martedì 28 agosto 2007

Yoko Ono a Treviso

Intervista a Carlo Sala (curatore e critico d’arte)
Treviso saluterà l’arrivo dell’autunno e della stagione di eventi culturali con una mostra dedicata a Yoko Ono. L’iniziativa è stata oggetto di lunghe vicissitudini non prive di polemiche e incertezze che hanno in più di un’occasione interessato la stampa locale. Alla fine però il progetto è andato in porto e i lavori della Ono troveranno finalmente una degna collocazione.
Nella seguente intervista Carlo Sala, Direttore Artistico dell’ Associazione Lazzari (che ha organizzato l’evento) e curatore assieme Jon Hendricks della mostra racconta come Yoko Ono arriverà a Treviso.

Yoko Ono ritratta negli anni Novanta

L’Associazione Culturale Lazzari di Treviso organizza eventi trasversali inerenti la cultura visiva e il fashion design. Come avete costruito questo appuntamento con Yoko Ono? La mostra di Yoko Ono nasce dalla collaborazione dell’Associazione Lazzari con l’Archivio Bonotto. Quest’ultimo comprende opere e documenti raccolti negli anni da Luigi Bonotto, uno dei maggiori collezionisti mondiali di arte Fluxus. La sua collezione vanta opere di autori storici come Nam June Paik, Gorge Maciunas e Giuseppe Chiari, scelte con attenzione e lungimiranza. Bonotto ha sempre coltivato rapporti di profonda amicizia con alcuni dei maggiori interpreti dell’arte contemporanea tra cui la stessa Yoko Ono.

Troppo spesso si parla di Yoko Ono come della “vedova Lennon” e ci si dimentica della sua attività artistica. Vorrebbe ricordarci qualche passo della Ono artista Fluxus, musicista e cineasta?Yoko Ono è stata uno dei maggiori esponenti del Fluxus, una corrente artistica nata nei primi anni Sessanta. La sua produzione è articolata e complessa, dalla performance all’installazione, dalla poesia alla musica. Una commistione tra linguaggi differenti, per quella che si potrebbe definire “intermedialità”. Il suo linguaggio creativo invade il flusso vitale, per un’arte totale. Anzi, spesso il medium principale è stato il suo stesso corpo nelle storiche performance realizzate in tutto il mondo. Yoko è certamente una delle più significative e profonde autrici degli ultimi quarant’anni.
In un primo momento ci sono state difficoltà in merito agli spazi da dedicare all’evento da parte dell’amministrazione locale. Dove si terrà dunque la personale di Yoko Ono? Non temete che nonostante tutto il vostro lavoro organizzativo il merito - agli occhi del pubblico - possa essere attribuito al “generoso”ospite?Non voglio alimentare delle polemiche. Ritengo che inizialmente i problemi siano stati esclusivamente tecnici e logistici. La Chiesa di Santa Caterina è oggetto di un complesso restauro che la restituirà alla sua piena bellezza. L’edificio è fragile e custodisce opere di grande valore come il ciclo di affreschi di Tommaso da Modena. Per questo è difficile fare delle previsioni sui tempi di restauro.
Questi problemi riguardano solo una parte della location per questo posso dirti con certezza che la mostra rimarrà al Museo di Santa Caterina. Abbiamo progettato un nuovo allestimento in spazi diversi dalla Chiesa, la collocazione iniziale. Esporremo le opere lungo il museo, con delle installazioni nei chiostri, in alcune sale e in piazza Botter, davanti l’ingresso principale. La mostra inaugurerà il 27 di settembre e sarà aperta fino al 7 gennaio 2008.
Per quel che riguarda il “merito” dell’evento non ci poniamo il problema. Per noi poter lavorare con Yoko Ono alla realizzazione di questa mostra è un grande privilegio quindi affrontiamo con serenità tutte le difficoltà che si presentano.
Pensa che lo spirito irriverente di Yoko Ono come donna e artista possa avere suscitato una certa pruderie nelle istituzioni cittadine?
Non penso. Certo non è la classica mostra sull’impressionismo a cui la città è abituata. Sarà l’occasione di confrontarsi con dei linguaggi estranei agli abituali percorsi espositivi delle nostre zone. La produzione di Yoko Ono crea delle provocazioni ma queste non sono fini a se stesse. Come tutta la grande arte porta con sé riflessioni profonde. A volte il mezzo può sembrare azzardato ma sempre per evidenziare forti valori concettuali.
L’evento che andate ad allestire fa parte di una mostra itinerante? Treviso avrà l’onore di ospitare l’artista all’inaugurazione della sua personale?
Questa è una rassegna pensata appositamente per Treviso. Sarà creato un percorso con diversi lavori che evidenzieranno i vari aspetti dell’opera di Yoko Ono. Per l’occasione sarà presentata in anteprima mondiale Play It By Trust, una suggestiva scultura che rappresenta una scacchiera gigante di marmo. La vernice della mostra vedrà la presenza di Yoko che realizzerà la sua storica performance Blue Room Event.

