venerdì 30 maggio 2008

DESIDERIA


ORE 11: A LEZIONE DI STRIP
A cura di Monica Maggi

Chi non ricorda l’aria beata di Marcello Matroianni davanti allo strip di Sofia Loren in “Matrimonio all’italiana”? Intramontabile spogliarello: secondo l’Istat il 78% degli uomini lo adora se fatto dalla propria donna. E oggi lo si può imparare, persino a domicilio. Adele Fabrizi, psicoterapeuta presso l’Università La Sapienza di Roma: “Le donne hanno rispolverato il concetto antico di seduzione, dove sono loro al centro dell’attenzione.
Protagoniste assolute per un momento: ecco perché alle donne piace l’idea dello striptease. In quella situazione sanno di avere un potere completo sull’uomo e di essere padrone del gioco.
Attrarre un uomo, renderlo dipendente dai propri gesti e saperlo fare scandendo i ritmi della seduzione: cosa c’è di più intrigante? Inoltre sapersi spogliare, valorizzando il proprio corpo, per la donna è qualcosa di estremamente gratificante. Scegliere lingerie giusta, abbandonarsi a quel pizzico di esibizionismo in ognuna di noi e “autorizzarlo” è un regalo per entrambi, anche per l’uomo che è, per sua natura, molto eccitabile attraverso il canale visivo”. Un lento striptease in una società frenetica. Potrebbe sembrare un controsenso, ma non è così.
“Il successo di uno strip è simile a quello delle chat: abbondante mistero, svelamento progressivo dell’altro, seduzione attraverso emozioni”.
Tonino Cantelmi, psicoterapeuta ed esperto di dipendenza da cyber sex, ne da’ una lettura anche “mentale”. “In una cultura dove la sovrabbondanza di immagini erotiche e di nudità ha quasi assuefatto gli uomini e messo in difficoltà le donne (per competizione, confronti pesanti e falsi traguardi da raggiungere) ritornare allo spogliarello è farsi un regalo. Come partire dall’inizio nel gioco antico della seduzione: io non so chi sei, tu ti sveli lentamente, hai me come centro della tua attenzione, dai il meglio di te.
Dove io uomo divento vittima consapevole (e compiaciuta) di questo gioco, tu donna godi di questo potere (benefico). Nelle chat funziona nello stesso modo, senza però la fisicità molto più piacevole”. Chissà se gli esperti, in casi di coppie in crisi, consigliano “1 spogliarello al giorno”. “Consigliamo di tornare a giocare” aggiunge Adele Fabrizi “perché il gioco è una dimensione senza ruoli fissi e senza schemi dove nascono, per la coppia, intimità e complicità. Quando si è in crisi anche il sesso si sclerotizza, diventa pesante e noioso. Allora perché non sdrammatizzarlo anche con un buon
striptease?

NOTE BLU


UMBRIA JAZZ 2008: ECCO A VOI IL CARTELLONE COMPLETO.
A cura di Ilenia Firetto

Cari lettori e care lettrici,
neofiti del genere o fedeli estimatori, oggi vi segnalo il link dell’Umbria Jazz nel quale potrete trovare il programma completo della manifestazione e di tutti i vari concerti che quest’anno sono davvero eccezionali.
Vorrei suggerirvi quelli che, a parer mio, sono assolutamente da non perdere.

Il 12 Luglio, irromperà a Perugia la saudade brasiliana con il grande Caetano Veloso, il musicista più conosciuto della MPB ( Musical Popular Brasileira ), ma prima sul palco…..UDITE UDITE, ci sarà il maestro Stefano Bollani, il pianista che ho avuto il privilegio di intervistare per il nostro blog, che presenterà “Carioca” e a finire i due artisti si esibiranno per la prima volta insieme in un fantastico e impedibile concerto.
Vi avevo già segnalato il mitico Sonny Rollins che delizierà le orecchie del pubblico il 13 Luglio presso l’Arena Santa Giuliana.
Il 14 luglio il blues del Missisipi prenderà forma attraverso la voce profonda e calda di una delle più grandi interpreti del jazz degli ultimi decenni, Miss Cassandra Wilson, la sua voce regala delle emozioni fuori dal normale, ascoltatela nella interpretazione dei brani di Miles Davis ( Travellin’ Miles )……ho ancora la pelle d’oca!
I tasti del pianoforte vibreranno, come non avete mai sentito, attraverso le mani del grande jazzista Herbie Hancock che anche quest’anno, sarà ospite del capoluogo umbro il 16 luglio.
E forse è il caso che mi fermi perché il cartellone di quest’edizione è davvero pieno di appuntamenti e soprattutto di grandissimi artisti.
Il link è : www.umbriajazz.com

Mi raccomando…….se state pensando di organizzare le vostre vacanze estive, vi assicuro che una puntatina a Perugia all’Umbria Jazz vi ripagherà e vi soddisferà tanto da rendervi, poi, dipendenti dal genere……..Tenere fuori dalla portata dei bambini!

giovedì 29 maggio 2008

Virtu@lis




Quando un gruppo di donne ci si mette le cose accadono. E quando accadono fa piacere vederne il movimento. Le forme, la sensualità. Perchè ciò che è vero si incastra col virtuale. Con il verosimile. Con la necessità di prendere tutto: la verità e la finzione insieme. Il doppio e gli specchi multipli.
Le conosco tutte le ragazze della foto, ci sono passata attraverso. Come ho fatto con la mia infanzia. Se guardate bene potrei anche essere in mezzo a loro. O sotto di loro, come sono adesso. E se volete vederle di persona non resta che recarvi alla loro collettiva, "Virtu@lis", a Livorno sabato 31 maggio nelle stanze della Fortezza Vecchia. Un percorso fra immagine e letteratura, sempre lo stesso giorno sarà presentato il libro di Adriana Soldini IP incidenti di percorso.

La Dolce Vita di Ludovica



LA MODA CI PIACE VINTAGE
A cura di Ludovica Falconi

Negli ultimi 30 anni l’alternarsi di tendenze ha iniziato a susseguirsi a ritmi sempre più frenetici, inglobando il mondo delle sottoculture e dando così vita uno ad stile frammentario ricco di contaminazioni provenienti da altri paesi, classi sociali, generi e culture.
Vivendo nell’ epoca della riproducibilità tecnica, in cui tutto è ripetibile e soggetto a leggi di mercato e dove tutto è già stato creato, l’originalità sta nel fatto di reinventare un passato da cui non si può prescindere tenendo conto della globalizzazione che contraddistingue la nostra epoca.
Esercizio formale o gioco, la moda odierna ci permette di cambiare i paradigmi del nostro corpo ogni giorno, tornando indietro nel tempo e viaggiando attraverso esotici paesi.
La moda è un processo circolare, vittima anch’essa di corsi e ricorsi storici, che i consumi di massa hanno reso ancora più fulmineo e difficile da analizzare ma è sicuro che ogni esagerazione è sempre seguita da un periodo di rassicuranti esigenze.
Dopo secoli di corsetti Chanel ha liberato la sensualità delle donne, ma negli anni ’50 il new look di Dior ha decretato il ritorno di una femminilità idealizzata e, non è un caso, che se dopo le trasgressioni degli anni ’80 il decennio successivo sia stato contraddistinto da semplicità e minimalismo.
Oscar Wilde afferma che la moda cambia perché è brutta, dichiarazione troppo estrema ma che fa riflettere sul sentimento di rifiuto che si prova per la moda appena conclusasi a favore delle novità.
La delusione che l’uomo prova di fronte al raggiungimento della cosa tanto desiderata si riversa nella voracità con cui si cambia d’abito.
Ora, in cui tutto è già stato creato, il vintage è stato consacrato come nostalgica esigenza che permette di giocare con un passato, non troppo recente, e di usare simbologie che possiamo mischiare e cambiare ogni giorno.
Vivienne Westwood, per esempio, negli anni ’80 reinventa il gotico romantico tardo settecentesco decontestualizzandolo con materiali come pvc e lattex ed amalgamandolo ad atmosfere punk. Dopotutto la moda è un gioco.

martedì 27 maggio 2008

SONO DISTRUTTA


IO SONO UN PUZZLE, SE PERDI I PEZZI HAI PERSO
di MonicaC


(Foto by Katia Ceccarelli)


Ciccia, libri, urla, dolcezza, sconforto, confusione, ....
Oggi, mi piacerebbe ripartire dall’inizio.
Partecipare alla circolarità delle idee, non quelle intrappolate al di là di qualche iperuranio.
Ripartire dalla constatazione che l'amore non sia dialettico: non capisco perchè lo dimentico sempre.
Dal manifesto della donna futurista di Valentine de Saint-Point: “le donne sentimentali guardano alla luna. Le donne futuriste all’eros creativo”. Da parole che suonano: “At last /my love has come along /my lonely days over /and life is like a song”.

