
a cura di Maria Luisa Pozzi
Negli anni ‘50 uscì “Bonjour Tristesse” e subito fu scandalo. Le ragazzine per bene non potevano leggerlo, ma noi amiche, tutte sedicenni, ne comprammo una copia e ce la passammo. La consegna era “Leggere in bagno, chiusa a chiave. Poi passare. Chi se lo fa sequestrare lo ricompra.”
Il romanzo scritto da una diciannovenne francese, Francoise Sagan, racconta la prima esperienza sessuale della protagonista, Cecilia, anche lei adolescente. Quella era la parte che ci interessava anche se fingevamo indifferenza.
Il resto, come Cecilia riesca a liberarsi di una possibile matrigna indesiderata spingendola ad un incidente-suicidio, per noi, poteva anche non esserci.
Lessi e rilessi il romanzo, soprattutto “quella” parte. Poi, prima di passarlo all’amica di turno, copiai varie frasi che, di sera, rileggevo, nascosta sotto le coperte, al lume di una pila. Sognavo il futuro.
La descrizione “interessante”, però, mi pareva un po’ peregrina.
Mi aveva afferrata per un braccio e mi tratteneva ridendo. Mi volsi e lo guardai; egli si fece pallido come dovevo esser pallida anch'io e lasciò il mio polso. Ma per riprendermi subito fra le braccia e trascinarmi. Pensavo confusamente: tanto doveva accadere, doveva accadere. Poi fu il girotondo dell'amore: la paura che dà la mano al desiderio, la tenerezza alla rabbia, e quella sofferenza brutale che seguì, trionfando, il piacere. Ebbi la buona sorte (trovando in Cirillo la dolcezza necessaria) di scoprirla fin da quel giorno. [...] Quando andai via, egli mi domandò se gli serbavo rancore, e questo mi fece ridere. Serbargli rancore di quella felicità!...».
Non capivo cosa esattamente capitava in quel “girotondo dell’amore … ( e nella) paura che dà la mano al desiderio, la tenerezza alla rabbia” . Non capivo le ragioni della scelta di Cecilia che si era rovinata, secondo il canone del tempo, per uno di cui dichiara “«Non l'avevo mai amato. Mi era piaciuto e mi era apparso attraente; avevo amato il piacere che mi dava, ma non avevo bisogno di lui».
Anche le mie amiche avevano le idee poco chiare su quello strano rapporto ma era impensabile chiedere a un genitore. Quelli erano argomenti proibiti e, in famiglia, non se ne parlava.
Riletto dopo anni mi rendo conto che quello che avevo trascurato a 16 anni è l’aspetto più interessante del testo: la descrizione di una gioventù bruciata, molto diversa dai loro genitori che avevano lottato per uscire dalle rovine della guerra. Quei ragazzi, la generazione degli anni ’50, nascono in un situazione di benessere ma in un vuoto di valori che, come nel caso di Cecilia, li può portare alla criminalità.
Non so se oggi valga ancora la pena di leggere questo “Buongiorno tristezza” se non per aggiungere un ulteriore personaggio a quella galleria di ribelli della mia adolescenza che si chiamano Holden Caulfield, Marlon Brando e James Dean.
Vi ho incuriosito o sono stata troppo critica? Sappiatemi dire.
Un abbraccio
Maria Luisa





Le amiche di Grimilde









Corvi e avvoltoi infestano la campagna elettorale - che conta più candidati sindaco di una festa Goa - per le elezioni amministrative. Per gli aficionados di questo blog, la notizia è che una di noi ha accettato l'oscura sfida contro i cupi spiriti che incombono sulla politica cittadina. Signori e signore, se questa Bologna asfittica, grigia e monotona vi ha stufato, se aspettavate qualcuno che rinverdisse l'inaridita vita culturale sotto le due torri, l'avete trovato: la scrittrice, giornalista, salottiera più charmante - naturalmente, Patrizia Finucci Gallo - si è candidata al Consiglio comunale. Porterà in dono l'impegno - mai tradito - per le donne e la cultura.

