ 5.11a E3 22
6c VIII- 5.11b 23 Avanzato
6c+ VIII 5.11c 6a E4 24
7a VIII+ 5.11d 25
7a+ IX- 5.12a E5 26
7b IX- / IX 5.12b 6b Esperto
7b+ IX 5.12c E6 27
7c IX / IX+ 5.12d 6c 28
7c+ IX+ 5.13a E7 29
8a IX+ / X- 5.13b Super Esperto
8a+ X- 5.13c 7a 30
8b X 5.13d E8 31
8b+ X+ 5.14a 32 Elite
8c X+/XI 5.14b 7b
8c+ XI+ 5.14c E9 33
9a XII 5.14d 7c 34 Super Elite

IleniaF ha detto...

Grazie Anto,
diciamo che è abbastanza incomprensibile, però inizio a capirci qualcosa!

antonella ha detto...

Allora se la cosa ti interessa eccoti servita.Free Climbing in Sicily il portale dell'arrampicata ,nella bellissima Sicilia. Ad esempio,la falesia del Bauso rosso ( livello vie medio-alto ) appena sopra il paese di Mondello è l'ideale per svernare l'inverno.

Patrizia Finucci Gallo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
IleniaF ha detto...

Vedi quanto sono ignorante, la Falesia del Bauso rosso sopra Mondello!!!
Non l'avevo mai sentita, a questo punto mi toccherà andare, la prossima volta che scenderò in Sicilia, anzi ti invito, così, magari, mi potresti fare da guida ed iniziarmi a questo sport che inizia ad incuriosirmi e tanto.

Anonimo ha detto...

Perchè no?Sarebbe molto bello,anzi,allarghiamo l'invito a tutte..RosaStantonFreeClimbers:-)

antonella ha detto...

SCUSA ILE L'ANONIMO SON IO

IleniaF ha detto...

Tranquilla Anto, in fondo in fondo l'avevo immaginato, mai sai, dopo le ultime incursioni......

Anonimo ha detto...

Ciao,

hsi visto? son passata di qui
La Vispa Teresa

Anonimo ha detto...

you are wellcome Vispa!
suerte antonella

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