AMORE
“Amare e' soffrire. Se non si vuol soffrire non si deve amare. Pero' allora si soffre di non amare, pertanto amare e' soffrire, non amare e' soffrire e soffrire e' soffrire. Essere felici e' amare, allora essere felici e' soffrire, ma soffrire ci rende infelici, pertanto per essere infelici si deve amare o amare e soffrire o soffrire per troppa felicità... (Amore e Guerra, Woody Allen)
CALORE
La conduzione del calore tra due corpi, avviene quando gli stessi corpi entrano in contatto tra di loro; a questo punto le molecole del corpo a temperatura maggiore, dotate di energia cinetica più alta essendo essa proporzionale alla temperatura, disperdono parte della loro energia verso le molecole del corpo più freddo finché anche queste ultime non hanno raggiunto un livello di temperatura, e quindi di “agitazione termica”, di equilibrio termico.(La termodinamica)
PAZZIA
"Dobbiamo, di tanto in tanto, riposarci dal peso di noi stessi, volgendo lo sguardo là in basso su di noi, ridendo e piangendo su noi stessi da una distanza di artisti: dobbiamo scoprire l'eroe e anche il giullare che si cela nella nostra passione della conoscenza, dobbiamo, qualche volta, rallegrarci della nostra follia per poter stare contenti della nostra saggezza." (Nietzsche)
COMPRENSIONE
numero di caratteristiche specifiche che rientrano nella definizione del concetto; ad esempio, il concetto di uomo contiene le caratteristiche di "animale" e "razionale". Estensione e comprensione sono inversamente proporzionali: più aumenta l'estensione (=più caratteristiche specifiche definiscono il concetto), più diminuisce la comprensione ( = minore è il numero di enti cui il concetto di riferisce). (Logica, Aristotele)
SENSO DI ME
Body and soul (Carmen McRae & Etta James)
AMICIZIA
“Ma amico è chi ama o chi è amato?” (Liside, Platone)
STUPIDITà
da stùpeo = son stordito, resto attonito.
VERITà
"Noi siamo invitati a parlare della verità. E' importante che si sia stati invitati, perché la cosa peggiore è voler parlare della verità. Quando si vuole parlare della verità, magari si vuol dire che cosa è la verità e magari ci si mette anche a fare propaganda in favore della verità. Cerchiamo quindi tutti di salvaguardare il nostro "essere invitati". Parliamo della verità, perché ci è chiesto; diffidiamo di coloro che invece, in prima persona, si fanno avanti e si propongono di parlare della verità". (Emanuele Severino)
DUBBIO
iperbolico

lunedì 26 maggio 2008

EQUILIBRISMI QUOTIDIANI



LA TEMPESTA
A cura di Maddalena Morandi

Mi rendo conto che sto passando un periodo talmente inquieto che dovrei cambiare il titolo alla mia rubrica, squilibrio cronico calzerebbe meglio. Devo effettuare una serie di scelte che non possono più aspettare, lavorative, familiari, sociali insomma personali e il dover aspettare certi tempi tecnici mi rende abbastanza isterica: non ho il gusto dell’attesa, purtroppo, in questo momento. Sono totalmente fagocitata dagli eventi da essene dominata; oddio non che io sia mai riuscita a controllare la mia vita, ma in questo frangente sono travolta da un fiume in piena e faccio molto fatica a stare a galla.
Mi si accavallano gli impegni, le idee e ne esco frastornata. Non è un bello stare, anzi è un “ si sta come d’autunno sull’alberi le foglie” … . Scomodo.
Ci sono giorni in cui mi chiedo come sono arrivata a condurre un tipo di vita così poco coerente con quelle che erano le mie aspirazioni, non tanto in termini sociali, lavorative, familiari, ma personali: non mi sono mai riconosciuta nelle persone che “ non hanno tempo” e invece eccomi: sono Maddalena e non ho assolutamente tempo per niente, o meglio faccio tutto quello che devo e sottolineo devo fare , sì proprio tutto, ma male, malissimo, perché non ho tempo e in più trascuro assolutamente quello che vorrei e mi piacerebbe fare. Sono proprio quello che “ aborro”, il classico prodotto del mio tempo: una schizzata. Tuttavia come sostiene un giovane saggio “gli eventi non sono poi così casuali” e quindi vediamo il lato positivo di questa tempesta, per forza di cose prima o poi ci sarà la quiete “ dopo la tempesta odo augelli far festa …” . Voi fate parte di questo cinguettio … .

domenica 25 maggio 2008

OFF#LIMITS


IO STO CON …. BRAD!
…ma non sono Angelina.

di Marisa Cucinella

Carissimi,
oggi il mio spazio è stato occupato da un’ intrusa.
Quest’usurpatrice sostiene di essersi impossessata del cuore di Brad.
Non solo, sostiene che Brad vive per lei e con lei, che dorme nel suo letto e….
Ma dico io, pare possibile tutto ciò?
Io non ho parole e mi auguro che tale infamia venga punita.
Donne … ribellatevi!
Perché a lei sì e a noi no?
E voi uomini, consolate la povera Jolie.
Cosa aspettate?
Decretate il vostro verdetto!
Io sarò solidale con qualunque vostra decisione.
Diomira Pizzamiglio

Imbocco il vialetto di casa e già ho l’orecchio teso a captare il suo richiamo: invece tutto tace!
Parcheggio la macchina e appena apro la portiera lo sento già protestare per la lunga attesa. Apro velocemente il cancello, percorro impaziente i pochi passi che mi separano dalla porta di ingresso e infilo la chiave nella toppa: è tale l’impazienza di vedermi che lo sento rimbalzare dietro la porta.
Una fessura è sufficiente per farlo precipitare fuori a riempirmi di feste; con il suo scodinzolare festoso e i balzi per attirare le mie carezze, non so chi di noi due sia più felice e qualunque cosa successa durante la giornata lavorativa viene spazzata via da questa accoglienza affettuosa e gioiosa.
Ebbene sì!!!
Rientro nella categoria delle persone che stanno con gli animali!
Con un cane, precisamente.
Io sto con Brad.
“Lui” mi è stato regalato in un momento molto difficile, quando a causa di una malattia mi è stato vivamente consigliato di non affrontare le gioie della maternità.
La brutta notizia non l’ho “digerita” e ha continuato per diverso periodo a farmi soffrire, condizionando anche il mio carattere.
Col passare del tempo iniziavo a coprirmi di una patina grigia.
Poi a mia sorella venne un’idea e mi regalò per il mio compleanno un batuffolo di pelo bianco non più grande della mia mano.
Ciò risvegliò subito in me il desiderio di riempire di coccole e di attenzioni questa piccola e fragile creatura.
In realtà la palla di pelo, che comunque è rimasta piccola, trattandosi di un maltese, si è rivelata per nulla fragile, perché Brad è un cagnolino determinato e tosto, oltre che decisamente testardo.
La sua presenza è stata sicuramente terapeutica e mi ha aiutato a superare quel momento di crisi e a ritrovare tutta la mia “solarità”.

