martedì 3 luglio 2007

Lavoro=prigione

a cura di Alessandro Gallo

Cari lettori,
la scorsa settimana ho vissuto la mia prima settimana di lavoro. È stato un massacro.
Non andavo bene per niente e il morale me lo tirava su un peluche con un cuore rosso al centro e un libro di Valerio Massimo Manfredi, il mio scrittore preferito.
S’intitola “L’impero dei draghi”, è ambientato all’epoca dell’impero romano e racconta di un gruppo di soldati romani che, insieme al loro imperatore, furono catturati a Edessa dal re persiano Shapur 1°.


Dopo aver subito un’umiliazione tale da dover pensare al suicidio, i persiani decisero di condannarli a un lungo ergastolo nella prigione di Aus Daiwa, in Persia dove erano anche costretti a lavorare in miniera.
Il comandante di quel piccolo gruppetto di romani si chiamava Marco Metello Aquila, era considerato una leggenda nell’impero; era il più alto di grado dopo l’imperatore che morì dopo una settimana di lavori forzati.
Metello cercò di dare forza ai suoi uomini e ci riuscì, i due centurioni, i legionari e i soldati semplici si fidavano ciecamente di lui e riuscirono a lavorare così tanto che anche le guardie persiane si stupirono e decisero di aumentare loro il cibo.
Intanto, mentre procedevano con i lavori, il comandante e Sergio Balbo, il centurione, pensarono a un piano di fuga facendosi aiutare da Uxal, un vecchio signore che aveva passato quasi tutta la sua vita a marcire in quella miniera. Lo misero in atto. Ebbe successo.
Tutti i soldati riuscirono a riappropriarsi delle loro armature e, in dieci, fecero fuori trecento guardie persiane (qua vale il detto: meglio dieci guerrieri forti che trecento pecorelle!).
Erano stremati dalla battaglia, non si reggevano quasi più in piedi ma non era il momento di lasciarsi andare; fuggirono verso il fiume Kaborhas dove trovarono un mercante che di nome faceva Daruma. Era indiano.
Non vado oltre con il riassunto, sennò non leggereste più questo bellissimo libro.
Io mi sentivo esattamente come un prigioniero catturato in guerra, con una guardia a badare al lavoro in cui ero stato confinato, che mi urlava nell’orecchio:”devi essere più veloce! Intralci anche il mio di lavoro!”.
L’unico modo di uscire da quell’inferno era andarsene. Prima che lo facessero loro, mi sono licenziato io.
Almeno da quest’esperienza posso dire che ho imparato cosa vuole dire guadagnarsi da vivere; e non è poco. Ora sono pronto ad affrontare un’altra esperienza in questo mondo di lavoro dove capita di correre senza neanche sapere dove vuoi arrivare. Lavoriamo per noi stessi.
E se va male, vi consiglio di leggere tanto i libri di storia perché vi faranno sentire meglio, vi insegneranno che molte persone sono state peggio di voi, che hanno versato sangue per rendere la vostra vita migliore di quella che hanno vissuto loro.

Alessandro Gallo, 01/07/07

16 commenti:

Monica Caboi ha detto...

Clap Clap Ale, questa si che si chiama onestà!!!
Bravo, hai trovato la strada

ha detto...

Caro Alessandro,
tu hai cominciato con un tipo di lavoro particolarmente duro (ho vissuto trasversalmnte l'esperienza con un familiare).
Fai comunque tesoro di questa esperienza, sappi che quasi sempre la maggior parte dei lavori comporta corse, ansie e stress, all'inizio è dura però in seguito si forgia il carattere e ci si organizza..
in bocca al lupo per la prossima volta..

IleniaF ha detto...

Ale, mi unisco agli applausi di Monica, quando vuoi sai essere un uomo!
Bravo, bravo, bravo!

Anonimo ha detto...

