martedì 10 luglio 2007

EQUILIBRISMI QUOTIDIANI


La paura
a cura di Maddalena Morandi

Cito lo Zingarelli: “ intenso turbamento misto a preoccupazione ed inquietudine per qualcosa di reale o di immaginario che è o sembra atto a produrre gravi danni o a costituire un pericolo attuale o futuro.”
L’inizio della spiegazione è interessante: “un intenso turbamento “ di per sé potrebbe essere anche piacevole, si pensi all’innamoramento, turba, ma produce endorfine, si è in un permanente stato di ebbrezza.
Proseguendo la lettura, “ misto a preoccupazione ed inquietudine per qualcosa di reale o di immaginario “ . Preoccuparsi significa occuparsi prima di un avvenimento che può, ma non è detto che si verifichi, quindi sarebbe un’attività inutile, da evitare.L’inquietudine è quello stato di subdola agitazione causato da accadimenti che reali, o immaginari potrebbero, ma non è sicuro, procurarci del male; oppure l'inquietudine a volte può essere il campanello di allarme di qualcosa che non va e che si può provare a cambiare. Avete presente lo stomaco che si contorce? Ci indica che c'è un bilancio consuntivo da fare, con delle rettifiche!
Sminuzzata così la definizione è meno drammatica.
Viene da dirsi che non ha senso angosciarsi per qualcosa il cui verificarsi non è certo.
Insomma, per dirla in parole semplici, perché fasciarsi la testa prima di essersela rotta?
Già perché?
Perché la pancia e la testa non ragionano allo stesso modo.
Hai un bel da dirti, razionalmente, che non si deve aver paura, ma se la pancia si contrae e le budella si annodano, quella ti viene. Anzi ti si insinua nelle vene e ti attacca come un virus, che piano piano ti toglie le forze e anche il respiro. Combattere la paura è una delle guerre più ardue, mette a dura prova le tue capacità fisiche e psichiche.
Per ora, io non ho trovato la cura risolutiva, ma un rimedio transitorio, si:la scrivo la paura, nero su bianco.
E lei, forse, vedendosi rappresentata su un foglio, si spaventa e a volte se ne va.
Voi che altre soluzioni avete, svelatemele.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao, sono Davide, intrigante questo blog, come un gineceo. Bello questo post, molto interessante. Che ne diresti anzichè combatterla la paura, assecondarla?

Ely ha detto...

Anch'io spesso mi "strappo" letteralmente le mie paure con l'inchiostro e poi le lascio li a sedimentare. E già questo mi scarica. Poi più avanti, molto più avanti, quando quella paura è passata vado a rileggermi e mi accorgo di quanto sia condizionante lo stato d'animo, l'atteggiamento. Anch'io poi sento lo stomaco contrarsi e non solo.
Anche perchè in genere la paura si accompagna all'ansia e l'ansia non è salutare se supera certi livelli.
Quando sei in uno stato di quel genere un attacco di panico è quasi una logica conseguenza. E può essere scatenato anche da situazioni non necessariamente di pericolo.
Sarà per questo che negli ultimi mesi ho cercato di ridurre lo stress diminuendo quello che ogni giorno pretendevo in più da me. Si sa le aspettative producono stress e lo stress produce la paura di non farcela creando un circolo vizioso.
Ammettendo tra l'altro di non essere perfettamente come mi vorrei ho iniziato a rilassarmi un pò e questo mi ha aiutato tantissimo.
Occorre quindi che ogni tanto ci si fermi un attimo, si faccia un lungo respiro e guardandosi allo specchio ci si guardi dicendosi che andiamo bene anche se non abbiamo fatto tutto quello che c'era nella lista. Tanto gli altri quella lista non la conoscono!!
Non so se questo possa essere una soluzione ma per il momento con me sta funzionando.
Bacioni

Maddalena ha detto...

Ely, cara Ely, hai rappresentato perfettamente ciò che sento. I tuoi mi sembrano ottimi consigli, ne farò tesoro!

Ely ha detto...

Cara Maddalena sei molto dolce,
ho scritto solo quello che provo e di quanto sia difficile convivere con ansie e paure.
Dal tuo post ho percepito un qualcosa che è molto simile a certe mie situazioni, della difficoltà a razionalizzare ciò che mi angoscia anche prima che accada.
Sei stata brava tu a comunicare.
E sono anche convinta che presto troverai la tua giusta soluzione, quella che ti permetterà di stare in equilibrio. Anche se a volte precario, ma pur sempre equilibrio.
Essere consapevoli delle proprie paure e delle proprie ansie ci permette di conoscere i nostri limiti e questo, sappilo, è già un grande passo avanti. Ti tranquillizza perchè ti rendi conto di essere "umana" come tutti gli altri. Più cerchi di essere in gamba più gli altri si aspettano da te. Solo che ad un certo punto non ce la fai più perchè sei stanca, perchè non hai tempo, perchè non ne hai più voglia ma hai "paura" di deludere. Allora "toppare" qualche volta può rivelarsi più salutare di quanto si creda. Se ci ridi su poi è ancora meglio!
E non per questo poi brillerai meno di quella che sei, anzi!
Scusa il dilungamento...
Un bacione
Ely

antonella ha detto...

acuta analisi di un malessere oscuro e dilagante.

Maddalena ha detto...

Ely,
non ti sei dilungata, anzi sei molto carina. A presto.
Antonella, la tua è una reale visione, di uno stato diffuso, ma spesso tenuto nascosto, perchè considerato debole.
Ma noi amiche del ciber-spazio siamo toste!

antonella ha detto...

Ely,ci sono passata.Scrivi ancora e forse assieme possiamo aiutarci.Tutte abbiamo bisogno.Questo blog non è una cazzata.Serve a me,a te e a tutte le donne che iniziano ad avere una coscienza nuova.Condivisione,complicità e voglia di cambiare il corso del fiume.L'unione fa la forza,non dimentichiamolo mai.

Ely ha detto...

Hai ragione Antonella in questo blog ci mettiamo più a nudo di quando non si creda. Forse perchè come dice Lu' ci sembra di parlare a degli sconosciuti. Solo che ora sconosciute non siamo più e se continiamo a scrivere liberamente è già una grande conquista. Ogni volta che leggo i post di ognuna di noi e soprattutto "leggo" nei vostri commenti conosco una parte di voi. E' un bel viaggio in treno tra donne che si stanno conoscendo.

adele ha detto...

Mi siedo anch'io nello scompartimento ,vicino a voi
Io di paure ne ho avute e ne ho tante,ma ancora più terribile,per me, è la paura di avere paura
Allora sì,ci costruiamo una gabbia da cui diventa molto molto difficile uscire
Lì in quella gabbia possiamo essere prigioniere per anni e vedere la nostra vita che si restringe sempre di più,che si interrompe
Poi,uno spiraglio e un filo di luce sottile,ma luminoso, arriva a rischiarare il nostro buio
Un foglio,una penna e la nostra mano che non riesce più a fermarsi ed il cuore comincia a liberare a poco a poco emozioni trattenute negli anni

Maddalena ha detto...

Ciao Adele, felice di conoscerti, la paura di avere paura, secondo me nasconde il timore di lasciarsi andare, di seguire il flusso della vita. L'ho provata anche io.
E' dura! tuttavia, mi ricordo di aver letto in uno degli innumerevoli libri che ho sparsi per casa, che un rimedio per affrontare le nostre angoscie è quello di "identificarsi con l'aggressore", per non soccombere. Devo ancora provarci, ma può darsi che funzioni.

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