sabato 24 maggio 2008

DI MAMMA (NON) CE N'E' UNA SOLA




Dolore e tabù. Cose di donne.
A cura di Anna Grazia Giannuzzi

Voglio parlarvi di Sonia, Jessica e di altre ragazze come me, malate di endometriosi, malate di dolore. L’endometriosi è una malattia apertamente maschilista, perchè ha a che fare con cose di donne. In più è una malattia che manca nell’immaginario collettivo dei dolori delle donne. Diagnosticata, in media, con un ritardo di nove anni dalla sua insorgenza, nel 38% dei casi
l’endometriosi compare prima dei 15 anni, nel 70% dei casi prima dei 20. Di quegli anni necessari alla diagnosi, la metà sono spesi dalla persona malata a convincere i medici, e talvolta i propri familiari, che non è pazza; l’altra metà la trascorrono i medici a capire quale sia la malattia e come si possa curare.A volte la cura chirurgica è peggio della malattia. Da uno studio condotto su 4 mila donne, è emerso che il 47% di esse ha dovuto consultare cinque o più medici, prima di ricevere la diagnosi giusta. Lo strato interno dell’utero, l’endometrio, nel corso del mese risponde agli stimoli ormonali tipici dell’ovulazione e dell’età fertile: cresce in altezza durante la prima metà del ciclo, si arricchisce di zuccheri e sostanze nutritive durante la seconda, e poi si sfalda con la mestruazione. Il tessuto dell’endometrio, però, può svilupparsi in sedi non appropriate, anomale: nel peritoneo, sull’intestino, sulla vescica o in altri organi, persino sui polmoni. In questo caso abbiamo la malattia. Ogni mese i focolai in sede anomala crescono e sanguinano. Causano irritazione, molto, molto dolore e infiammazione cronica, danni ai tessuti. A volte le pareti degli organi colpiti aderiscono tra loro (aderenze, cicatrici), compromettendo la loro funzionalità. Questo dolore severo e cronico è la malattia: un impatto negativo sul benessere, sull’abilità al lavoro, sulle relazioni familiari e su quelle amorose (il dolore può comparire durante il rapporto sessuale impedendo la penetrazione). Fino a che non viene riconosciuta l’effettività del dolore provato, quindi la sua natura biologica, la negazione della propria condizione e la sensazione di non essere credute e capite provoca grande sofferenza emotiva, crollo dell’autostima, al peggio depressione.
Ne parlo con Sonia, di Associazione Endometriosi: “la presenza della malattia ti porta a sentirti diversa dagli altri, ti chiudi, ti senti sola”. Infatti, le confermo ricordando la mia diretta esperienza, i medici spesso la sottovalutano, ritenendo il disagio descritto dalla donna come un fattore di forte stress.
“Questo implica non solo l’aggravarsi delle condizioni di salute, - continua Sonia - ma anche una perdita di credibilità nei confronti delle persone che ti stanno vicine. Io sono sposata ed il mio compagno è sempre stato al mio fianco, sostenendomi. Ma so di donne meno fortunate che sono state abbandonate.”
E poi ancora: “Quanta rabbia sapere che ancora oggi per le donne affette da endometriosi poco è cambiato. Occorrono molti sforzi per cambiare le cose, ma nulla è impossibile. Il primo grande aiuto lo potremmo dare proprio noi che ne siamo affette. La colpa e la vergogna non dovrebbe appartenerci. Parlando della malattia alle donne, si aiuta a diffonderne informazioni. Questo aiuterebbe le future generazioni ad avere una qualità di vita migliore.”
Sonia ha il coraggio di raccontarsi per aiutare gli altri: “Anche per me non è stato facile parlare pubblicamente della malattia. Rompere il muro del silenzio però è fondamentale. L’anno scorso ho avuto la possibilità di comparire in televisione, ospite in un programma RAI. Ero emozionantissima, la diretta, i riflettori. È stata una grande opportunità: finalmente in TV si parlava di endometriosi. C’è bisogno di sensibilizzare l’opinione pubblica e gli organi competenti per incentivare prevenzione e ricerca. Sono milioni le donne in Italia che soffrono di endometriosi, si parla addirittura di epidemia.”
Le chiedo di raccontarmi delle attività della sua Associazione: “Date una periodicità alle vostre iniziative?”
Sonia: “Nel corso dell’anno organizziamo diverse iniziative: convegni, incontri di auto/mutuo aiuto ed anche banchetti informativi. Dall’esperienza acquisita si è notato che le donne difficilmente si avvicinavano a noi quando presentavamo esclusivamente depliant informativi sulla malattia. Abbiamo scelto allora di attirare la loro attenzione presentando dei piccoli oggetti di bigiotteria e artigianato, che possono essere ritirati lasciando un’offerta. Con questo metodo le donne si avvicinano più ben disposte, con un approccio più aperto ad acquisire informazioni. Un altro metodo di divulgazione molto efficace è il nostro sito internet che mette gratuitamente a disposizione di tutti, soci e non, diverse informazioni e servizi del ginecologo e del gastroenterologo online. Per noi è fondamentale fare girare le informazioni che riguardano la malattia.”

Parliamo ancora di come ci siamo curate agli inizi, inventando i dosaggi degli antidolorifici, trafficando come maghe delle spezie, tra bugiardini e capsule e supposte. Mi parla di Centri Antalgici esistenti in Italia dove seguono tutte le patologie che provocano dolori cronici ed insegnano come riconoscere il dolore, quando prendere il farmaco. Può essere di grande aiuto. Certo sarebbe opportuno che i medici indirizzassero verso questi centri.
Averlo saputo prima, penso io, che all’improvviso faccio fatica a cacciare i miei brutti ricordi. Avevo 13 anni e durante le mestruazioni passavo la giornata piegata in due perché non riuscivo a raddrizzare la schiena. Tra tante cose che avrei potuto fare di nascosto, quella che facevo era andare in farmacia a comprare antidolorifici. E cercare di tenere l’intestino vuoto per tre giorni: il dolore di qualsiasi transito era talmente intenso che mi svegliava dal sonno in piena notte. Non c’erano mai testimoni.
Cominciamo a parlare di questa malattia ed a documentarci, anche se non ci sentiamo malate e non sottovalutiamo mai un dolore mestruale in una ragazzina: l’endometriosi mina la gioia e la libertà di vivere, l’amore e la maternità.
Meglio escluderla, piuttosto che non considerarla, giusto?
Per gioco o per scommessa provate a chiedere al vostro medico di base o al vostro ginecologo se conosce questa malattia o qualcuno che ne è affetto. Poi verificate la sua risposta con le informazioni che ho linkato su internet.
Quindi prendete una decisione.

venerdì 23 maggio 2008

CREATINA POUR FEMME


Giardino per un giorno

di Katia Ceccarelli

Da quando l' Expo del 2015 è stata assegnata a Milano, le ruspe hanno aumentato il ritmo e la capitale economica d'Italia è una specie di groviera piena di buchi che verranno riempiti da grattacieli avveniristici.
La grande "ristrutturazione" di Milano è già cominciata da anni, da quando si è deciso di creare un distretto della moda che vada a sostituirsi ai vecchi e romantici quartieri operai e piccolo borghesi.
Dopo i bombardamenti della guerra, un colpo alla Milano storica era stato dato dal cosiddetto boom economico degli anni '60 con conseguente cementificazione perdurata nei decenni a seguire.
E siccome non c'è niente di meglio del mattone per far girare il soldi, ecco che il nuovo millennio comincia all'insegna del "costruire".
Il caso del quartiere Isola è eclatante e vi suggerisco di seguirne un po' la storia degli ultimi anni attraverso il sito dell'Isola Art Center.
In più, vorrei segnalare per chi sarà in zona - o no - un'iniziativa tra le tante dei vari comitati dei cittadini che resistono al cemento e vogliono il verde.
Domenica 25 maggio 2008 in piazza Minniti un giardino temporaneo sorgerà nel cuore di Isola per ospitare un pic-nic, mostre, bambini e tanta gente di buona volontà, chi può si porti anche una pianta.
Perché a Milano oltre che lavorare si potrebbe anche vivere.

