domenica 29 novembre 2009

NON HO L'ETA'


Arte nello shopping...
Arte di accontentarsi...


A cura di Chiara Cappellato

Confessate: vi è capitato di entrare al supermercato e smarrirvi causa vastità?
Difficoltà nel trovare dov’è collocato ciò che si cerca? Angoscia, scovandolo, perché ce ne sono dieci qualità? Con che criterio scegliete? Prezzo, colore, sentito dire dall’amica o necessità reale? Sommerse dalla merce, comunque e ovunque. Che subito si obsoletizza ed é archiviata.
Invidio le donne che sanno scegliere a colpo sicuro, che non si lasciano abbindolare, che non ricorrono allo shopping terapeutico-consolatorio, che sanno risparmiare in epoca di crisi.
E’ moda anche il riciclo, il vintage, il “ri-fai da te” che ci esorta a comprare comunque un di più.
E i rimorsi s’insinuano, caini, appena captiamo che ci siamo perse, ancora una volta, in un esborso. La camicia in vetrina ci serve per l’ufficio e le scarpe marroni? E la giacca? Almeno una marrone ci deve essere nell’armadio…e non un cauterio.Rientro da quindici ritempranti giorni in Terra Sicula. Contatti umani intensi, cercati, abbracciati. La voracità per fili e trame mi accompagna a bussare a porte che si aprono con inspiegabile benevolenza, una fiducia non attuale che profuma di agrumi e tempi andati.
Interagisco, ovvio, con le Super Over, poiché sono loro e solo loro, custodi di segreti di un’arte candida, tanto rara quanto espressiva, di femminilità mediterranea e carnale.
Scampanello a Pina, chiedo dei pizzi…mi presento…potrei essere una truffatrice…entro con accento veneto nel buio atrio come entrassi da una zia. Il sorriso di una signora dall’abito grigio, capelli grigi, spettinati. Accolta in famiglia. Si fa buio e sono ancora coccolata da racconti di vita; semplicità umile e dignitosa, dedizione a sacre tradizioni, ma sopra ogni cosa, a una passione viscerale e avvolgente per ago e lino. Inebriata, tocco manufatti che mi parlano, raccontano di donne del sole di questi luoghi.
Disposta a tutto pur di possederne uno, chiedo prezzi.
Sono cifre che si quantificano nel siciliano stretto di Pina, cifre che non rendono giustizia, cifre che per una padovana media di trent’anni sono medie, per una ragusana Over sono over.
Lei che rimane china sul tessuto fino alle 4.00 del mattino per plasmare a me, a me, un’opera che sia terminata prima dell’ imminente dipartita. Amore, onorare parola data e l’arte che le consente di racimolare.
Quanta gratitudine offro al suo Essere, riposante, rassicurante, non tormentato. Generoso dispensatore di quella magia scaturita dallo sfiorare la sensazione che si può esistere in pace senza perdersi in spese, in euro, in superfluo, in esteriorità, solo per consolarci o adeguarci a modelli di consumismo bieco e vuoto. Lessi in un libro quanto segue “…mia mamma è convinta che se una cosa non la trovi al mercato di zona, vuol dire che non ne hai bisogno…” e ho molto meditato aprendo le ante dell’armadio una volta riapprodata in quel di Padova.
Come cavolo riesce mia nonna Marcella a risparmiare da una vita? A non sentire il femminile impulso allo shopping, a non cedere a tentazioni di cartelli “Sconti per rinnovo”, “Saldi inizio stagione”?
Un’arte. L’arte di sapersi accontentare. Sempre nel libro sopra citato lessi “…le donne spesso agiscono in base al ciclo stagionale dello shopping tipo rotazione agricola: solo che invece di frumento-grano-orzo-frumento si procede con vestiti-trucco-scarpe-vestiti. Non si può comperare sempre la stessa cosa; occorre varietà…”.
E se facessimo come Pina o nonna Marcella?
Se ci esprimessimo nell’arte di accontentarsi non saremmo più serene?
Che ne pensate?
Io le stimo, le ammiro e le invidio però non riesco. Miseri risultati li ottengo sforzandomi di restare a casa, evitare vetrine, mercati e mercatini, luoghi di possibile perdizione. Prendo aghi e fili, indosso la tuta senza abbandonare le mie collane di pietre dure nel cassetto, accendo la radio.
Ci provo…
Fatemi sapere cosa escogitate e se le Super Over di vostra conoscenza insegnano quanto Pina e Marcella.
Baci

1 commento:

ha detto...

Siamo troppo pressati da questa società consumistica. Io però negli ultimi tempi riesco a non comprare mai niente, guardo e basta e la cosa avviene spontaneamente, non è tanto una questione di risparmio ma di spazio negli armadi..
baci

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