mercoledì 18 marzo 2009

TEA TIME















A cura di Maria Luisa Pozzi

E’ una verità universalmente accettata che uno scapolo in possesso di un buon patrimonio debba essere alla ricerca di una moglie.”

Riconoscete le parole? E’ Jane Austen.
Avrete già capito che oggi , il menù offre “Orgoglio e pregiudizio” , un libro di tanti anni fa.
Ma che continuiamo a leggere. Dal quale registi continuano a trarre film. Poi ci sono autori, più o meno famosi, che, di questo romanzo, scrivono prequel e sequel(orribili parole per dire quello che succede prima dell’inizio e dopo la conclusione della storia).

Lo continuiamo a leggere perché i rapporti fra uomo e donna sono sempre problematici, come nel testo dell’impareggiabile single di inizio ‘800.

Elizabeth, la protagonista, sfida il ricco e aristocratico Darcy per affermare le sue scelte e i suoi valori. Accetterà di sposarlo soltanto quando Darcy capirà di aver peccato di stupido orgoglio. Ma anche Elizabeth, dovrà riconoscere che i suoi pregiudizi l’hanno resa ingiusta nei confronti del giovane.
Rileggiamo il romanzo perché la relazione della protagonista con genitori e sorelle ci presenta situazioni sempre attuali: Jane, la sorella troppo buona e quindi incapace di vedere dove si nasconde l’invidia; Mary, sgobbona e pedante che si ritiene superiore ai comuni mortali; Lydia che, da incosciente, sfida le convenzioni senza rendersi conto che non sarà la sola a pagarne il prezzo; Mr Bennet, un padre che, incapace di assumersi responsabilità, delega l’educazione delle figlie a una madre lamentosa e ignorante.
Ci sono tantissimi altri deliziosi personaggi in questo capolavoro: dalla razionale Charlotte pronta a sposare lo sciocco e pomposo Mr. Collins per garantirsi un futuro tranquillo, agli zii di Londra, sempre disponibili ad accogliere e ad aiutare i parenti in difficoltà, fino a Lady Catherine de Burgh, la ricca ed aristocratica zia di Darcy che crede di poter dominare tutti ma viene affrontata e sconfitta da Elizabeth.

Ragazze, impariamo da Elizabeth, questa giovane donna di inizio ‘800. Ha rispetto di sé e rispetto degli altri senza tenere conto, nei suoi giudizi, dalla loro posizione sociale e dai denari che possiedono. E’ pronta a riconoscere i suoi errori e a cambiare opinione sulle persone se ci sono ragioni valide.
Niente male, vero?

Forse questa bella figura femminile ci piace perché da lei continuiamo a imparare quali scelte fare nella vita.

Si. Decisamente vi consiglio di leggere “Orgoglio e pregiudizio”, o di rileggerlo, se lo avete già letto.

In fondo tutte noi crediamo “Che uno scapolo ricco e in possesso di un buon patrimonio …… “

Buona lettura.

Un abbraccio da

Maria Luisa



5 commenti:

Anonimo ha detto...

Jane Austen è una grande della letteratura europea di fine '700: io, appassionato di leteratura "nera", ho amato, soprattutto, il suo romanzo giovanile "L'abbazia di Northanger", nel quale con la sua fine razionalità tipicamente femminile, mette alla berlina gli eccessi di una certa letteratura dell'orrore, nella quale la donne era sempre una vittima predestinata. Tanto più se i suddetti romanzi erano scritti da un'altra donna di successo, sua contemporanea, Ann Radcliffe.
Saluti e applausi da Vladimiro

anonimo ha detto...

Vladimiro, grazie per la tua riflessione. Maria Luisa

Cappe ha detto...

Ciao.
Ho proprio visto l'altra sera il film 'Becaming Jane'...accademico ed elegante mi ha fatto capire che noi donne possiamo incorporare femminilità, dolcezza, fermezza, femminismo, rispetto, cultura, anticonformismo, espressione di sè,ecc...
Vorrei tanto raggiungere questo equilibrio idilliaco...
baci a tutti
CAPPE

Anna Grazia Giannuzzi ha detto...

Ci sono in alcuni rarissimi libri personaggi femminili che ti rendono felice e orgogliosa di essere donna, perchè descrivono le nostre debolezze come un'opportunità e non come un destino inevitabile .

anonimo ha detto...

Care Cappe e Anna Grazia, è bello sentirci orgogliose di essere donne.
Un abbraccio
Maria Luisa

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