Per altre Informazioni: http://www.isolartcenter.org/

Foto di Katia Ceccarelli

GRAFOLOGANDO


IL MURO DEL PREGIUDIZIO
A cura di Alessandra Lumachelli

Il famoso detto di Einstein e' quanto mai attuale, perche' l'atomo si scinde, ma il pregiudizio e' inattaccabile .. proprio ai giorni nostri, siamo nel nuovo millennio, ma quante cose rimangono vecchie e polverose .. Cosi' guardiamo senza battere ciglio ne' provare sdegno, bambini poveri e sporchi, caricati su motocarri nella notte da persone "civili" che hanno da poco appiccato roghi alle baracche dove cercavano di sopravvivere quei bambini ["Zingari!!!"] .. E non ci interessa se una discarica sara' costruita su una falda acquifera e cio' provochera' tumori ed anemie ["Napoletani!!!"] .. Ne' se una donna viene stuprata e rimane indifeso il suo dolore ["Donnaccia!!!"] .. Questo e' uno dei motivi per cui la grafologia viene poco utilizzata in Italia: perche' in grafologia e' tassativo essere esenti da pregiudizi. La grafologa si apre ad un mondo diverso dal suo -l'individuo dotato di emozioni e di vita davanti a lei- , un mondo giustamente diverso, fortunatamente diverso, ed entra in punta di piedi in questo mondo con la propensione all'ascolto e la disponibilita' all'aiuto ...
Ma questa sembra solo una favola dei tempi antichi che non serve piu', per chi ha solo certezze inattaccabili ed inossidabili come quelle che fornisce Mister Pregiudizio.

giovedì 22 maggio 2008

IL SIGNOR IN GIALLO


ELEMENTI ESSENZIALI DI UN GIALLO
A cura di Lorenzo Bosi

Quali sono i punti che rendono un giallo avvincente?
Principalmente sono tre e vediamo come sono stati affrontati dalla Regina del genere: Agatha Christie.
LA PREFAZIONE: La prima parte dev’essere accattivante perché ha l’arduo compito di spingere il lettore a proseguire nella lettura del romanzo. Nella maggior parte dei casi, la Christie iniziava i suoi libri con la descrizione di un gruppo di personaggi riuniti in un dato luogo o con una richiesta d’aiuto a Poirot oppure con un evento insolito che, ben presto, portava all’omicidio.
L’INTRECCIO: “Il segreto di un buon giallo sta nel fatto che il colpevole dev’essere ovvio ma, al tempo stesso, per qualche ragione, si scopre che non era poi così ovvio, anzi, non poteva certo essere stato lui”.
L’INVESTIGATORE: La Christie era un’ammiratrice di Sherlock Holmes ma non poteva certo creare un personaggio troppo simile a quello esistente e soprattutto già famosissimo. Si ricordò allora di una colonia di belgi emigrati nel Devon all’inizio della guerra. Da qui ebbe l’idea che il suo uomo poteva essere un funzionario della polizia belga in pensione e optò per un ometto meticoloso, ordinato, sempre inappuntabile e con un lieve tocco di assurdità che, ironizzando, chiamò Hercule.
In un giallo, questi punti sono estremamente importanti ma il modo di affrontarli è piuttosto soggettivo. Ognuno ha le sue preferenze, la sua fantasia e le soluzioni possono essere le più disparate.
Voi come li avreste sviluppati? Quale sarebbe l’identikit del vostro investigatore ideale?
Un abbraccio
LB

mercoledì 21 maggio 2008

TEA TIME



Lessico famigliare di Natalia Ginzburg
a cura di Maria Luisa Pozzi

Avete mai pensato di scrivere un’autobiografia? Non un diario, che è cosa privata, ma un’autobiografia, che è rivolta a un pubblico di lettori, sia pure genitori adoranti o amici fedeli.
Se ci avete pensato, allora “Lessico famigliare” di Natalia Ginzburg è il libro per voi. Uscì nel lontano 1963 ma è sempre attuale.
Natalia nasce in una famigli di intellettuali ebrei, i Levi. Gli eventi che presenta si sviluppano in senso cronologico, alternando momenti privati a eventi pubblici.

Eventi privati: il padre, fanatico della montagna, trascina sulle vette i figli ricalcitranti; la madre, accomunata ai figli nell’odio delle vette, ama chiacchierare con le amiche e andare al cinema; i fratelli litigano e si menano senza pietà; la sorella maggiore, che condivide con la madre l’odio della montagna e l’amore per il cinema, sposa Adriano Olivetti. Sì, avete capito bene, Adriano Olivetti, l’uomo che ha rese famoso nel mondo il nome dei suoi prodotti.
Perché la storia della famiglia Levi s’intreccia indissolubilmente con la storia della grande industria italiana e con la storia d’Italia. Così la Ginzburg ci racconta non solo di Adriano Olivetti ma anche della fuga del socialista Filippo Turati, della salita al potere del fascismo e delle persecuzioni contro gli ebrei di cui rimane vittima anche suo marito, Leone Ginzburg.
Gli avvenimenti sono spesso drammatici ma il tono della narrazione è lieve.
L’autrice indugia sul lessico familiare, le parole usate comunemente da padre, madre e fratelli. Le loro parole - buffe, ironiche, storpiate - fanno emergere quello che era il NOSTRO lessico familiare e che, forse, come è accaduto a me, avevamo dimenticato. Allora, vivida e dolcissima, torna la giovinezza.

lunedì 19 maggio 2008

Prima o poi qualcuno ci dirà perchè.



Noi continuamo a chiedere.

Marilyn

Cinema. Entertainment. Industria. Comunicazione. Sono infiniti i sostantivi e le attribuzioni che si possono dare a questa forma d’arte. Il mio preferito? Fabbrica dei Sogni.
Questo sarà un post impopolare. O forse fin troppo popolare. Ma è quello che penso.

Si parla tanto di questo film evento, Gomorra di Garrone, tratto dall’omonimo romanzo di Saviano. Non ho letto il libro e non ho intenzione di vedere il film. E tutto questo gran parlarne, sui giornali, per le strade, sulla croisette, mi disgusta.
Mi viene solo da pensare con rabbia quanto a noi italiani piaccia portare alla luce le schifezze del nostro belpaese. Tutti a lodare opere come Gomorra, la Casta & Co. A noi piace affogare nel melò, piangerci addosso, così possiamo dire la frase che tanto amiamo "In Italia è tutto uno schifo... l'Italia sta andando a rotoli".
Assurdo che invece di trasmettere messaggi di speranza, sogni, ottimismo, si sbavi per godere del marcio; portiamo le tristezze e le vergogne di questo paese dalle strade e dai sobborghi in TV, al cinema...

Gli altri paesi, non meno problematici del nostro, mettono in gioco idee, storie, sogni e noi? Noi portiamo ai festival internazionali il nostro schifo, la feccia di un sottosuolo urbano di cui dovremmo solo vergognarci, come se il disastro dell'emergenza rifiuti non ci avesse già danneggiato abbastanza.

E vogliamo pure un premio.

Sono disgustato da queste operazioni più che commerciali. Siamo il paese di Michelangelo, di Pavarotti, della Dolce Vita della Pizza, la culla del latino. E desideriamo ardentemente passare alla storia per la stupefacente varietà di miserie che siamo in grado di coltivare tra omertà e ignoranza?
Grazie Garrone, grazie Saviano, grazie italiani per queste critiche entusiastiche a un cinema verità di cui si sentiva tanto il bisogno. Di sapere. Di celebrare. Grazie.

