martedì 4 settembre 2007

Archi.D.Arte

Le Luci disegnate
a cura di Margherita Matera


Le luci. Le luci dei lampioni, quelle dei balconi, delle insegne, delle farmacie, delle macchine. Luci ferme, fisse, private, pubbliche, pubblicitarie, di emergenza, in movimento. Sono le luci che disegnano le nostre città dall’imbrunire al sorgere del sole, sono queste che ci lasciano vedere una realtà diversa, impalpabile. E’ per questo che ho deciso di prenderle come spunto per questo pezzo, ma non mi andava di soffermarmi su quelle che vediamo sempre, che ci riempiono la notte, bensì, come tributo alle feste estive di paese, ho scelto l’eccesso: le luminarie.La costruzione di queste luci fiabesche è al pari di un edificio: si parte con un’idea di massima, si progetta man mano dettagliatamente il disegno, si compone un modellino ed infine si costruisce il vero e proprio tripudio di luci. Le luminarie battono la concorrenza di quelle notturne, illuminano percorsi interi, ma non si preoccupano di ciò che le circonda. Le luminarie non mettono in risalto un’architettura esistente: ne costruiscono un’altra. Una nuova, divertente, che fa alzare gli occhi, che rende le ombre colorate sotto un tendone di punti illuminati. È un concetto divertente quello di creare uno spazio attraverso delle luci, sentirsi protetti da un tetto virtuale, da un addobbo barocco. C’è chi lo trova stravagante, kitsch, desueto, eppure io ammiro il paradosso architettonico che questi disegni luminosi riescono a creare. Essi si inseriscono in ambiti inimmaginabili come alcune città del Giappone o della Corea, seppure in modo estemporaneo, sono chiari, manifesti, sono corpi che brillano. Hanno una propria scala lontana da quella dei grattacieli, hanno proprie geometrie, stabiliscono spazi tridimensionali attraverso accostamenti a due dimensioni, sono vuoti, ma creano il pieno. Sono un vezzo di una architettura fanciullesca.

8 commenti:

Patrizia Finucci Gallo ha detto...

Maggie leggo con molto interesse i tuoi interventi e ogni volta l'attendo.

Brava

Katia Ceccarelli ha detto...

Bella davvero questa rubrica. Osservazioni delicate e acute

maggie ha detto...

Grazie davvero ad entrambe, siete delle belle compagne di viaggio. Mi fa piacere condividerci.

Ely ha detto...

Ciao Maggie, bentornata.
Mi è piaciuto il tuo articolo.
Io adoro le luminarie, soprattutto quelle natalizie.
Ho sempre attribuito alle luci, in generale, un tocco di magia.
Mi piace, rientrando in città la notte, vedere da lontano tutti quei puntini che tracciano i percorsi delle vie, di alcuni viali, che delineano quartieri interi. E' un'emozione che mi porto dietro da tempi lontani, sin da quando ero una piccola bambina.
Hai ragione... sanno di fanciullesco.

IleniaF ha detto...

Ciao Maggie,
Ho trovato il tuo post davvero bello, delicato, che lascia spazio al sogno ed alla immaginazione.
Mi sono subito immaginata di essere li, lungo quelle grandi strade, poi, io sono anche molto abituata a vedere questi archi di luce.
In Sicilia, ogni scusa è buona per far festa e di conseguenza non si bada mai a spese per illuminare le strade ed proprio magico vedere tutte quelle luci.
Un tuffo nella mia fanciullezza.
Brava Maggie!

Maria Cristina Campagna ha detto...

Sono d'accordo con te. Io mi incanto a guardarle e ne studio il disegno, la forma. Anche se molti le trovano kitch, io le trovo belle, cariche di gioia e quasi perfette, nelle loro linee e giochio di luci che sprigionano. Come dici tu hanno la capacità di eliminare tutto ciò che c'è in torno.. e mi fanno tornare bambina.

maggie ha detto...

Ciao e Tutte e Ben Ritrovate!!!!!Sono contenta di avervi regalato un attimo di sana immaginazione, io ho pubblicato solo due foto, ma sono certa che ognuno di voi ha ricordato o ridisegnato le proprie luci ed era questo lo spirito del mio pezzo. Siete delle lettrici-spettatrici e, per chi descrive immagini, è veramente gratificante. Grazie.

Maddalena ha detto...

Che bel post, illuminante!

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