mercoledì 30 aprile 2008

TEA TIME



La chimera di Sebastiano Vassalli, Einaudi tascabili
a cura di Maria Luisa Pozzi

Chi mi aiuta ad interpretare il titolo? Perché “La chimera”?
Un sogno irrealizzabile, privo di qualsiasi rapporto con la realtà?
Oppure l’orrendo mostro della mitologia greco– romana con la testa e il corpo di leone, una seconda testa di capra sulla schiena e la coda di serpente?

La storia è ambientata all’inizio del 1600 a Novara, allora dominio degli spagnoli. Nascono molti bambini illegittimi, in questo periodo, come spesso accade durante le dominazioni straniere.
A quei tempi, i neonati venivano abbandonati sulla grande ruota in legno situata all’ingresso della Casa di Carità di Novara. Anche Atonia, la protagonista, è un’”esposta”.

A sei anni viene adottata da una famiglia contadina di Zardino e cresce bellissima e indipendente. Attira ben presto l’attenzione degli uomini e le ire del prete, il fanatico Don Terenzio, che la proibisce l’ingresso in chiesa per aver avere osato danzare con un soldato tedesco. Poi la denuncia per stregoneria, “in quanto questa Atonia incita i villani a trasgredire alla legge del Signore , ed ai suoi comandamenti e alle sue decime.” Gli atti del processo registrano che, quando Don Terenzio minacciava l’Inferno, Antonia rispondeva che “Paradiso e Inferno sono quaggiù in terra e che, oltre la morte non c’è niente ‘un gnente grande come il cielo, et in quel gnente le favole dei preti’.
Antonia viene arrestata e torturata, impazzita di dolore urla, piange , implora i carnefici, maledice l’Inquisitore; “ma nelle risposte che poi diede , e che il cancelliere trascrisse, la sua rabbia e disperazione diventano eroismo, volontà di vincere gli aguzzini nell’unico modo possibile, cioè dimostrandosi più forte di loro.”
Viene condannata al rogo. Le affermazioni eretiche della “strega”, disse l’Inquisitore, si riferivano a tre argomenti. “Il primo era l’inutilità dei preti, parassiti delle campagne e del mondo intero; il secondo era la natura soltanto simbolica del Cristo (‘ce ne sono stati tanti Gesus Cristi’)”; il terzo era l’origine del peccato originale. Dice Antonia, “la prima colpa è la bugia dei preti. Dicono che sanno ciò che non sanno; danno nome a ciò che non ha nome. Quello è il primo peccato. Il resto seguita.”
Antonia viene arsa sul rogo a venti anni, per la sua bellezza, ritenuta satanica, per il suo spirito indipendente e per avere osato pensare autonomamente.

Una storia dolorosa ma bellissima, scritta in una prosa splendida.
Ma perché “La chimera”? Sappiatemi dire.

Un abbraccio a tutte e tutti.
Maria Luisa

4 commenti:

Kalar ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Katia Ceccarelli ha detto...

Sembra un taglia e cuci della saga di Angelica di Anne e Serge Golon

Anonimo ha detto...

Sig.ra Pozzi,

i suoi commenti sono sempre eccellenti: in due parole riesce a trasmettere l'essenziale e a incuriosire i potenziali lettori. Tra l'altro i libri scelti sono senza dubbio interessantissimi. Volevo chiederle: la storia narrata nel libro che ha recensito è accaduta veramente?
Mi raccomando: pubblichi presto altre recensioni, magari di biografie di personaggi storici, che sono la mia passione.
Con i miei migliori saluti!

anonimo ha detto...

Cara Katia, non conosco Angelica (ma ho visto i film.)Il libro di Vassalli é decisamente splendido.
Caro Anonimo, grazie per le sue parole.Il libro cita spesso gli atti del processo e le parole di Antonia all'inquisitore. Temo, quindi, che sia una storia vera - e molto dolorosa. Prossimamente cercherò di recensire una biografia.
Un abbraccio a tutti.
Maria Luisa

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