Ieri sera sono andato al cinema. Primo week-end di programmazione di Gomorra. E sono andato a vedere Notte brava a Las Vegas. Commediola romantica di discreta fattura. Divertente, piacevole, spensierata.
Finale hollywoodiano con tanto di “vissero felici e contenti”.

All’abbraccio finale la sala è esplosa in “ohhh” entusiastici, tenere risatine e felicità palpabile. Dico davvero. Potevo avvertire intorno a me un’atmosfera di felicità e gioia, di buoni sentimenti e affetto. Adulti, ragazzini, uomini, donne, gay, single. Tutti felici. Per un solo interminabile istante, quello in cui le emozioni di tutti si sono sovrapposte a quelle dei protagonisti sullo schermo e ci hanno inondato come una pioggia di fuochi d’artificio.

Questa è la cosa che bisognerebbe celebrare. La gente crede ancora nell’amore. Nonostante le miserie che ci circondano, l’interrogazione per cui non siamo pronti, il colloquio incerto, la bolletta da pagare, lo stipendio che non c’è, alla fine conta solo l’amore.

Banale? Forse. Ma io ho visto solo facce sorridenti e serene all’uscita della sala. Facce e sorrisi che si sono mischiati alle facce schifate e deluse di quelli che erano andati a vedere proprio Gomorra.
Non so voi, ma preferisco spendere 15 euro e due ore della mia vita per ritagliarmi un momento felice piuttosto che entrare in sala con il sapore del dolce del ristorante e uscire con l’amaro di un film verità e deformare la mia faccia in un ghigno di disgusto per i mali del mondo.

venerdì 16 maggio 2008

Archi.D.Arte

L'attesa
a cura di Margherita Matera



Sto aspettando. Non so bene cosa o chi. Ieri sera, mentre rincasavo, me ne sono resa conto…l’ho capito dal sospiro che ho dato chiudendo la porta di casa. L’ho capito sedendomi sul balcone e guardando oltre. Come se l’edificio davanti ai miei occhi si fosse smaterializzato. Così stamattina ho iniziato a pensare all’”architettura dell’attesa”…
Una soglia, un punto di mezzo.
La porta, che segna un arrivo, una partenza, un movimento di ricordi o immagini di un futuro.
Il parapetto di un terrazzo, che lascia sporgere, appoggiarsi, sfiorare quel vuoto che però ci attrae.
Una sedia, una panchina. Per sedere i pensieri, per smorzare il tempo. Per guardarsi dall’esterno, con gli occhi di un passante…per sentire l’aria addosso, che segna i minuti…gli attimi che passano, lo scorrere di idee. L’arrivo.
Le stazioni. Orientate secondo l’attesa. Lineari, ma a doppia percorrenza. Così, da una stessa linea, una stessa direzione, convivono arrivi e partenze. Con lo stesso sguardo si implode o esplode…
Gli aeroporti, che lasciano guardare il cielo. Che ci portano oltre l’orizzonte e ancora oltre.
Così stamattina, immersa nei miei dubbi, aspetto. Aspetto di partire, tornare, cambiare. Aspetto di stupirmi.

giovedì 15 maggio 2008

RAMPA DI LANCIO

DAL BLOG AL ROMANZO
A cura di Lù Mancini

Cari lettori
Vi segnalo un concorso letterario, in scadenza il 30 maggio 2008, che mi sembra piuttosto interessante:
la casa editrice “Il Filo” seleziona opere letterarie inedite per la pubblicazione. Per concorrere alle selezioni è sufficiente inviare una raccolta poetica, un romanzo o una raccolta di racconti o un saggio letterario, storico o filosofico.
Tutte le informazioni sul sito http://www.ilfiloonline.it/
Raccogliendo le osservazioni e i suggerimenti di alcune di voi vado ad analizzare l’esperienza di alcuni blogger che successivamente hanno pubblicato dei romanzi.
Questi scrittori hanno cominciato scrivendo su un loro blog e si sono per così dire “messi in evidenza”, grazie a questo sono passati poi alla pubblicazione di romanzi ispirati proprio alle argomentazioni del loro blog.
Ed ecco alcune di loro (quelle a me note sul genere sono tutte donne!)
Pulsatilla denominazione del suo blog “Diario verde acido”
Lei si definisce cattiva io la definisco invece “accattivante”, conquista con una scrittura fluida e sfacciata, non usa mezzi termini e affronta i temi più disparati dalle futilità ai piccoli drammi quotidiani che ognuno di noi incontra tutti i giorni in modo divertente e ironico.
Il suo libro “La ballata delle prugne secche” (titolo direi “fuori dal comune”) è davvero divertente e dissacratorio, nel leggerlo mi sono divertita molto e mi sono riconosciuta in molte situazioni paradossali. Il pregio di Pulsatilla è proprio il fatto di non avere peli sulla lingua e di scrivere quello che pensa in modo derisorio e intelligentemente spiritoso. Io invidio molto questa capacità di scrivere spudoratamente quello che si pensa in modo completamente aperto e sfrontato.
Altra blogger diventata famosa e passata dal web alla carta è Caterina Cutolo che ha pubblicato il libro “Pornoromantica” dove parla di una trentenne laureata che lavora come cameriera presso una trattoria romana finchè le propongono di tenere un corso di sesso per corrispondenza. In pratica il romanzo raccoglie i migliori post del suo blog e si parla di sesso trattato in forma ironica e per così dire “romantico”. Io confesso che il libro non l’ho letto, ho però curiosato sul suo blog ed ho seguito una sua intervista in televisione e trovo che dal telefilm “Sex and the city “ in poi l’argomento “sesso” raccoglie sempre proseliti e curiosità. Anche in questo caso non è facile parlare apertamente di sesso non tralasciando i dettagli ed i pensieri più intimi e dissacratori
Infine Melissa Panarello meglio nota come Melissa P. partita dal blog in cui parlava della sua iniziazione sessuale, racconta poi nel suo libro “Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire “ le sue esperienze di sesso sfrenato e sconvolgente soprattutto perché si tratta di una ragazza di sedici anni. Io ho letto il libro in tempi non sospetti , cioè comprandolo in libreria per pura curiosità e sono rimasta molto colpita dal genere di storie sconvolgenti che racconta (mi sono chiesta se si tratta di invenzione o realtà), in ogni caso l’argomento scabroso funziona sempre ed ancora una volta è il sesso. Non per niente ne è stato tratto un film, anche se non di grande successo.
Ho letto anche il suo secondo romanzo “L’odore del tuo respiro” e, a parte il titolo che trovo fantastico ed evocativo, l’ho trovato piuttosto deludente.
Al di là del fatto che questi personaggi possano piacere o no ritengo la loro esperienza molto istruttiva, chi vuole può farne tesoro.



mercoledì 14 maggio 2008

Marilyn

Il cinema lo preferisce piccolo

di Fabio Cicolani

Si è partiti dai grandi miti della vecchia Hollywood, le star, gli idoli delle masse per arrivare ai personaggi chiave del nostro nuovo cinema. Siamo passati da dive di più o meno alta levatura e poi abbiamo analizzato una manciata di tipologie dalle quali il nuovo cinema prende spunto. Possiamo tirare le somme con una riflessione nel mezzo del cammino? Sì, e la conclusione è che l’industria del cinema si è ingigantita e i miti si sono ridotti. Basti pensare all’ultima tendenza in fatto di idoli: il piccolo schermo. La TV.
Ormai sono a decine le serie nate per la TV che diventano film, spesso con un buon successo al botteghino. A fine mese approderà nelle sale la pellicola che parte dal piccolo schermo più atteso dell’anno Sex & the City – The Movie ed è già un successo assicurato. Arriverà il nuovo film di X-Files, si parla da tempo di una trasposizione di Wonder Woman (è già in lavorazione, l’eroina dai larghi fianchi e super poteri sarà interpretata da Magan Gale, quella della Vodafone), si lavora sul film dell’A-Team, è in produzione Dallas, si parla di un possibile film su E.R. e potrei continuare ancora parecchio.
Per non parlare delle star che nascono dal piccolo schermo e approdano con successo sul grande, come Katherine Heigl da Gray’s Anatomy ed Eva Longoria, celeberrima casalinga disperata.
Allora che sta succedendo al cinema del nuovo millennio? Se posso dire la mia, credo che il cinema sia passato da un processo di civilizzazione a uno di industrializzazione. In pratica prima formava le coscienze, veniva utilizzato sì per intrattenere ma anche per informare, far riflettere e far maturare le coscienze, oggi questo compito è relegato a produzioni di nicchia, i film scandalo, mentre la grande produzione punta a soddisfare le richieste del pubblico andando sul sicuro e puntando su soggetti cinematografici che garantiscono un certo ritorno economico. E cosa c’è di più garantito di un serial televisivo con milioni di proseliti?

