lunedì 10 marzo 2008

4BIT@BAR


INTERVISTA A MASSIMILIANO NAVACCHIA
A cura di Roberto Scano

Siamo in compagnia di Massimiliano Navacchia, esperto di Web Promotion e responsabile agli eventi di . Cosa significa Web promotion e, soprattutto, serve veramente?
Bene, ringrazio Roberto e tutti voi per l'invito a fare quattro chiacchiere sulla mia vita personale, professionale, sociale. Inizio dicendo che non mi reputo affatto un esperto di web promotion, ma una persona estremamente curiosa che da diversi anni studia la promozione di idee, siti e contenuti sul web e che con il passare del tempo ne ha fatto il proprio lavoro, cercando di fornire, a problematiche come il posizionamento sui motori di ricerca, l'internet marketing e la promozione online ed offline, soluzioni eticamente corrette.
Partendo da questa premessa mi pongo, differentemente da quanti reputano la web promotion come un insieme di fredde tecniche atte a forzare e quindi, sotto una certa ottica, frodare motori di ricerca, competitors, utenti e uomini, dalla parte di coloro i quali reputano la qualità e la correttezza formale di contenuti e contenitori (leggasi siti web), attentamente progettati secondo regole e specifiche universalmente riconosciute e condivise.
Una volta appurato che queste fondamenta siano ben consolidate, alcune tecniche comunicative di promozione ed ottimizzazione improntate sempre e comunque ad un marketing etico andranno ad agevolare il reperimento dei nostri siti e dei nostri contenuti da parte di coloro che si affidano ad internet ed ai motori di ricerca.
Sia tramite le mie personali attività, presenti o collegate al mio sito web navacchia.it , che tramite l'Associazione no-profit IWA Italy cerco ogni giorno di far comprendere l'utilità della web promotion come strumento di inclusione e non di speculazione, motivo per il quale la reputo assolutamente necessaria, oltre che per aziende che vogliono e devono essere presenti sul mercato globale, anche per istituzioni, associazioni ed enti pubblici che hanno a cuore il miglioramento ed il bene del singolo e della collettività.

Sappiamo che ti interessi anche di storia antica, soprattutto di egittologia. Come mai questa passione? E cosa ti ha affascinato di più?
Credo che il futuro prospetti ad ognuno di noi diverse chiavi di lettura, date da variabili incerte, destino e corsi e ricorsi storici. In questa ottica credo che conoscere appieno il passato per poter vivere più serenamente il futuro sia una delle chiavi di lettura, non solo per i grandi eventi, ma allo stesso tempo per la realtà quotidiana che viviamo nella nostra vita sociale e familiare.
Da un punto di vista antropologico mi affascina molto pensare che gli usi ed i costumi dei nostri tempi siano direttamente discendenti da persone che come noi hanno vissuto problemi simili ai nostri in una dimensione distante per qualità e aspettativa di vita.
Proprio riallacciandomi a quanto sopra sono rimasto colpito dagli antichi egizi sia per il misticismo e le imponenti strutture, oggi dopo più di 50 secoli impensabili da costruire, che per la presenza nella quotidianità dell'alternanza luce-buio, vita-morte che, sebbene modificata dalle evoluzioni socioculturali e religiose viviamo tutt'ora.
Infine, in questo breve sunto, dobbiamo considerare che similmente ad altre popolazioni antichissime la nascita e la storia egizia si fondono con il mito e la leggenda, facendo sognare città e civiltà che si perdono nella notte dei tempi.

