giovedì 19 aprile 2007

L'AMORE NON è DIALETTICO




Socrate fu un omone vissuto ad Atene tra il 470 e il 399 a.C.
Combattè nella guerra del Peloponneso, partecipò attivamente alla vita politica del suo paese e trovò persino il tempo di girovagare per la città a far chiacchiere interminabili con i suoi concittadini.
Figlio di una levatrice e di uno scultore sposò, si crede, una certa Mirto e dopo, la ben più nota Santippe, dai più ricordata come una vera rompipalle, da altre, come vittima di un uomo intrattabile e brutto. Tutti noi sappiamo che bevette un ettolitro di cicuta pur di non contravvenire alle leggi della sua città. Oggi nessuno si sognerebbe di lasciarsi morire innocente pur di rispettare le leggi della propria città. Il Nomos infatti ci richiama alla mente più un ballo spagnoleggiante che il concetto di Legge. Potenza dei secoli!
Ma il caro filosofo, nella mia adolescenza immaginato come un vecchietto un po’ ubriacone, di quelli con la punta del naso sempre rossa, elaborò un metodo di una genialità logica che in quattro passaggi ti permette di persuadere e comprendere qualsiasi essere umano parlante, che mi ha sempre affascinato e della cui grandezza ho avuto prova più volte nella mia vita.
Poi tutto un giorno è crollato.
[..]
Il giorno in cui ho iniziato ad innamorarmi.
-E utilizzo il termine iniziato perché si inizia, non è vero che capita. E’ come con le droghe: le provi una volta e dopo non sai più quando sarà l’ultima.-
Quel giorno ho tentato di applicare il metodo dialettico all’oggetto del mio amore e ho scoperto un’amara verità.

Ok, Socrate non l’aveva prescritto come metodo di risoluzione dei propri problemi amorosi, d’altronde non aspirava ad aprire un’agenzia matrimoniale - era solito infatti dire “se ti sposi oppure no, ti pentirai ugualmente” - però che diamine, non l’aveva neanche sconsigliato!
Inoltre poiché non vivo nell’Atene del tempo, né mi occupo di grandi questioni morali, lo utilizzo un po’ come pare a me.
Con questo intendo proteggermi da qualsiasi possibile accusa di qualunquismo e superficialità.

SITUAZIONE TIPO:
Sabato sera uscite con il tipino (non conosco gli effetti sulle donne, ma credo valga al di là del genere sessuale) che vi piace tanto.
Insomma, che a voi piaccia è chiaro limpido e splendente, lo capirebbe perfino un bambino di 2 anni. Il problema è un altro: voi piacete a lui?
Avete varie possibilità per scoprirlo:
1. Potete chiederglielo con la nonchalance dei commenti sul tempo, tra un martini e un oliva, biascicate: “ma io ti piaccio?”. Ovviamente la sincerità della risposta non è quantificabile e se anche fosse si, potreste piacergli come alla mia gatta piacciono i croccantini.
2. Potete provare con una tecnica sfondamento tipo “ti amo, non posso vivere senza te e blablablabla”, anche se lo conoscete da solo una settimana. Si commenta da sé.
3. Oppure, potete utilizzare il metodo socratico!!!!!! Ecco elencati step by step i momenti fondanti:
Primo passaggio : l’IGNORANZA, ossia sapere di non sapere nulla.
Che non significa non sapere chi è il Presidente della Repubblica, mi raccomando. Bensì: ascoltare!
In fondo è la parte più facile, infatti di solito non si sa davvero nulla della persona che si ha davanti, soprattutto dei suoi sentimenti.
In questo modo, secondo il metodo, dovreste spingere l’altro a parlarvi di lui.
Il rischio è che si concentri solo sulle abilità di pescatore o su quella volta che a 10 anni sua madre non voleva che lui uscisse di pomeriggio sotto il sole, prima di aver fatto il pisolino….. Quindi, IGNORANZA ma con metodo guidato!
Seconda passaggio: l’IRONIA: ossia fingere di immedesimarvi in ciò che vi viene raccontato.
Del tipo “affascinante il luccio, ma anche la trota non è niente male” per l’uomo pescatore, “che buon odore di borotalco” per il soggetto infanto-regresso e così via.
Terzo passaggio: e qui inizia il bello baby, stiamo parlando dell’ELEGKON, ossia della CONFUTAZIONE. Che non è uno sterile esercizio di contrapposizione alle opinioni altrui volto alla distruzione dell’autostima dell’altro, bensì la parte più impervia di tutto il metodo.
Se vi riesce questa, siete delle divinità , delle yogin dell’amore, mi inginocchio davanti a voi!! Trattasi infatti di dinamica per la quale si dovrebbe far capire all’altra persona che tutto ciò che ha detto sin d’ ora non è altro che un’idiozia e addirittura (forse con l’ausilio dell’LSD sarebbe più semplice), portarla a ringraziarvi per averglielo fatto capire.
E’ più probabile invece che il soggetto in questione vi giudichi delle sanguisughe appiccicaticcie peggiori di qualsiasi KERES (v. ERINNI)
POSTILLA: Non disperate, questa parte riesce solo alle gattemorte e alle programmateperilfidanzamento! Vorrei ricordare a tutti che stiamo parlando di AMORE!
Quarto passaggio: è quello della MAIEUTICA, ossia del far partorire la VERITA’.
In realtà non si arriva mai a questo passaggio perché, o voi ve ne siete andate "di testa" per i troppi Martini bevuti, oppure “di fatto”, perché il dolore, il sangue e la placenta vi terrorizzano.
Oppure “carine”, l’ha già fatto lui!!!