martedì 13 maggio 2008

EstremaMente








Fumogeno sul Monte Bianco
a cura di Antonella Passoni


Abbiamo aderito all'iniziativa "The sad Smoky mountains" ed acceso un fumogeno rosso sulla cima del Monte Bianco, per esprimere la disapprovazione alla chiusura delle salite all'Everest motivata da fini politici e di repressione delle popolazioni del Tibet.
Per avere più info riguardo l'iniziativa potete visitare il sito http://www.sadsmokymountains.net/

domenica 11 maggio 2008

NON HO L'ETA'


E’ GIOVANE LA VACANZA MATURA

A cura di Chiara Cappellato

Per le nostre amiche over 80 è giunto il momento di pianificare le vacanze.
Sospese le frenetiche attività invernali, in fuga da figli e nipotame, diventa prioritario godersi le gioie del creato, del mondo e della salute.
Al bando gli acciacchi, inizia la doverosa conta di abiti, accessori, idratanti e profumi per essere “sempre a posto” nel luogo prescelto.
Ricordate? La Civetta non ha età.
Intervisto il Sig. G.B. della nota Agenzia 3 V Veneto Viaggi Vacanze di Mestre, specializzata in viaggi per la terza età e che movimenta - nel vero senso del termine - circa 8.000 anziani l’anno vantando numerosi e preparati accompagnatori.
Voglio sapere tutto delle nostre turiste dai capelli bianchi!
Pensate: il popolo femminile rappresenta il 70% dei partecipanti, sopra la soglia degli 80 anni sono il 30% e quasi tutte sole.
Si parte!
A prevalere è il tipo nonna-mari ovvero “il caldo scalda le ossa” che non si nega il piacere di sfoggiare bikini e pareo dalle linee grintose e sgargianti create appositamente per la sua generazione. La nonna-mari non perde la lezione di acqua-gym, contratta con gli ambulanti orecchini e borse, cambia abito tre volte al giorno, la sera osa nere trasparenze tra una mazurca e un valzer. Risate effervescenti, trucco delicato, esuberanza nei rapporti umani, bramosia di conoscenze. Sembra che in spiaggia i tabù si allentino e che anche la più riservata fiorisca.
Il tipo nonna-monti comunque non è da meno in quanto a prestanza.
Scarpe basse, giacca in lana cotta, ombrellino in borsa, si abbandona alla frizzante aria mattutina incantata dai panorami, inebrianti sottoboschi, antiche viuzze; il tutto rallegrato da dosate chiacchiere con le compagne. Donna più meditativa ha come motto “rallenta i ritmi e amplifica la pace interiore” attraverso letture e respirazioni yoga all’ombra dei pini.
Bocce, briscola, ballo gli svaghi comunque d’obbligo.
Curiosa e di nuova concezione è la nonna-arte-e-cultura che rinforza la sua dimensione mistica nei centri storici delle capitali italiane ed europee, abbagliata da cattedrali, musei, mostre, spettacoli di folklore, negozi caratteristici.
Prende l’aereo, si è preparata, è tenace e sorridente nonostante il tormento dei calli del turista.
A zonzo per Venezia, era un'afosa giornata estiva, sono rimasta sbalordita da due vegliarde sostenute dal bastone – ultime della fila che si trascinavano dietro la guida – con lo sguardo commosso e luminoso di chi sta vivendo il suo sogno.
Mi raccontava il Sig. G.B. che tutte le nostre mitiche appena fuori dal loro ambiente casalingo stupiscono in qualità di ottime forchette. Pastiglie immancabilmente al seguito e dimenticate le quotidiane minestrine, onorano la cucina locale con l’aggiunta anche di qualche peccatuccio fuori programma.
E poi sono propositive, richiedono stimoli, svaghi e novità a volte senza badare troppo al portafoglio. Hanno le idee chiare.
Molto più di noi giovincelle frantumate dalla stanchezza di un anno, che ci rigiriamo sul lettino o annaspiamo al centro benessere, trovando sempre qualcosa per cui vale la pena brontolare e rovinarsi il soggiorno.
Sbagliamo noi l’approccio mentale alla nostra vacanza?
Non ce la facciamo più a godere del singolo istante e ci perdiamo a progettare il grande lasciandoci sfuggire il piccolo?
Insomma, analizzando i dati dell’Agenzia che ho interpellato, pare che le giovani siano più statiche e abitudinarie, mentre terza e quarta età richieda sempre più con maggiore insistenza soluzioni allegre, dinamiche, movimentate e di ottima qualità.
E soprattutto faccia immancabilmente ritorno con un sorriso stabile e duraturo.
Che dite? Che sia il caso di aggregarci alle nonne?

venerdì 9 maggio 2008

NOTE BLU


MADAME ET MONSIEUR MR. SONNY ROLLINS
A cura di Ilenia Firetto

Da oggi inizierò a parlarvi degli artisti che quest'anno saranno ospiti della kermesse jazzistica più importante d'Italia e d'Europa: l'UMBRIA JAZZ.
Il primo musicista con il quale mi sembra doveroso aprire questa mia serie, è Theodore Walter Rollins in arte Sonny Rollins, uno dei più importanti rappresentanti ed interpreti dell'hard bop, genere musicale più aggressivo, più caldo di quello di Charlie Parker o Dizzy Gillespie, ma soprattutto, duro, robusto, come si evince dal significato della parola stessa.
I primi esponenti del nuovo corso musicale furono Clifford Brown, Max Roach, Horace Silver, Art Blakey e Sonny Rollins.
Mr. Rollins nasce ad Harlem il 7 settembre del 1930, il suo approccio con la musica avvenne quando, ad 11 anni iniziò a prendere lezioni di piano e di sassofono contralto prima per passare poi definitivamente al tenore.
Scoprì il blues grazie ad uno zio sassofonista appassionato del genere, che gli trasmise questa passione. Sonny, dunque, negli anni di studio, cercò di assorbire quanto più poteva dagli interpreti che lo precedettero, Parker, Lester Young, Coleman Hawkins e perfino il pianista Thelonious Monk.
Negli anni '50 le preziosità armoniche e timbriche, le voci strumentali morbide, furono ben presto dimenticate dai jazzmen, ciò che importava adesso era improvvisare dall'inizio alla fine.
Terminati gli anni '40, Rollins era talmente già tanto bravo da iniziare a suonare con i musicisti suoi idoli tra cui Miles Davis e Thelonious Monk, per poi entrare nel 1955 nel quintetto di Clifford Brown e Max Roach.
Negli anni seguenti incise diversi dischi che gli permisero di essere considerato uno dei migliori sassofonisti dai tempi di Charlie Parker.
Anche in tempi recenti, Mr. Rollins ha lasciato emergere l'entusiasmo per la sua musica degli anni della sua gioventù, con un funk molto più rilassato e con del soul contagioso.
Rimane, comunque, un improvvisatore snza eguali, nessuno, infatti, come lui fu in grado di esplorare il registro grave hard del sassofono.
Un suo sogno era quello di realizzare un'incisione da solo e ciò avvenne il 19 luglio del 1985 nel giardino delle sculture del Mo.Ma. di New York.
La sua esibizione durò 56 minuti e 4 secondi, fu incisa dal vivo e riportata su cd "Solo Album" della Milestone. Sempre per questa etichetta vi segnalo "Falling in love with jazz" e "Jazzstars in concert" con McCoy Tyner e Ron Carter (mitico contrabbassista) ed ancora St. Thomas 1959 (live), Rollins plays for Bird del 1956.
Concludo con uno stralcio di un'intervista di Arrigo Polillo a Sonny Rollins a proposito del suo rapporto con i giovani musicisti:
"...Mi riallaccio al discorso dell'energia. Io ne ho perchè ho fatto una gavetta a volte crudele ed ho dovuto lottare per emergere. Loro ne hanno di meno perchè hanno trovato tutto più facile.
....Non dobbiamo rimproverarli se spesso si dedicano alla rivisitazione degli stili dei decenni trascorsi. Negli ultimi cinquant'anni la musica è andata troppo di fretta ed è giusto che i giovani e dotati musicisti cerchino di approfondire quello che già esiste.
...E' importante soprattutto che i giovani suonino bene e attirino su di sè l'attenzione degli ascoltatori, visto che il jazz è ormai una musica universale. Il periodo attuale, negli Stati Uniti, come in Europa ed Estremo Oriente è molto critico.
Siamo consumisti, stiamo distruggendo il pianeta. Questo è il dilemma fondamentale di oggi, anche più del razzismo: lo afferma un nero che ha provato il razzismo sulla propria pelle.
Se andiamo avanti così, tra vent'anni sarà il caos. Su questo enorme problema la musica ha una funzione fondamentale, perchè chi ascolta deve ricevere i messaggi giusti e deve riflettere. Che poi sia anche musica nuova è secondario."
Il concetto si ripete, impariamo ad ascoltare.