Ti occupi di comunicazione: secondo te come è cambiato il modo di comunicare grazie alla rete?
Posso affermare con una certa sicurezza che gli antichi egizi non avessero connessioni ad internet molto veloci :-)
Passata questa orribile battuta che rimarrà nella storia dei blog, credo che rispetto ad alcuni anni fa, quando i trentenni di oggi andavano a scuola, il mondo e l'Italia siano totalmente cambiati.
I cellulari a metà degli anni novanta e la rete ultimamente, soprattutto con l'avvento di connessioni sempre più veloci e sempre meno costose, hanno obbligato i giovani prima e quelli della nostra generazione poi, ad avere una presenza qualitativamente importante e prolungata nel tempo in luoghi sociali virtuali, cambiando quindi modalità comunicative sia nella sfera personale che in quella istituzionale.
Oggi occorre essere sempre aggiornati sulle innovazioni e sugli ultimi servizi presenti sulla rete, tanto che spesso persone che si dedicano alla comunicazione devono investire alcune ore al giorno per rimanere informati su vere mode e false novità.
La stessa interazione tra gli utenti, alla base del boom del web 2.0 che a mio avviso si scosta dal passato quasi unicamente per l'approccio alla socialità ed ai contenuti dei siti web, piuttosto che alla tecnologia con cui sono realizzati, è segno che le comunità virtuali presenti sul web sono state definitivamente sdoganati dalle nicchie di teenagers, che comunque su internet hanno una grande presenza numerica.
Credo, anzi sono convinto, che comunicare in maniera multidirezionale, differentemente da i media da sempre presenti nelle nostre case, porterà ad una rivoluzione comunicativa inevitabile che obbligherà singoli, aziende ed istituzioni a riscrivere le regole del "vivere insieme" togliendo quote di mercato alla passività di giornali e televisioni tradizionali. Proprio la presenza maggiore di Internet su questi ultimi, presumibilmente in tempi brevi, sarà segnale di un decisivo e irrefrenabile cambiamento.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
In questo periodo ho potuto riassaporare, per motivi strettamente personali, l'importanza ed il piacere del tempo trascorso insieme alla famiglia ed agli amici, spesso riscoprendo i luoghi magici di Bologna, la mia città, e di tutta l'Emilia-Romagna.
Tra l'altro io e mia moglie abbiamo in programmazione di allargare la famiglia e di cambiare casa in tempi brevi, anche per stare più vicini a genitori e parenti.
Professionalmente parlando invece, come ben sanno i miei colleghi, continuo e voglio continuare a elaborare progetti, idee ed eventi che abbiano l'uomo come protagonista assoluto al centro della vita reale e virtuale. Per fare questo sono fermamente convinto che si debba intraprendere la strada di una comunicazione universale, sincera, senza preconcetti e soprattutto libera e fruibile.
Pragmaticamente vorrei spazzare via ogni dubbio dal mercato attuale, secondo un percorso da me intrapreso alcuni anni fa, sull'importanza dell'accessibilità piena e reale dei contenuti come naturale filosofia per la comunicazione, la promozione e la divulgazione di idee, persone, opportunità nel web.
Questo è ora principalmente il mio lavoro e la mia passione.
Riallacciandomi alla prima domanda e chiudendo infine il cerchio del discorso, vorrei nel futuro avere sempre maggiore tempo a disposizione per poter migliorare l'approccio che utenti e operatori hanno nei confronti dell'etica e della meritocrazia vera o presunta, che determina la reperibilità di informazione sulla rete e credo che IWA ed i professionisti altamente qualificati che ne fanno parte siano compagni di viaggio affidabili per raggiungere questo ed altri obiettivi.

3 commenti:

Katia Ceccarelli ha detto...

Molto interessante, anzi, facciamoci dare due dritte da questo esperto del settore.

Ely ha detto...

Bene! Un pò di umanità in questa fitta rete di virtualità ci voleva proprio.
Non sapevo dell'esistenza di questa figura professionale. L'evoluzione del multimediale è inarrestabile!

Massimiliano Navacchia ha detto...

@Katia
Molto volentieri, non avete che da chiedere ;-)

@Ely
Personalmente spero come te che "evoluzione" voglia sempre più significare "umanità".
Sicuramente una maggiore presenza femminile può facilitare questo cambiamento.

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