lunedì 28 maggio 2007

EstremaMente

Le donne e la sfida della Maratona
di Antonella Passoni

La maratona al femminile ha impiegato molti anni prima di affermarsi.Gli uomini ci hanno ammesse ai giochi olimpici solo nel 1928,ben 32 anni di ritardo rispetto a loro!Ma non è tutto.La massima distanza percorribile assegnata alla donna era gli 800 mt.Solo nel 1972 si arrivò ai 1.500!Per essere ammesse alla gara più bella del mondo,la maratona,abbiamo dovuto faticare non poco per convincere organizzatori e medici che il fisico femminile fosse preparato a sostenere una distanza così lunga.Solo nel 1984 la maratona femminile fu ammessa ai giochi olimpici,nell'edizione di Los Angeles.Quasi cento anni di distanza rispetto alla prima maratona maschile.Due grandi donne che hanno contribuito a farci uscire dalle "riserve indiane" dei corpi deboli ed incapaci di sopportare tali sforzi,sono state Grete Weitz e Joan Benoit,due vere proprie leggende della maratona.La maratona al femminile si è evoluta rapidamente.Dopo essersi affermata faticosamente nelle discipline dell'atletica mondiale ufficiale,ha fatto in poco meno di vent'anni passi da gigante.Negli ultimi anni ,sulla scena mondiale è apparsa Paula Radcliff che portò il record prima a 2h17'18"(maratona di Chicago 2002) poi stupì il mondo intero alla maratona di Londra vinta in 2h15'25" nel 2003.In Italia le battaglie femministe,purtroppo, non sono riuscite a far emergere le donne nello sport.Alla base manca una giusta motivazione.Motivazione che gli uomini imparano da bambini,mentre a noi viene raramente trasmessa.

4 commenti:

Ely ha detto...

Condivido pienamente il tuo punto di vista sulla motivazione. Ma non sono sicura che questo sia l'unico motivo di questo nostro enorme ritardo. Credo che tocchi molte altre corde... Educazione, cultura, stereotipi ma soprattutto DNA. Se sono poche le donne con questa fortissima motivazione sportiva in questa specifica disciplina è anche una questione di scelte. La maratona è, da quel poco che so, uno sport decisamente faticoso ma soprattutto poco "frequente". Insomma allenarsi per ottenere dei riconoscimenti importanti può significare anni e anni di fatica e di sudore rispetto ad alre seppur faticose discipline.
E chi seglie questo bellissimo percorso fondamentalmente ama soprattutto correre, correre e correre. E di questo amore ne fa una vera sfida.
Comunque sia io nel mio piccolo faccio ciò che posso per alimentare autostima e motivazione tra le piccole donne che conosco. Perchè da adulti è sempre più difficile farlo.
Viva la motivazione e la maratona al femminile!
Ely

Anonimo ha detto...

le ragioni che "vietavano" la partecipazione femminile alla maratona erano dettate dai maschi che ritenevano lo sforzo prolungato inadeguato al gentil sesso.
L'aver sfatato quel tabù ha significato un affrancamento per molte atlete anche se in molti maschi (e tante donne)permane l'idea che lo sport in generale e la corsa in particolare (il più semplice gesto sportivo che si possa fare) siano perdita di tempo.
Ancora oggi la percentuale di partecipazione delle donne alle gare si aggira tra il 10 e il 20% di quella maschile, e in tanti tanti casi una delle motivazioni consiste nella opposizione (o quantomeno scarsa condivisione) del partner. Devo dire che lo stesso problema, seppure in misura minore, viene subito dai maschi.

antonella ha detto...

42km e 195 metri.Ely,questa è la maratona.Mesi di preparazione e tanta forza mentale per sopportare carichi di lavoro a volte molto pesanti.Spesso non sai dove incastrare l'allenamento,se saltando il pranzo o alzandoti all'alba oppure andando a correre anche se diluvia.Perchè si fa?Perchè è una spinta che ti viene da dentro,non da fuori.Non devi e non vuoi dimostrare niente.Ami correre e la sfida della maratona ha un fascino intenso.E' un mondo a se,ed a poco in comune con le altre specilità della corsa.L'autostima cresce e il corpo diventa magro e forte.Non anoressico,magro e debole, come ci impone la moda.

antonella ha detto...

Per Anonimo.
Se il partner non condivide una nostra passione,pazienza,anzi meglio:condividere sempre tutto,alla lunga diventa noioso.Un pò di autonomia è ossigeno per la coppia.Se invece la ostacola, meglio cambiare partner!

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