Yoko Ono, Cute Piece, 1965, KyotoYamaichi Concert Hall

Negli ultimi anni Treviso ha proposto diversi avvenimenti artistici con grande successo di pubblico ma organizzati in chiave marketing oriented. Pensa che la città possa accogliere eventi legati al contemporaneo aldilà dei simpatici animaletti in stile Cracking Art sparsi per il centro storico?
Treviso in campo artistico è una realtà molto particolare. Negli anni vi sono stati dei grandi eventi legati all’attività di enti come la Fondazione Cassamarca. E’ anche vero che si trattava di progetti di carattere storico. E’ da molti anni che la città non ospita una grande mostra legata alla contemporaneità internazionale. Ritengo che sarà un’occasione irripetibile. Di certo ci sarà qualcuno che avrà delle perplessità, è facile fare demagogia in mala fede. Le persone attente e di ampie vedute apprezzeranno sicuramente la poetica di Yoko Ono. Potrebbe essere un primo passo che apre la strada ad altri eventi contemporanei. La mia speranza è che Treviso diventi un centro dove ci sia il coraggio di investire nella cultura contemporanea, senza arroccarsi in certezze passatiste.

Yoko Ono
Sognare
Museo di Santa Caterina, Treviso
27 settembre 2007 – 7 gennaio 2008
A cura di Jon Hendricks e Carlo Sala
Info: 0422598733

7 commenti:

antonella ha detto...

..Una commistione tra linguaggi differenti, per quella che si potrebbe definire “intermedialità”. Il suo linguaggio creativo invade il flusso vitale, per un’arte totale..
Ciao Katja.Mi spieghi che cosa vuol dire?Puoi farmi qualche esempio?Grazie

Katia Ceccarelli ha detto...

Mi sembra abbastanza chiaro Antonella. Si tratta di un'artista che usa i vari linguaggi dell'arte per esprimersi, a volte mischiandoli a volte in tempi diversi. Musica, pittura, performance, canto: sono vari linguaggi artistici. Leonardo per esempio era un artista che usava diversi linguaggi, così come Michelangelo: scultura, pittura, poesia, architettura. L'intermedialità non è un'invenzione moderna :-)

antonella ha detto...

ok ,grazie.quello che non mi era chiaro era se in questa commistione ci fosse un iter specifico.un significante unico in questo"flusso vitale per un arte totale".
Un'altra domanda:secondo te,si può essere geniali in ogniuna di queste espressioni artistiche così diverse? a volta mi vengono dei dubbioni.. michelangiolo e leonardo da vinci esclusi :-)

Ely ha detto...

Intervista molto interessante.
Avevo già letto qualcosa su Yoko Ono e la sua arte ma in quest'articolo ho trovato quelle spiegazioni che spesso vengono tralasciate, come se fossero scontate.
Spero di poter vedere qualcosa on-line di questa mostra.
Ne sono molto incuriosita, soprattutto dopo le osservazioni di Antonella!!

IleniaF ha detto...

Ciao Katia,
alla fine sei riuscita nell'intervista, davvero molto interessante così come la mostra-esposizione di Yoko Ono.
Questa donna, a dire il vero, non mi ha mai ispirato molto, però dall'intervista al critico Sala, credo che un salto, quasi quasi, andrò a farlo a Treviso, chissà che non mi debba ricredere.
Invece, il tuo concorso?

Katia Ceccarelli ha detto...

Infatti Ilenia, come si dice anche nell'intervista, si parla più spesso della Ono come "vedova Lennon" che non per i suoi meriti esclusivi di artista. La Ono era già un'artista apprezzata e stimata quando ha conosciuto Lennon. In un certo senso non aveva bisogno della notorietà del marito (come molti vogliono fare credere).
Se vieni a Treviso fammelo sapere, io sono a un tiro di schioppo.
I miei concorsi sono vari... speriamo di riuscire a cavare un ragno dal buco :-)

IleniaF ha detto...

Katia, stai sicura che ti avviso quando deciderò di venire, è già da un pò di tempo che non vado a Treviso.
L'ultima volta che sono andata, è stata per la mostra degli impressionisti, credo quattro anni fa, sarà il caso che ritorni.
Ma tu, quindi, stai nei paraggi.
Io andavo sempre a Vittorio Veneto.

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