Più immortale del Titanicdi Fabio Cicolani
Dopo una lunghissima pausa di riflessione torno seguendo la scia del post precedente. Vorrei inaugurare una nuova serie di post della rubrica in cui riportare dei dialoghi, monologhi, estratti da film più o meno famosi. Per riflettere sempre, come specchi di fronte a specchi. Cominciamo con uno specchio per allodole, ma che cela grandi messaggi, sempre validi. Apriamo con una fanfara… Titanic di James Cameron del 1997.
La vecchia Rose sull'affondamento del Titanic...
"1500 persone finirono in mare quando il Titanic sparì sotto i nostri piedi. C’erano 20 scialuppe nelle vicinanze, solo una di loro tornò indietro. Una. Sei persone furono salvate dall’acqua. Una di queste ero io.
Sei su 1500.
In seguito, le settecento persone sulle scialuppe, non poterono far altro che aspettare. Aspettare di morire, aspettare di vivere. Aspettare un perdono… che non sarebbe mai arrivato."
Sulla nave Carpathia, che raccolse i superstiti, Rose rivede il suo promesso sposo Cal e decide di non fargli sapere che è sopravvissuta...
"Quella fu l’ultima volta che lo vidi. Si sposò ed ereditò i suoi milioni. Ma il crollo del ’29 colpi duramente anche i suoi interessi. Così quell’anno si infilò una pistola in bocca.
Almeno così lessi. "
A proposito di Jack Dawson…
"Non ho mai parlato di lui, sino ad oggi. Con nessuno. Neanche con tuo nonno. Il quale ebbe una donna e un profondo oceano di segreti.
Ma ora sapete che c’era un uomo di nome Jack Dawson … e che lui mi ha salvato.
In tutti i modi in cui una persona può essere salvata.
Non ho nemmeno una sua foto.
Non ho niente di lui, vive solo nei miei ricordi. "
Vi aggiungo un estratto dal finale alternativo . Rose spiega il suo rapporto col Cuore dell’Oceano,
una volta approdata a Liberty Island ed esserselo trovato in tasca…
"La parte più difficile dell’essere povera era l’essere così ricca. Ma ogni volta che pensavo di venderlo, ripensavo a Cal. E non so come, ce l’ho fatta senza il suo aiuto. Sono tornata qui per rimetterlo al suo posto.
Lei cerca tesori nel posto sbagliato, Mr. Lovett. Solo vivere non ha prezzo e dare valore a ogni giorno."
Parafrasando il monologo del post precedente “Non tutti i film contengono bei messaggio, ma un bel messaggio può trovarsi in qualunque film”. Tralasciamo il pesante bagaglio storico, pubblicitario, e proselico che il film si porta dietro, a mio parere queste poche parole contengono tutte le verità elementari della natura umana: l’egoismo e la lotta per la sopravvivenza (le scialuppe che non tornano indietro), il pentimento in seguito a scelte sbagliate - dettate proprio da quell’egoismo - che spesso si trascina per tutta una vita.
Ci dice quanto un uomo forte può cedere alle più basse debolezze come il denaro e la sconfitta.
Ci dice quanto un ricordo possa condizionare una vita stessa, quanto l’amore sia dirompente ed etereo allo stesso tempo, un ricordo passato e un emozione presente.
Per quanto riguarda l’estratto inedito, aggiunge poco e per questo è stato tagliato. La scena aggiunge uno stralcio d’azione cameroniana per far “finire col botto” il film. Per fortuna non era necessario, era giusto che il film scivolasse via, come un ricordo, come la marea.


















