venerdì 9 maggio 2008

NOTE BLU


MADAME ET MONSIEUR MR. SONNY ROLLINS
A cura di Ilenia Firetto

Da oggi inizierò a parlarvi degli artisti che quest'anno saranno ospiti della kermesse jazzistica più importante d'Italia e d'Europa: l'UMBRIA JAZZ.
Il primo musicista con il quale mi sembra doveroso aprire questa mia serie, è Theodore Walter Rollins in arte Sonny Rollins, uno dei più importanti rappresentanti ed interpreti dell'hard bop, genere musicale più aggressivo, più caldo di quello di Charlie Parker o Dizzy Gillespie, ma soprattutto, duro, robusto, come si evince dal significato della parola stessa.
I primi esponenti del nuovo corso musicale furono Clifford Brown, Max Roach, Horace Silver, Art Blakey e Sonny Rollins.
Mr. Rollins nasce ad Harlem il 7 settembre del 1930, il suo approccio con la musica avvenne quando, ad 11 anni iniziò a prendere lezioni di piano e di sassofono contralto prima per passare poi definitivamente al tenore.
Scoprì il blues grazie ad uno zio sassofonista appassionato del genere, che gli trasmise questa passione. Sonny, dunque, negli anni di studio, cercò di assorbire quanto più poteva dagli interpreti che lo precedettero, Parker, Lester Young, Coleman Hawkins e perfino il pianista Thelonious Monk.
Negli anni '50 le preziosità armoniche e timbriche, le voci strumentali morbide, furono ben presto dimenticate dai jazzmen, ciò che importava adesso era improvvisare dall'inizio alla fine.
Terminati gli anni '40, Rollins era talmente già tanto bravo da iniziare a suonare con i musicisti suoi idoli tra cui Miles Davis e Thelonious Monk, per poi entrare nel 1955 nel quintetto di Clifford Brown e Max Roach.
Negli anni seguenti incise diversi dischi che gli permisero di essere considerato uno dei migliori sassofonisti dai tempi di Charlie Parker.
Anche in tempi recenti, Mr. Rollins ha lasciato emergere l'entusiasmo per la sua musica degli anni della sua gioventù, con un funk molto più rilassato e con del soul contagioso.
Rimane, comunque, un improvvisatore snza eguali, nessuno, infatti, come lui fu in grado di esplorare il registro grave hard del sassofono.
Un suo sogno era quello di realizzare un'incisione da solo e ciò avvenne il 19 luglio del 1985 nel giardino delle sculture del Mo.Ma. di New York.
La sua esibizione durò 56 minuti e 4 secondi, fu incisa dal vivo e riportata su cd "Solo Album" della Milestone. Sempre per questa etichetta vi segnalo "Falling in love with jazz" e "Jazzstars in concert" con McCoy Tyner e Ron Carter (mitico contrabbassista) ed ancora St. Thomas 1959 (live), Rollins plays for Bird del 1956.
Concludo con uno stralcio di un'intervista di Arrigo Polillo a Sonny Rollins a proposito del suo rapporto con i giovani musicisti:
"...Mi riallaccio al discorso dell'energia. Io ne ho perchè ho fatto una gavetta a volte crudele ed ho dovuto lottare per emergere. Loro ne hanno di meno perchè hanno trovato tutto più facile.
....Non dobbiamo rimproverarli se spesso si dedicano alla rivisitazione degli stili dei decenni trascorsi. Negli ultimi cinquant'anni la musica è andata troppo di fretta ed è giusto che i giovani e dotati musicisti cerchino di approfondire quello che già esiste.
...E' importante soprattutto che i giovani suonino bene e attirino su di sè l'attenzione degli ascoltatori, visto che il jazz è ormai una musica universale. Il periodo attuale, negli Stati Uniti, come in Europa ed Estremo Oriente è molto critico.
Siamo consumisti, stiamo distruggendo il pianeta. Questo è il dilemma fondamentale di oggi, anche più del razzismo: lo afferma un nero che ha provato il razzismo sulla propria pelle.
Se andiamo avanti così, tra vent'anni sarà il caos. Su questo enorme problema la musica ha una funzione fondamentale, perchè chi ascolta deve ricevere i messaggi giusti e deve riflettere. Che poi sia anche musica nuova è secondario."
Il concetto si ripete, impariamo ad ascoltare.

6 commenti:

Maddalena ha detto...

Prima o poi ce la farò ad andare ad Umbria Jazz, devo solo aspettare quei cinque o sei(cento) anni che i miei figli crescano. uffa!!!

IleniaF ha detto...

Ma no, caraaaaaa!!!!
Invece, quando i tuoi figli crescono devi portarli con te, assolutamente!
Sarà un'esoerienza bella, anche da condividere insieme, ti assicuro.
Io sono andata da sola, ma secondo me sarà molto più bello andarci con qualcuno anche perchè avresti modo di confrontarti, di commentare, da soli è un pò così, anche se io a dire il vero, quando ascolto il jazz, durante i concerti, ho bisogno di stare da sola, mi concentro e mi rilasso.
Non essere così pessimista!!!!!!!

Diomira Pizzamiglio ha detto...

Dio, come mi fai sentire ignorante!
Grazie perchè così sproni la mia curiosità.
Olre al cannolo, porta quaalche cd così colmo la voragine di ignoranza con qualche nota...

Katia Ceccarelli ha detto...

sei sempre così chic nelle tue scelte

Anonimo ha detto...

..la classe non è acqua..
antonella

IleniaF ha detto...

Care ragazze tutte, grazie...mi fate arrossire!!!!
Diomi, non devi assolutamente sentirti ignorante, sai quante cose io sconosco!!! Comunque insiema al cannolo ti porterò anche il sax di Rollins.
Katia grazie detto da te sinceramente è davvero un bel complimento....
Anto, che dirti sei sempre un tesoro.
Vi bacio tutte e soprattutto ancora grazie

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