venerdì 30 novembre 2007

EQUILIBRISMI QUOTIDIANI

DONNE E MOTORI ...
a cura di Maddalena Morandi


Donne e motori, gioie e dolori ... . Così si dice. Riferendosi a ciò che questi due "oggetti" possono essere per l'uomo.
Quello di cui non si discute quasi mai è invece il rapporto che una donna ha con la sua autovettura.
Generalmente le interessa: più o meno solo il colore e che cammini. Quanto alle prestazioni tecniche sono sconosciute, non perchè una donna non riesca a capirle, ma perchè non le importano minimante; l'auto è un contenitore di cose e persone e serve come mezzo di trasporto.
Fine.
Quindi è normale che la si faccia lavare quando ce n'è bisogno (quasi mai) e le si faccia il pieno, quando è vuota ( proprio all'ultimo minuto, prima di rimanere a piedi).
Quanto all'interno è uno spettacolo, ci si può trovare nell'ordine:
1) i trucchi, perchè al semaforo è di rito un'aggiustatina;
2) una bottiglia di acqua, a metà, perchè bere fa bene, solo che ci si dimentica e all'occorrenza, l'acqua è lì da un mese ed è imbevibile perchè puzza;
3) le ultime tre/quattro liste della spesa;
4) delle biro, che di solito non scrivono;
5) gli avvisi scolastici dei figli, che all'occorrenza non trovi mai;
6) della posta, scaduta;
7) l'ultima circolare d'aggiornamento professionale, che devi assolutamente leggere, ma che è già di un trimestre fa;
8) le buste delle carte dei Pockemon, di tua figlia;
9) il cellophan del topolino di tuo figlio;
10) una quantità incredibile di briciole;
11) un libro che avevi comperato quest'estate e che ti sei ripromessa di leggere;
12) dei post-it che non si incollano più;
13) la calamita della Madonna di Lourdes che speri tanto che vegli su di te, perchè tu da sola non ce la fai;
E chi più ne ha, ne metta.
L'auto è un'appendice di noi stesse, rappresenta il caos in cui cerchiamo di destreggiarci e volte è anche la nostra valvola di sfogo: chi non è mai andata a fare un giro in macchina a vuoto, per schiarirsi le idee; oppure chi non ha mai pianto in macchina per sbollire la collera. Insomma è vero che senza auto non si può stare per motivi logistici, ma anche sentimentali: è un involucro che ci protegge!

5 commenti:

Ely ha detto...

Ciao Maddalena
condivido appieno ciò che hai appena scritto nel senso che anche la mia auto è così "incasinata". E siccome non rispetta l'immagine che gli altri hanno di me si stupiscono di gran lunga quando ci entrano. Io allora scrollo le spalle dicendo loro che se avessi più tempo, forse...
Ed anche a me è capitato di farmi dei lunghi pianti liberatori, come se mi sentissi in contenitore stagno che non permettesse agli altri di sentire i miei sfoghi. Non parliamo poi degli allunghi fuori programma per sentire una canzone che mi piace a tutto volume e riprendere poi il giusto contegno a 100 metri da casa!
Bel post simpatico e molto veritiero.
Bacioni
Ely

Maddalena ha detto...

Grazie Ely, tra un pò nella mia auto posso piantare qualcosa, oggi ci sono foglie che si trasformeranno in umus ...

Maria Cristina Campagna ha detto...

Devo dire che hai ragione sul fatto che l'auto sia un'appendice di noi stesse e un involucro che ci protegge. Quanti pianti! Quante canzoni cantate a squarciagola con il volume a mille ricomponendoci, come dice Ely, prima di arrivare a casa o anche prima di un semaforo.
Ma c'è una parte di me molto maschile a cui piace sapere come funziona il motore e quando vado dal meccanico seguo con attenzione tutto il lavoro. Insomma l'auto è parte della famiglia.

Monica Caboi ha detto...

aggiungerei:
1)cicche di sigarette
2)cd, d'estate mezzo sciolti dal sole
3)vanity fair
4)caramelle e gomme
5)la sabbia del mare
6)una giacca che pensavi di aver perso
7)occhiali da sole

Maddalena ha detto...

Bene bene, vedo che la vettura ci accomuna, mal comune mezzo gaudio!

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