lunedì 23 aprile 2007

Note Blu


CHAPTER 1: LE ORIGINI

Eccoci finalmente!
Siete pronte per questo travolgente e coinvolgente viaggio alla scoperta della musica blues e jazz?
Prima di iniziare vorrei, però, rendervi partecipi di come è nato in me l’amore e la passione per questo genere di musica.
Mi trovavo a casa del mio ex. In attesa del suo arrivo, frugando tra le sue cassette, 10 anni fa i cd erano pura utopia per me, me ne colpì in particolar modo una ed un nome…Billie Holiday.
Inserii la cassetta nel mangianastri e rimasi davvero stupita e meravigliata al sentire una voce di donna; non so cosa mi aveva portato a dare per scontato che Billie Holiday fosse un uomo.
La cosa strana fu che quella voce, così struggente e lamentosa, provocò in me una reazione completamente inaspettata…piansi e le mie erano lacrime di forte emozione, la sua voce aveva toccato corde della mia anima che fino ad allora erano rimaste sopite.
Capii, allora, l’importanza di questa musica.
Il jazz prende origine dalle espressioni vocali della musica folkloristica nera del Sud degli Stati Uniti, i cosiddetti folksongs. Questi canti, seppur allo stato embrionale, furono i precursori delle ballate e dei blues rurali.
Il blues, come il jazz, nasce e si sviluppa in seguito alla schiavitù della comunità nera nel Sud degli U.S.A..
All’incirca dopo il XVIII secolo, alcuni negrieri, possessori di colonie in Africa, intrapresero il trasporto dei neri in America.
Iniziò, così, la grande deportazione e la schiavitù. I neri della Louisiana, pur essendo schiavi, però godevano di maggior libertà di quella di chi era stato insediato nei possedimenti inglesi e puritani e questo spiega perché i primi blues nacquero a New Orleans e sulle sponde del Missisipi.
I canti che riecheggiavano nelle piantagioni di cotone, di canna da zucchero, di granoturco ed in generale nei vari luoghi di lavoro del Sud negli anni della schiavitù furono espressione della loro spiritualità, dei loro usi ed attraverso questi trovarono il coraggio di esprimere la loro angoscia per la condizione in cui versavano, in un lamento di dolore.
Nascono i worksongs ovvero i primi blues!

6 commenti:

Monica Caboi ha detto...

Finalmente Ilenia!!!!!
Che cosa buffa anch'io all'inizio credevo che Billie Holiday fosse un uomo: un pò per il nome, un pò perl a voce roca, chissà!
O siamo due rincitrullite o è verosimile la mia ipotesi!!!
Baci baci

IleniaF ha detto...

Ciao Monica, sei tornata, allora!!!!
Che siamo due rincitrullite mi sembra esagerato, anche se in realtà, era quello che avevo pensato anch'io, ma il nome inganna e anche tanto......
La voce, però, è unica!!!!!!
Aspetto, adesso , il tuo post!
Un bacio.

Monica Caboi ha detto...

Ciao Ilenia,si sono tornata ma non del tutto...almeno con la testa....
Il mio post c' è già è quello del 19 Aprile, s'intitola "L'amore non è dialettico"...leggi e fammi sapere.
Baci baci

p.s effettivamente "roca" non è il ermine esatto!!!

Anonimo ha detto...

Ciao Ileniaf!
Ho letto l'articolo e il soggetto in questione, da sempre ha suscitato un notevole apprezzamento alla sottoscritta.
Leggere il tuo articolo mi ha fatto molto piacere, complimenti per l'iniziativa!
R

IleniaF ha detto...

Ciao R., ti ringrazio per i complimenti!
Apprezzo molto che tu mostri interesse per l'argomento in questione, allora spero di aver trovato in te una fan affezionata!
A presto con il prossimo articolo!

daniele ha detto...

...io ti posso solo dire che gli u2 le hanno dedicato un bellissimo pezzo del loro repertorio: HANGEL OF HARLEM...se ti sembra poco! Questa è la prima e l'ultima volta che intervengo su un blog al femminile... baci :)

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