Alessandro anche a me è capitato una cosa come la tua l'estate scorsa. Facevo la cameriera in un hotel di Pescara e dopo due giorni mi hanno sbattuta fuori che incubo. Ho capito che è meglio studiare, i miei amici mi hanno preso in giro per una settimana, che schifo la vita dei grandi!!!!

sara

Naima ha detto...

si dalla storia c'è sempre da imparare,raccontaci raccontaci... e la foto?

antonella ha detto...

ovvero "uomini ancora più stanchi"?scherzo!in bocca al lupo e che crepi.

Fabio Cicolani aka cicobyo ha detto...

Ci sono tanti modi per non farsi mettere i piedi in testa. Però l'importante è non farsi mettere i piedi in testa e tenerla attaccata al collo ben salda per poterla tenere alta quando si esce sbattendo la porta!

Diomira Pizzamiglio ha detto...

Buono. Sicuramente migliore di uomini stanchi.
Anche a me piace Manfredi di cui ultimamente ho letto il Tiranno.
E concordo sul tuo consiglio di leggere i libri di storia.
Ci fanno sentire meglio e ci insegnano che l'umiltà è alla base di ogni grande vittoria, non sei d'accordo?

alessandro ha detto...

cari signori e signore,
grazie per gli applausi monica e ilenia e spero di aver trovato la strada giusta.
Sara, non so chi tu sia, ma immagino che concordi con me che la vita lavorativa, in hotel, è durissima e i tempi di lavoro sono alle stelle! e non riesco a capire perchè il cliente non possa aspettare 5 minuti in più per mangiare!
Fabio, hai perfettamente ragione, non ci si deve mai far mettere i piedi in testa e, quest'ultima bisogna tenerla sempre alta!
Diomira, io di Manfredi ho letto: L'ultima legione, Palladio, L'impero dei draghi e sto finendo Il tiranno. Sono dei libri straordinari, con guerre e colpi di scena eccezionali. La fantasia fa da padrona!

Anonimo ha detto...

Concordo che il lavoro fa schifo ma come si fa a guadagnare? A 17 anni non so ancora cosa voglio fare, intanto studio e il tempo passa. E tu che fai nella vita?

Sara

Anonimo ha detto...

cara sara,
lavorare è l'unico modo per guadagnare e mantenersi! cosa faccio nella vita? tante cose: scuola alberghiera, teatro, corsi di scrittura e, quando ho tempo, esco con gli amici. Questa è la mia classica giornata! tu? cosa studi di bello?
Alessandro

Anonimo ha detto...

studio il liceo classico abito Pescara, quest'anno sarà l'ultimo e avrò l'esame.oddioooo!!! se vengo bocciata i miei mi uccidono fai teatro? Che bello? E cosa hai recitaato e dove? Vieni mai da queste parti?

Sara

Anonimo ha detto...

Cara sara,
wow! l'ultimo esame! in bocca al lupo! greco e latino sono difficili? Io sto facendo teatro e a giugno prossimo spero di mettere in scena qualcosa! dalle parti di Pescara non ci sono mai stato! tu? mai stata a Bologna?
Alessandro

Anonimo ha detto...

non è l'ultimo esame, è l'ultimo anno il prossimo. Si greco e latino sono difficili il greco poi non ne parliamo, a Bologna non ci sono mai venuta magari chissà che non ti venga a trovare. Tu quando parti per le vacanze? E dove vai?

Sara

Anonimo ha detto...

Cara sara,
io parto il 28 Luglio per la Calabria, vado a Crotone a salutare i miei parenti! Dai! fammi sapere quando vieni a Bologna che potrei farti da guida turistica! Modestamente sarei una guida fantastica! non c'è nessuno che conosca meglio di me questo grande paese! ti aspetto!
Alessandro

Anonimo ha detto...

Va bene Alessandro, mi organizzo per ottobre e magari vengo a conoscerti io parto per le vacanze a fine luglio in Puglia vado un pò da mia nonna al mare. Lettura, amici e molto mare.

Un bacetto Sara

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