martedì 3 marzo 2009

NOTE BLU





















Un treno tra le nuvole
A cura di Ilenia Firetto

Da un mese a questa parte la mia vita ha subito un brusco, nonché assolutamente inaspettato, ma elettrizzante, cambio direzione, come un treno che durante il suo percorso, deraglia e non si sa che direzione prenda. E tutto è iniziato, pensate un po’, dalle Note Blu, per la precisione dal Blu Note di Milano, invito ad un concerto dei Matt Bianco, nota band pop-jazz-soul inglese, che ha visto il suo affermarsi, nel panorama musicale britannico ed europeo, negli anni ottanta. Invito che accetto con molto piacere, d’altronde quando mi si invita a vedere dei concerti non mi ferma nessuno e poi era come un tuffo all’indietro, al mio periodo adolescenziale. Ma non vorrei divagare…. il treno, dunque, che ritorna nuovamente nel mio repertorio.
Ricorderete il mio precedente post su il “Midnight Special”, il treno come metafora della libertà per gli schiavi neri d’America, questa volta, invece, il treno, meglio, il movimento dello stesso è inteso come il rapido susseguirsi delle emozioni che mi hanno colto e che si susseguono dentro di me a ritmo sempre più veloce, proprio come le ruote del treno che aumentano, via via, la velocità di marcia.
Poiché a me piace collegare le mie emozioni a dei brani jazz, in questo caso è stato un tutt’uno pensare a Caravan di Juan Tizol e Edward Kennedy Ellington, noto a tutti come Duke Ellington ( soprannome che un vicino di casa del piccolo Edward gli affibiò perché trovava che gli stesse bene ), uno dei più grandi compositori, nonché direttore d’orchestra e pianista americani del ‘900 e al meno conosciuto Daybreak Express sempre del Duca.
Il brano Caravan, anno di nascita 1937, venne definito come uno dei primi pezzi latin-jazz, anche se a ben ascoltare, si posso sentire le chiare influenze del Medio Oriente nella sua melodia. Se drizzate bene le orecchie e chiudete gli occhi a cosa pensate sentendo questo brano?
Sarei proprio curiosa di sentire la vostra, perché a me, la prima volta che lo ascoltai, senza sapere né di chi fosse e ben che meno il titolo del brano, l’immagine prima, che mi apparse innanzi, fu quella di una carrozza che inizia il suo viaggio e va verso una direzione immaginaria.
Ed in questo momento la mia carrozza va, viaggia verso le nuvole, come mi è stato detto da una mia cara amica.
Forse è vero o forse no, ma in questo istante io mi sento in corsa, proprio come il treno di Ellinton, verso la felicità.
Ma ritorniamo a Caravan, analizzando la sua struttura musicale si può notare che la linea melodica del brano è colorata da una mutevole batteria e da un solido contrabbasso. E che dire del piano….fluttua su questo tappeto sonoro così ben fatto con indubbio gusto e scelta di tempo. Nulla è fuori posto, tutto ben elaborato, e tutto ciò rende il brano di un’eleganza che si addice perfettamente allo stile del suo compositore.
Un elemento che salta subito all’ ”orecchio” è certamente rappresentato dal pianoforte e dal contrabbasso all'unisono che accentuano oltremodo l'africanità infuocata e travolgente della batteria attraverso un incedere terzinante.
Vi propongo Caravan nella magnifica versione di Oscar Peterson accompagnato dal virtuosissimo Niels Henning Ørsted Pedersen al contrabbasso, sono sicura che, come è successo a me, resterete a bocca aperta.
Cari lettori aprite cuore ed orecchie e godete di questi doni meravigliosi che Duke Ellington, con la sua musica, ci ha lasciato in eredità.
A volte la perfezione esiste su questa terra!!!
video

6 commenti:

Maddalena ha detto...

Che dire del Duca, niente meglio ascoltarlo e dare spazio alla fantasia ...

Anonimo ha detto...

Cara Ilenia, mi sono emozionato quando hai parlato di Caravan. Era uno dei pezzi che sentivo da bambino assieme a mia mamma su di un polivinile che mi aveva regalato assieme ad un altro pezzo di musica latina dal ritmo coinvolgente, Perfidia, che ci aveva molto affascinato.E' bello ritornare indietro nel tempo sul filo della memoria di melodie che credevo perdute nel fondo dell'anima.
Ciao da Vladimiro

Anonimo ha detto...

biutiful!
:)
anto

IleniaF ha detto...

Carissimi, grazie a tutti!!!
La scelta del pezzo non è caso, ovviamente, e sono molto contenta di sapere, carissimo Vladimiro, di essere riuscita a riportarti indietro nel tempo e di far riemergere le emozioni della tua età puerile.
E' molto bello ritornare indietro nel tempo, è la potenza della musica, che sia jazz, blues, pop o altro, quella di farti viaggiare a ritroso, di rimembrare i bei ricordi, quelle situazioni particolari che avevano proprio come colonna sonora quel brano.
Forse dovremmo però imparare a soffermarci nell' ascolto della musica, che fa oramai parte del nostro quotidiano, sia che si vada in un bar, in un centro commerciale, anche nei mercati, le grida degli ambulanti...è musica anche quella, e non essere sempre presi dai pensieri che ci stressano già abbastanza la vita.
E poi....il Duca è il Duca!!!

IleniaF ha detto...

Tenchiuuuuuuuuu bella Anto!!!

La Wanda ha detto...

ile...è deragliato un po' prima delle note blu,ma tu nn te ne eri ancora accorta!!!
love

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