giovedì 12 aprile 2007

RAMPA DI LANCIO


Eccomi qua,
prima lezione
è meglio scrivere in prima o in terza persona?
Questo è sempre stato il mio dilemma per diversi motivi
Se scrivo in prima persona mi sembra che la storia sappia di “autobiografico”
Scrivere in terza persona mi sembra più da romanzo ed ho l’impressione quindi di non scoprirmi troppo.
In realtà questo è un falso problema: qualunque cosa scriviamo sia in prima persona sia in terza persona mettiamo dentro sempre e comunque qualcosa di noi, anche quando scriviamo degli “altri “ raccontiamo qualcosa di noi. Quello che scriviamo parla dei nostri pensieri, delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti sempre, non ci possiamo nascondere.
Il mio consiglio è di scrivere come meglio sentiamo, molte storie ci sfiorano e attraversano la nostra vita, direttamente o solo trasversalmente, se sentiamo di poter raccontare meglio una storia in prima persona facciamolo! Non dobbiamo aver paura di mettere a nudo la nostra anima, perché è questo che facciamo con la scrittura: ci mettiamo a nudo, anche quando non parliamo direttamente della nostra vita, in realtà lo stiamo già facendo.
E’ importante scrivere con l’anima, se schermiamo i sentimenti il lettore se ne accorge, dalle pagine deve vibrare con forza il personaggio attraverso il nostro più intimo sentire.
Io per esempio sento di potermi esprimere meglio in prima persona, quindi mi cimenterò con la prima persona.
Secondo consiglio: cerchiamo il nostro stile, diamo un imprinting al nostro modo di scrivere e qui vi riporto una citazione sullo stile di Jean Paul Sartre da una lezione della nostra Patrizia:
Secondo Sartre “Il lavoro sullo stile non consiste tanto nel cesellare una frase, quanto nel conservare permanentemente nel suo spirito la totalità della scena, del capitolo e oltre, del libro intero. Se si ottiene questa totalità si scrive la frase riuscita, in caso contrario la frase stonerà o sembrerà gratuita”
Lo stile quindi è quell’essenza che differenzia un racconto da un altro , che fa riconoscere l’autore.
Terzo consiglio: quando scrivere?
Noi tutti abbiamo tremila impegni lavorativi familiari personali ecc..quindi quando scriviamo?
Ritagliamo un’ora della nostra giornata da dedicare alla scrittura, anche se ci sembra di non avere assolutamente tempo, proviamo comunque a cercarlo, e una volta trovato inseriamolo nelle nostre abitudini quotidiane. Scegliamo il momento che va meglio per noi, può essere al mattino presto svegliandosi un po’ prima, a meno che non ci si svegli già prestissimo (come me che mi sveglio verso le 6.00!) oppure la sera, oppure in un qualsiasi momento della giornata che possa andar bene per noi.

Proviamoci!!!

4 commenti:

Ely ha detto...

Ciao Lu'
hai proprio ragione e mi sa che esprimendoti in prima persona tu sia stata veramente molto chiara ed esaustiva!
Mi è piaciuta la tua lezione ed è vero in qualsiasi modo ci si presenti tendiamo comunque a mettere qualcosa di noi stessi.
Per quanto riguarda lo stile, non avevo mai pensato che questo si dovesse per forza "marcare".
Mi spiego. Credo che, raggiunta una certa maturità emotiva ed intellettiva, certe cose vadano da se. Ciò che si legge dovrebbe portare all'arricchimento e non più all'imitazione di altri autori producendo così una sorta di individualità.
Anche perchè è proprio vero che se non è "nel tuo stile" qualcosa poi stona!
Quando scrivere? Bella domanda.
Ti assicuro che il tempo è davvero molto poco. Ed ormai mi sono organizzata nel modo più semplice e ti dirò a me più appropriato: un bel quaderno a righe con i fogli preforati con una bella copertina arancione.
In questo modo scrivo senza nessun ordine di spazio senza scordarmi però data e titolo e quando ho il pc acceso trascrivo su file.
Metodo forse superato ma molto efficace.
Appena ho un'idea vado e butto giù...
Scusa il dilungamento, avevo due minuti in più!
E scusa la punteggiatura, un pò di libertà a volte è davvero rilassante.
Ely

ha detto...

cara Ely, sono contenta per l'apprezzamento,per lo stile il suggerimento viene dalla mia esperienza del corso di scrittura, l'ho riportato perchè mi sembrava comunque utile, in ogni caso l'importante è scrivere poi ci si può perfezionare nella forma, nell'incisività o in quello che caratterizza uno stile..intanto ci proviamo

Ely ha detto...

Cara Lù
non volevo sminuire il tuo secondo consiglio. Anzi!
La mia era una considerazione personale. Non scambiarla per presunzione.
Credevo che fosse una cosa scontata avere comunque un proprio stile. Ma sicuramente mi sbagliavo e se lo insegnano anche ai corsi, evidentemente mi sbagliavo anche di più.
Ed hai ragione l'importante è scrivere, scrivere e scrivere.
A me esercitarmi servirà a spiegarmi meglio.
Sai questa è già una buona scuola!
Baci
Ely

Naima ha detto...

Lù grazie delle preziosi indicazioni, anche io mi sono ritrovata spesso con il dilemma prima o terza persona!! ..provo di andare nel più profondo di me stessa a sondare le emozioni umane e cerco di tirarle fuori con le parole.. Anche io giro con blocco e scrivo. La sensazione di scrivere con la penna è impagabile, sulla tastiera è tutt'altra cosa, non mi sembra nemmeno di scrivere..
buona giornata

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