mercoledì 26 novembre 2008

RAMPA DI LANCIO

Scrivere rende migliori
A cura di
Lù Mancini

Cari lettori
ho letto di recente un articolo molto bello di un noto psichiatra sulle potenzialità della scrittura, che mi è piaciuto molto e quindi ve ne voglio parlare.
Lo spunto nasce dall’istituzione di un premio letterario organizzato in un istituto di pena alcuni anni fa e adesso esteso ad altri istituti per il grande successo che ha avuto a livello partecipativo.
È stato riscontrato che la scrittura porta in un terreno inesplorato che rende migliori persino chi si è macchiato di tremendi delitti, questo perché quando scriviamo entriamo in un’altra dimensione: possiamo pensare di parlare di noi stessi e della nostra vita invece parliamo anche e soprattutto del mondo esterno, dei rapporti con gli altri e delle relazioni che ne derivano.
Attraverso la scrittura possiamo immedesimarci in tanti personaggi: eroi, bambini, maghi, vecchi e giovani e attraverso quello che scriviamo curare la nostra anima e le nostre paure più recondite.
E’ anche per questo che molti terapeuti consigliano ai loro pazienti di mettere sulla carta tutte le loro ansie più profonde in modo che, attraverso la creatività di un racconto, possano trovare un potente antidoto contro la forza distruttiva del loro male di vivere.
E come viene affermato nell’articolo la scrittura allarga la visione del mondo, ci porta a contatto con l’eterno che abita dentro di noi, dove il male non esiste e la realtà diventa ricca di infinito.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Io scrivo un diario, (che poi lo sai) in realtà è un pò un libretto di appunti, pensieri, impressioni, sfoghi. Esso è assolutamente segreto, ma effettivamente lo trovo molto terapeutico.
La tua amica Adri

Diomira Pizzamiglio ha detto...

Confermo: trovo terapeutico scrivere e pare lo sia soprattutto scrivere romanzi gialli.

ha detto...

Care Adri e Diomira,
mi fa molto piacere trovare dei consensi su quello che ho scritto, anche se un pò si sapeva ed io non ho fatto altro che ribadire questo argomento prendendo spunto da un articolo.
Diomira non sapevo dei romanzi gialli, interessante, voglio provare.
Poi magari vi parlerò dell'esperienza, quando avverrà.

Anonimo ha detto...

c'è scrivere e scrivere.quello per se stessi e quello per gli altri.
lo sfogo personale vive in un quaderno,nascosto sotto i fazzoletti del comodino,la forza creativa si nutre della luce del p.c. ed è sotto gli occhi di tutti.
antonella

ha detto...

Cara Antonella
scrivere per se stessi è diverso rispetto allo scrivere per altri, è vero, ma in ogni caso la scrittura è utile per la propria interiorità. Nulla vieta di partire da un diario intimo e finire con lo scrivere per gli altri alla luce del sole.

anonimo ha detto...

Uso la scrittura in una comunità di donne in recupero da tossicodipendenza e alcolismo e, mi dicono, che la scrittura le aiuta molto a superare alcune angosce. La psiologa che le segue è dello stesso parere.
Un abbraccio
Maria Luisa

ha detto...

Cara Maria Luisa,
la tua esperienza avvalora le nostre tesi e il piacere della scrittura.
un abbraccio

Maddalena ha detto...

Accidenti se è terapeutica la scrittura, io scrivo, ma scrivo tanto soprattutto quando sento di dover buttare fuori qualcosa nel bene e nel male; poi quando so di scrivere per me non posso barare e quando mi rileggo mi senve tantissimo.

ha detto...

E' proprio così
grazie Maddalena per il tuo contributo e grazie a tutti i lettori.

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