giovedì 8 maggio 2008

L'amore infedele


La foto di Olivier Martinez (strepitoso) mi ricorda proprio il film da lui interpretato “ l’amore infedele” e mi dà lo spunto per chiedermi/vi: può il vero amore essere infedele? In teoria no, in pratica si. Visto la prassi, purtroppo , ormai consolidata, di trattare l’amore come un bene di consumo, facilmente deperibile e quindi sostituibile , come dobbiamo comportarci qualora a tradire fossimo noi? Supposto, ma non scontato che noi donne riusciamo a tradire con leggerezza e divertimento; e senza nessuna intenzione di passare definitivamente con l’altro, lo dobbiamo rivelare a colui che l’ha subito? Ho letto diverse opinioni in merito: chi sostiene che il tradimento una volta confessato, faccia bene alla coppia superstite che può darsi una nuova sferzata di energia; altre esimi esperti si sbilanciano nel dire che l’uomo in quanto essere animale non è monogamo, quindi l’infedeltà fa parte della sua natura e si può o meno rivelare, tanto è compresa nel prezzo. I più rigorosi sostengono che se si tratta di un episodio sporadico, sia meglio tacere per non infierire ulteriormente. Io mi trovo ad essere molto rigida su questo argomento: essere infedeli, non mi sembra una gran prova da eroi, anzi ritengo più difficile essere fedeli che non. Tuttavia dovesse capitare io sono per il non esplicitarlo nel modo più assoluto, nemmeno davanti alle torture più atroci! Ma scherziamo, quando mai sentirsi dire che sei cornuto può farti bene? Appunto mai!. Fatemi sapere la vostra, svelatevi.

mercoledì 7 maggio 2008

IL SIGNOR IN GIALLO


MARE DI LIBRI
A cura di Lorenzo Bosi

In questo post non vi parlerò di gialli ma di un appuntamento molto importante.
Come ho indicato nella mia presentazione, sono un autore di libri per ragazzi e ho il piacere di informarvi che finalmente anche Rimini avrà un proprio festival della letteratura.
Più precisamente sarà una manifestazione dedicata agli adolescenti – e ai loro genitori – amanti dei libri.
Il 20, 21 e 22 giugno il centro storico della famosissima località romagnola vedrà la presenza degli autori italiani e stranieri più amati dai ragazzi nonché laboratori, eventi e spettacoli, il tutto all’insegna del divertimento e della cultura.
Per maggiori informazioni, visitate il sito:
www.maredilibri.it
Tra i numerosi ospiti ci saranno anche: Licia Trosi, Federico Moccia, Paola Zannoner, Valerio Massimo Manfredi, Beatrice Masini, ecc.
Per chi volesse raggiungermi, domenica 22 giugno sarò al festival. Chiunque fosse interessato a partecipare è cortesemente invitato a contattarmi tramite il blog o via email.
A presto.
Un abbraccio a tutti.
Lorenzo

domenica 4 maggio 2008

LA DOLCE VITA DI LUDOVICA


La Dolce Vita in persona
a cura di Ludovica Falconi


La sua innata sensibilità per la moda lo porta ad iniziare i suoi studi sul figurino a Milano per poi trasferirsi a Parigi per seguire il corso di moda organizzato dalla Chambre Syndicale. Al contrario di molti italiani riuscirà ad inserirsi con successo nell’ ambiente parigino. Dopo aver vinto il concorso dell’ International Wool Secretariat ha l’ opportunità di lavorare nell’ atelier di Jean Dessès dove imparerà ad usare le elaborate tecniche di drappeggio.
Dopo cinque anni, nel ’59, segue Guy Laroche nell’ apertura del suo atelier, ma ben presto sentirà l’ esigenza di aprirne uno interamente suo e sceglie Roma come città d’ adozione, aprendo il suo atelier in via Condotti.
Erano gli anni in cui la notorietà di Dior, Balenciaga e della Schiapparelli sembrava ancora irraggiungibile. I suoi abiti non passano però inosservati. La sua sartorialità e la profonda conoscenza dei tessuti gli permettono di far breccia nel cuore del pubblico più elitario. Jacqueline Kennedy Onassis, Elizabeth Taylor, Marlene Dietrich, Rita Hayworth e Audrey Hepburn sono solo alcuni dei grandi nomi che sceglieranno di indossare “un Valentino”.
Il sarto della Dolce Vita non si accontenterà, però, di essere l’ oggetto delle preferenze di questo folto popolo di personaggi, ma vorrà piuttosto diventare uno di loro. E’ fotografato da Vogue e dalle cronache mondane del tempo come una vera star.
Negli anni ’60 Valentino si cimenta anche con il pret-à-porter che in quegli anni sembra avere la meglio, l’ inclinazione a seguire la moda del momento è sempre stata una componente del suo lavoro insieme alle sue costanti, quei segni di riconoscibilità che conserverà negli anni.
La sua consacrazione ufficiale avviene nel luglio del ’62 all’ ultima ora dell’ ultimo giorno di sfilate alla Sala Bianca del Palazzo Pitti di Firenze, dove presenterà, per l’ appunto, la sua collezione bianca. Le Sorelle Fontana, Pucci e Galitzine forse non sospettavano che, in quanto a notorietà, Valentino li avrebbe superati. Buyers e giornalisti rimasti assistono compiaciuti allo spettacolo.
Stufo delle sfilate toscane inizierà a far sfilare i suoi abiti a Roma nel suggestivo atelier in via Gregoriana mentre del ’75 il suo prèt-à-porter inizia ad avere come vetrina le prestigiose passerelle parigine.
L'estate scorsa in una nuovissima cornice quale l'Ara Pacis di Roma (progettata dall'architetto statunitense Richard Meier) si è potuta ripercorrere questa lunga storia di successi attraverso gli abiti della mostra "45 Yesrs of Style".
In primo piano i tessuti: ricchi e preziosissimi. Incrostazioni e ricami artigianali si alternano ad abiti dai volumi imponenti fatti di pizzi e chiffon che rievocano ottocentesche crinoline.
Più discrete le tuniche in satin o crepe ricamate delicatamente sui bordi, plissettate o lisce.
I bianchi e i neri, per cui è stato spesso paragonato ad Hoffman, molto amati, anche nella versione in paillettes dalle fantasie animalier, riproposte anche nei toni del beige.
Il rosso poi nella sua tonalità più viva è diventato il colore-simbolo della maison con cui Valentino si sbizzarrisce proponendolo sia per il giorno che per la sera. Il fiocco è un altro elemento ricorrente proposto anche come gioiello. Gli accessori sono sempre presenti in tutto il loro decorativismo: collier, cappelli e gioielli applicati direttamente sull’ abito. Deliziosi i cappottini anni ’60 scampanati alla Dior, gli abiti al ginocchio e le piccole cappe.
Valentino con i suoi abiti ha segnato un’ epoca e sopratutto quella del made in Italy e dell'eterna Roma.

