giovedì 10 maggio 2007

Viaggio di pensieri

Oggi faremo un breve viaggio nel mondo degli anziani.
Le poche nascite e la vita che si allunga, hanno aumentato uomini e donne di età avanzata. C’è chi ci arriva bene, chi soffre, chi perde le facoltà cognitive, chi funzionali.
Prima o poi ci arriveremo tutti, (speriamo bene!) Con quali speranze? Con quale visione del futuro?
Troppo spesso sembra una classe a parte, la si considera già morta, priva di vitalità, la si deride. Non la si ascolta, soprattutto i giovani.
Vi sarà capitato di sentir dire : “Cosa vuoi che capisca. E’ solo un povero vecchio”.
Io credo che capiscano, che abbiano tanto da dare e da raccontare.
Bisogna avere la voglia, la pazienza e il tempo, (che oggi giorni sfugge a tutti) di ascoltarli. Senza pretese, hanno i loro tempi!
Ho lavorato con gli anziani, non tutti autosufficienti. Quello che mi hanno dato loro in poco tempo, non l’ho trovato altrove.
Ci sono anziani a cui basta prendere la mano, che dal viso, tra i tanti solchi spunta un sorriso. Ho ascoltato storie, vicende familiari lunghe una vita e racconti, che non ho mai saputo se fossero veri o creati dalla loro fantasia. Ne sanno più del diavolo!
Ritornano spesso bambini, e come bambini hanno bisogno di cure e d’amore.
Ci sono anche anziani arrabbiati, stizziti, che non vogliono aiuto, parlare con nessuno. Ma penso che la maggior parte di loro abbia sete di compagnia, di un sorriso o di una parola. Ci avete mai pensato?
Avete dei nonni? Una vicina di casa? Oppure la vecchina che fa la spesa dove la fate voi? Provate a chiacchierare con loro. Vi accorgerete che ad ascoltarli o seguirli, con la mente e con le gambe, all’inizio sarà dura, andiamo troppo di fretta noi. Ma poi ritroverete la calma, la lentezza e soprattutto sarete ascoltate.

Tra qualche giorno vi pubblicherò un racconto che parla di Giovanni, un anziano. Per chi avrà tempo e voglia di leggerlo mi piacerebbe sapere che ne pensate. Sia in positivo che in negativo. Vi aspetto.

Un bacio

9 commenti:

ha detto...

Mio padre ha 82 anni, va in bicicletta, cura il giardino di mia sorella, fa delle lunghe passeggiate a piedi, riesce a fare delle moltiplicazioni a mano, scrivendo su un pezzo di carta con la matita, per le quali io ho assolutamente bisogno della calcolatrice. Non penso mai a lui come ad un anziano, eppure se penso all'età che ha, realizzo che fa parte delle persone "anziane".
Forse dovremmo pensare agli anziani prima di tutto come a persone, che hanno avuto e hanno ancora un loro vissuto e sono in un momento avanzato della loro vita.

Katia Ceccarelli ha detto...

Ho sempre apprezzato la capacità di raccontare, la saggezza e lo spirito degli anziani.
In realtà perché ero abituata a dei nonni e a dei loro coetanei in gamba.
Crescendo mi sono resa conto che non era sempre così.
Da un certo punto di vista il discorso che faccio oggi è onesto e meno ipocrita ed è la stessa cosa che vale per i bambini.
Non è vero che tutti i bambini sono belli come non è vero che tutti gli anziani sono dei simpatici vecchietti. Esistono le persone, quelle in gamba e quelle odiose. Se uno da giovane è stato "antipatico" con l'età diventa un vecchio antipatico.
C'è da dire poi che esiste una storia individuale che si inserisce su quella collettiva
e sicuramente anche il luogo in cui si vive e la vita che si è condotta fanno la differenza.
Voi avreste pensato al generale Kappler come a un adorabile nonnetto?

Monica Caboi ha detto...

Concordo con quanto detto da Katia.
Ieri al supermercato mi sono incontrata-scontrata con una "gentile" nonnetta, che sorpassante la fila da destra si è trovata ad intralciare il mio percorso. Mi ha puntato addosso due occhoietti malefici ed è stata lì a fissarmi sino a quando non le ho ceduto il passo! Altro che Nonna Papera!!

Anonimo ha detto...

Lù, sei fortunata ad avere un padre così. Tienitelo stretto!
Per Katia e Monica, è vero ci sono anziani arrabbiati col mondo. Con loro ci si può provare, ma a volte è impossibile.
Se incontri ancora la vecchina Monica prova a sorriderle. Non sono tutti come lei! Baci
M. Cristina

Monica Caboi ha detto...

Lo so M. Cristina, che non sono tutti come lei... ; )e meno male!!!!
Io ho una nonnina che è sempre stata una tosta e l'adoro, anche se ora lei fa fatica a ricordarsi chi sono!
E lo so che nella vecchiaia a volte c' è tanta solitudine o dolore, da portare le persone a chiudersi ed inacidarsi.
Come è anche vero che ci sono delle persone pessime che invecchiando non fanno altro che confermare e, amplificare, ciò che sono state!

antonella ha detto...

Il tempo non è galantuomo ed improvvisamente ci ritroveremo vecchie.Invecchiare bene è difficile perchè diventare vecchi fa paura.A tutti.

Anonimo ha detto...

E' vero Anto, molti anziani si inacidiscono perchè non accettano la loro situazione. Si ha paura della vecchiaia, di dover diventare un giorno dipendenti da altri. Non è facile, ma credo che chi è ancora giovane possa fare qualcosa.

Baci
M. Cristina

ha detto...

Per M.Cristina
si sono felice che mio padre sia così, in parte compensa aver perso mia madre forse troppo presto.
Spero che sia sempre in buona salute per il massimo degli anni possibile!!!
per tutti:
è vero a volte si incontrano dei vecchietti insopportabili, come si incontrano "persone" insopportabili, queste ultime sono già così a dieci anni e invecchiando possono solo peggiorare!!!

Anonimo ha detto...

Che bello questo post, mi piace tantissimo. Ha un sapore antico nel senso più bello della parola. Gli aziani sono persone e come tali antipatici o simpatici.
Tuttavia la vita che conduciamo oggi li ghettizza: se non sono in piena forma e quindi produttivi, sono carne da macello. A me si stringe il cuore quando vedo tutti quei vecchi che girano con la badante! E dire che probabilmente sono più fortunati di quelli che sono nelle case di riposo ... .
Rimpiango le situazione i vecchi film in bianco e nero degli anni cinquanta, proponevano, dove nei cortili o lungo le strade c'erano le vecchie donne, vestite di nero che tenevano i bambini, o lavoravano a maglia. Mi sembrava avesso una maggiore dignità sociale.
Comprendiamoli.
Maddalen

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