Non disperate, i Greci hanno ancora tanto da offrire:potete sempre scegliere di trasformarvi in ATE, dea della sventura, malefica e vendicatrice, oppure in ANFITRITE, dea del mare, convinta da Poseidone a sposare Atlante, per vendicarsi del suo tradimento trasformò la di lui amante in un mostro spaventoso, oppure in PITO dea della seduzione. La scelta è quasi infinita.

Io per ora mi trasformo in Eleutèria (la libertà) e chissenefrega!

11 commenti:

Anna Grazia Giannuzzi ha detto...

...spingere un uomo a parlare di se stesso ?!?!? sarebbe bello, ma se non hanno un io ipertrofico, non parlano. almeno per la mia esperienza...
AnnaG

miky ha detto...

bello questo metodo socratico..pagherei oro per mettere in pratica il terzo passaggio... per ora non ci sono riuscita.... e trasformarsi in ANFITRITE come alternativa sarebbe troppo bello (sai che ridere!!!!) kiss miky!

Monica Caboi ha detto...

Per AnnaG.

Ti assicuro che ci sono quelli che parlano anche fin troppo, per dire cose delle quali non te ne può fregare una cippa lippa, del genere egocentrico autoreferente! ed altri che non si sa come hanno perso chissà dove le facoltà linguistiche.....
Comunque volevo fare solo dell'ironia, non credo che esista una regola per definere le persone in base al loro genere sessuale.
Esistono uomini stupendi(giuro che li conosco!!!) e donne terribili e viceversa ovviamente.

Monica Caboi ha detto...

Per miky
Il terzo passaggio è come la pietra filosofale....a meno che tu non ti sia trasformata in una "gattamorta"!!!
Che cosa combini a Roma?Non ci provare nemmeno, potrei ripudiarti senza alcun rimpianto!!!
Anfitrite si può fare, poi ti spiego come...non voglio condividere informazioni troppo segrete.....
Bacio

Miky ha detto...

Io in una gatta morta??? mai e poi mai... ne conosco e ne ho visto "alcune" (ogni riferimento è puramente casuale) in azione che mi hanno lasciato senza parole!!! quindi prima di fare la loro fine mi farò sicuramente suora!!! Kiss Kiss

Anonimo ha detto...

cara signorina!
che fai? cerchi di rubarmi il lavoro?! eh no! questo non si fa!

il signor Alessandro!

Monica Caboi ha detto...

Per Ale:
Tesoro non potrei mai!
Questa è "filosofia", quindi è un pò com la casa delle libertà.....
Baci

Fede ha detto...

ma se io invece volossi chidereti un consiglio per sopportare una persona senza impazzire come lei??

Monica Caboi ha detto...

Per Fede:
Cara Fede non so bene che consiglio darti, dipende dal perchè tu debba sopportare questa persona!
Ne vale la pena?Ritieni che nel sopportare la sua pazzia, pur con il rischio di farti travolgere da essa, ci sia comunque qualcosa da guadagnare, imparare, raccogliere o amare? Allora non c' è bisogno di alcun consiglio!
Se nessuna delle opzioni proposte è avverabile, non so chi te lo faccia fare a sopportarla....
Baci

Anonimo ha detto...

Non puoi davvero aver scritto bevette...

UN CANE

UNARANA ha detto...

Credo proprio di averlo scritto ,caro il mio cane...forse "randagio"?
Si usa di più "bevve", ma esiste pure "bevette"....informati informati! Cerca nella grammatica italiana passato remoto verbi irregolari(bere).
Ma i cani li fanno entrare in biblioteca?

Firmato:unarana

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