sabato 3 maggio 2008

OFF#LIMITS


Il silenzio
A cura di Diomira Pizzamiglio

Il 1° Maggio ho visitato il Monastero di Piona, nel chiostro era ospitata una mostra artigianale dei manufatti prodotti dalle piccole sorelle del Monastero di Betlemme, un convento di clausura a Monte Camporeggiano, vicino Gubbio, e ho comprato dei biscotti all’anice, all’arancia e delle ciambelline al cioccolato.
Lì una signora raccontava ai visitatori la storia della sua Paola, oggi Piccola Sorella Angelina.
Ho ascoltato in disparte e guardano le statuette, i presepi, le icone dipinte a mano, i pizzi abilmente ricamati mi sono commossa.
“La mia Paola è partita per Roma, per frequentare l’università, all’età di 19 anni, quando tornò a casa per le vacanze durante il secondo anno di università ci comunicò che aveva scelto di vivere la vita claustrale e di aver scelto il convento più duro e rigido perché solo nella più profondo silenzio, privazione e povertà poteva trovare Dio e la forza per pregare intensamente.”
Sorella Angelina oggi ha 40 anni e dal 1993, con una quarantina di sorelle vive presso la diocesi di Joliette nel Québec in Canada nel Monastero di Chertsey; unico sostentamento è il ricavato della vendita di loro manufatti e di quei deliziosi biscotti …
Freddo.
Silenzio.
Stenti.
Dio.
“Una volta che hai scoperto che questo Dio che tanti negano o dimenticano, non è un’idea, ma una Persona che ti ha scelta da sempre, che ti ama alla follia e che non ti abbandonerà mai, qualunque siano le prove e le desolazioni della vit, allora mai e poi mai potrai dubitare che in Lui e in Lui solo è la sorgente di tutto .. e mai potrai tornare indietro e ricrederti.
E’quello che è successo a me, malgrado la mia pochezza; è quello di cui voglio essere testimone, gridandolo al mondo intero; è quello che vi auguro di tutto cuore per questo nuovo anno e per sempre.
Con affetto +Piccole sorella Angelina”

http://www.medioevoinumbria.it/ita/spiritualita/monacibetlem.htm
Arnoldi/Cassinelli 0341.850534

Operazione Monastero Canada - Cassinelli Claudia
Iban: IT64 X056 9651 2300 0000 1181 X06

venerdì 2 maggio 2008

Di mamma (non) ce n'è una sola


Il nome della cosa
a cura di Anna Grazia Giannuzzi





Recentemente ho parlato in un’aula universitaria. Avevo preparato il mio contributo su adozione ed interculturalità per il gruppo sugli studi di genere. È stata una bellissima esperienza e spero non resti isolata. Ecco: non avrei mai fatto questo, e non avrei modo di raccontarlo, se non avessi adottato le mie figlie. Ecco perché non avrei nulla di cui raccontare se non ci fossero loro e se io non fossi quella che sono, grazie a loro.



C’è una linea netta che separa il mondo, come era prima e come è adesso; adesso è molto più colorato, vive e respira. Prima era quello che doveva essere, quello che ci si aspettava che fosse, che era ragionevole che fosse.
Adesso nulla è ragionevole, ci sono tantissime cose che stridono, ho rotto i rapporti con chi era interessato al quieto vivere più che alla mia felicità, ho infranto cuori e aspettative, e molte persone mi guardano come se fosse la prima volta che mi vedono, o peggio ancora come se non potessero credere a quello che vedono. Non sto esagerando. E’ solo che i sentimenti cambiano le persone.
In Università c’è tra gli altri una donna molto intelligente, che lavora nel mondo della scuola e che chiamerò Federica. Le ho raccontato che ho avuto modo di dover chiedere alle maestre di fare attenzione nel parlare dei bambini che sono stati adottati e nel presentarli agli altri bambini. Se io dico “Anna è adottata”, descrivo una persona con un unico aggettivo, con un unico tratto della sua vita, nascondo la persona, la giudico per la sua nascita, perché, che ci piaccia o no, tutti guardiamo due volte una persona quando veniamo a sapere che è stata adottata. E spesso pensiamo: poverina. Perché privilegiamo il momento dell’abbandono da parte dei genitori di nascita a scapito di quello positivo della scelta da parte dei genitori adottivi. Perché preferiamo commuoverci invece di rallegrarci? Se qualcuno ci sceglie per amarci è una bella cosa, o no? Invece, esprimiamo un giudizio non positivo e non abbiamo alcuna informazione vera su questa Anna, non sappiamo proprio chi è. Se io dico “Anna è stata adottata”, racconto, invece, di una parte della sua vita, che può essere determinante, o anche non, per capire chi è Anna e se mi piace o no, se voglio fare amicizia con lei.
Quando ho finito di spiegare mi ha detto che non ci aveva mai pensato prima, che è banale ma vero.

Da quando sono madre mi trovo un’ora sì ed un’ora no a bazzicare banalità che appaiono come pop up colorati e allegri sullo schermo della mia vita.
E sono innamorata di questa vita favolosa.

Nel prossimo post vi presenterò due donne che hanno dato vita ad un’associazione che aiuta le donne affette da endometriosi.

giovedì 1 maggio 2008

EstremaMente



a cura di Antonella Passoni


Tibet, parte la fiaccola olimpica per l'Everest.

Mentre in Tibet la fiamma olimpica parte per l'Everest, in Nepal gli alpinisti sono costretti a non salire oltre il Campo 2.
A soli 99 giorni dai giochi Olimpici in Beijing (Cina), arriva ora la notizia che proprio in queste ore un gruppo di alpinisti sono partiti dal Campo Base sul versante Tibetano per portare la fiaccola olimpica in cima all’Everest. Il sito everestnews, uno dei più vecchi ed affidabile per tutte le spedizioni in Himalaya, riporta appunto questa partenza e precisa che i cinesi hanno fissato corde fino a 8300m. Venti forti stanno soffiando sulla montagna, ma gli esperti prevedono due finestre di bel tempo, il 3 e 6 maggio.Mentre questi alpinisti sono impegnati nella salita, sul lato nepalese è tutta un'altra storia. Attualmente ed almeno fino al 10 maggio nessuno può salire oltre il Campo 2: ufficialmente per motivi di "sicurezza", secondo molti la restrizione è per non creare problemi alla salita della fiaccola, ed inoltre per controllare le informazioni che provengono dalla montagna.Infatti, la rivista americana Alpinist riporta che videocamere e telefoni satellitari sono stati confiscati alle spedizioni, mentre risale a pochi giorni fa la notizia che un giornalista della BBC è stato costretto a lasciare il Campo Base poche ore dopo il suo arrivo, in linea quindi con il "blackout" di comunicazione imposto dai Cinesi e dalle autorità nepalesi.Rimanendo in tema, segnaliamo invece l'insolita azione di solidarietà al Tibet: domenica 11 maggio tutti gli alpinisti del mondo sono invitati a salire una montagna e alle ore 13.00 accendere dei fumogeni. L'iniziativa, ideata da Alberto Peruffo e consultabile attraverso il sito http://www.sadsmokymountains.net/ ci pare doverosa. A voi la scelta della cima.
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