giovedì 7 gennaio 2010

Estremamente


Organi

a cura di Antonella Passoni


Dammi un pezzo del tuo intestino, lo succhierò di notte, come latte dal seno, davanti al fuoco, vicino ai lupi miei compagni e il cielo sarà lontano e freddo.
Starò seduta sopra un mucchio di foglie e torba, a guardare dentro la maledizione, quella che mi ha resa folle e veggente.
Succhierò dalle tue pareti fino a sentire il sapore buono della madre, primo nutrimento e ricordo profondo. Sentirò l’abbraccio che da sempre manca, dolorosa nostalgia che fa piangere e non finisce mai.
Ora ho il sapore delle fragole e dell’estate, sono preparate in cucina, da mangiare prima di dormire, portate da un vassoio amorevole e sorretto da una madre nuova, quella dei tuoi figli. Stringerò i denti con un po’ di rabbia e piano scenderà da dentro, una riga di sangue sul bianco della mano. Leccherò la goccia con lingua/anima senza cuore.
Voglio succhiare un pezzo di cervello, per sapere cosa pensi. Inizierò dal fondo del cranio, dall’essere animale, serpente senza regole.
Le scaglie degli istinti sono sparse sul mio tavolo e mangerò quello che resta della passione, quella che non vuoi più come compagna, mentre io rimango sciolta, marmellata da spalmare la domenica, sul lesso delle feste, che sa di casa e vero amore.
E’ finita la colpa dell’inizio e la necessità di dire mai più, ora non serve lavarsi i denti prima di cena, per cancellare i sapori clandestini. Lo sguardo che giudica se ne è andato e la pace ritorna tra le mura e il divano bianco.
Rimango a pensare a questa storia senza fine, a immaginarmi con un filo di perle sopra la giacca a vento mentre stendo le lenzuola al sole; le metto a favore di brezza, così l’odore del sapone e della lavanda entreranno in casa.
Posso aprire le finestre, perché fuori è bello, ma non ti farò entrare; dalla tasca esce una lucertola, e mi lascia la sua coda in mano, si è staccata da se stessa, come ho fatto con te.

8 commenti:

Maddalena ha detto...

Cara Antonella, che non sei altro, non puoi scrivere degli stralci che mi lasciano estremamente curiosa e poi basta; per piacere scrivi di più, oppure dimmi dove ti posso leggere. Che la passione sia con te!

Anonimo ha detto...

apperò:)..così mi racconti Maddalenissima,allora che la passione sia sempre anche con te,olè !
Anto

maggie ha detto...

Strano:hai raccontato un legame viscerale...eppure hai lasciato staccare un'appendice che puo'ricrescere...che si sana...che,anche se si stacca,non crea mutilazioni permanenti. Baci

Anonimo ha detto...

raffinata interpretazione..perchè strano?
Ciao e grazie.
Antonella

maggie ha detto...

Perche'se il senso di appartenenza a qualcuno e'talmente forte da sezionarlo col desiderio:perche'anche solo un pezzo concede linfa....la mancanza..l'assenza di quella persona e'insopportabile. Perche' l'allontanamento non e'privarsi di una coda, non lo si ha indietro:non e'tutto come prima. Strano per me,chiaramente,per il mio modo di vivere certi distacchi, per la mia paura di dover rinunciare alla persona che mi e'accanto...e non avere più una coda o una testa. O entrambe....e quindi mi priverei della ragione...e quella sarebbe la mutilazione peggiore perche'non riconoscerei più i sogni.

Anonimo ha detto...

il tuo è uno sguardo che viene dal di dentro,quello che solo una donna sa fare.la perdita delle ragione e dei sogni sono la maledizione che temi,ma,come hai detto, la coda ricresce(per quanto?).è bello ascoltare la risonanza nell'essenza vitale di chi legge.
grazie,Antonella.

laura ha detto...

sublime
dai un'occhiata alle foto di andres serrano....
eros et thanatos

Anonimo ha detto...

grazie Laura..Serrano,certo,ho capito..
un caro saluto
Antonella

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